A cura di Claudio Costantino
Pubblicato il 14/05/2006
Dal 25 al 28 maggio si tiene "Verona Prog Fest" con Pagliuca (Jackson-Potter-Marton-Olivotto), Tagliapietra, Banco Mutuo Soccorso, Mangala Vallis e Bernardo Lanzetti. L'appuntamento clou è quello di apertura dell'ex tastierista de Le Orme ed una parata si stelle, alla ricerca della "musica totale" e delle suggestioni dell'improvvisazione in una terra senza confini
E' senz'altro uno degli appuntamenti più importanti per il prog italiano (e inglese). Stiamo parlando del Verona Prog Fest che si tiene nalla Tensostruttura Centro Sportivo Tennis di Lugagnano (Verona) dal 25 al 28 maggio.
Si parte il 25 maggio con Tony Pagliuca & Friends (un vero tripudio di superstar); ad aprire la serata i DFA. IL 26 maggio Mangala Vallis con Bernardo Lanzetti e Aldo Tagliapietra (in "Il Viaggio"); il 27 maggio il Banco del Mutuo Soccorso (ad aprire la serata U.A.C.S.); il 28 maggio si chiude con Magical Mystery con orchestra (cover dei Beatles).
Insomma una bella e ricca manifestazione; l'appuntamento più atteso, nel contesto del festival, è indubbiamente quello della serata di apertura, che ha anche una connotazione internazionale.
Tony Pagliuca salirà sul palco con alcuni compagni di avventure: Tolo Marton (con il chitarrista delle Orme di Smogmagica sono stati assieme questa estate a Pescara), David Jackson (il sax dei VDGG con cui Pagliuca ha realizzato Re-Collage, la rilettura di uno degli album cult de Le Orme). Ci sono poi con lui Nic Potter (il bassista dei VDGG), Marco Olivotto (il musicista vandergraafiano di ferro), il batterista Andrea De Marchi (che ha suonato nel cd live di Marton), il percussionista Leo Di Angilla ed i vocalist Pier Didoni e Agarthi.
Insomma un ensemble nutrito di ben nove elementi, una parata di stelle, con una grande impronta vandergraafiana.
Pagliuca non finisce di stupirci. Continua a meravigliare la sua voglia di gettarsi in nuove avventure, in nuove sfide, il non voler dormire sugli allori, come potrebbe fare.
"La mia volontà e il mio desiderio - ci dice il tastierista da Marghera dove sta perfezionando la performance scaligera - è di fare un concerto dove i musicisti , tutti, esprimano liberamente il meglio di sé. Per fare ciò cercherò di far trovare una situazione accogliente e libera da ogni vincolo Vorrei che la parte dell’improvvisazione tornasse ad essere importante e a superare lo spazio che essa trovava nel periodo 1969-1970".
La sua ricerca punta su quella che definisce una "musica totale": "I generi musicali Jazz, Classico, Rock , Folk si sono spenti o esauriti, e in questi anni molti sono stati i contatti tra loro dando vita ad interessanti alchimie. Il futuro della musica va cercato in questa direzione, la musica totale senza nostalgie e ammiccamenti al mercato".
"Il suono di oggi - ci spiega il musicista - non può essere fatto più con la formazione classica degli anni 70. Bisogna togliere, pulire, alleggerire, ingrandire la pasta del timbro dello strumento. I grossi impasti sonori sono minestre acide che possono fare anche male. Verona potrebbe essere uno degli ultimi concerti che farò in questa duplice veste". Non manca l'omaggio a Germano Serafin, l'indimenticabile compagno de Le Orme della svolta, a cui Tony non manca di testimoniare mozioni di affetto e viva memoria.
Sul sito della manifestazione veronese in una nota a sua firma (che riproduciamo) Tony Pagliuca illustra come si svolgerà la performance: duetti, terzetti e altre combinazioni...e poi un crescendo fino a vedere tutti gli artisti sul palco per "un concerto ricco e vario come l’essenza della musica Progressiva". (G.M.)
La nota di Tony Pagliuca
TONY PAGLIUCA,TOLO MARTON, DAVID JACKSON, NIC POTTER, LEO DI ANGILLA, PIER DIDONI, ANDREA DE MARCHI, MARCO OLIVOTTO e AGARTHI si trovano sullo stesso palco per la prima volta. Musicisti di diversa età e provenienza si raccontano attraverso il linguaggio più universale: la musica. La proposta artistica di questa serata è singolare e mette in gioco tutti i musicisti nessuno escluso.
Due saranno i momenti della serata.
Nella prima parte, salvo ulteriori sorprese, sono in programma soli, duetti, terzetti, e altre nuove combinazioni strumentali riportate alla luce dal sito archeologico del silenzio.
La seconda parte sarà un crescendo di suoni e canzoni.
Per la prima volta alcuni brani storici saranno eseguiti dagli stessi autori con un cast di eccezione.
Un concerto ricco e vario come l’essenza della musica Progressiva che quest’anno trova libero sfogo nel Festival di Verona fortemente voluto da organizzatori sapienti e generosi.
Tony Pagliuca