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Interviste e interventi

Andrea Braido: un dragone alla chitarra che ama Hendrix

A cura di Claudio Costantino

Pubblicato il 16/05/2006

Di recente sono usciti alcuni interessanti lavori solisti del chitarrista: i cd “Sensazioni nel tempo”,“Twin Dragons” ed il dvd “Braido plays Hendrix ... in Hungary”. Un’intervista-chiacchierata con il guitar man, tra passato e presente

foto intervento

Colpisce, leggendo la biografia del chitarrista Andrea Braido l’infanzia (crediamo felice) in un paesino del trentino a suonare la batteria e poi la chitarra, ad ascoltare musica in biblioteca, o con l’amico pasticciere e chitarrista... Un mondo che sembra così lontano dal blues, dal jazz-rock eppure così splendidamente provinciale e italiano....

Prima autodidatta poi studioso di pianoforte e teoria musicale. Una borsa di studio lo conduce  ad un certo punto in Usa, a Boston. Ad abbeverarsi alla fonte del blues, del jazz, del rock...

La svolta “professionale” ci sembra che ci sia stata  quando entra nella band  di Patty Pravo. Da allora un grande, duro, professionale lavoro di turnista in concerti e dischi con molti cantanti italiani (Mina, Vasco Rossi, Ramazzotti, Laura Pausini, Zucchero, Ligabue, per citare quelli che mi vengono a mente)...

Di recente sono usciti alcuni interessanti suoi lavori solisti: i cd  Sensazioni nel tempo”, “Twin Dragons” ed il dvd “Braido plays Hendrix ...in Hungary” (per l’etichetta  Videoradio).

Di seguito l’intervista-chiacchierata con  Andrea Braido, tra passato e presente.

 

Braido, il suo primo disco solista era di chiara impronta jazzrock...

“Eleonor” fu suonato interamente da me (batteria, percussioni, bassi, chitarre) e risale al 1992. Questo disco fu  la mia risposta a tutti quelli che volevano incanalarmi nel ruolo  “riduttivo” di chitarrista heavy metal che suona in un sola direzione senza considerare altra musica da cui provenivo stilisticamente! Infatti il contenuto è un chiaro omaggio ai miei tre maestri principali: Miles Davis, Weather Report e John Mc Laughlin con qualche eco di Chick Corea e Frank Zappa...

 

Mi sembra significativo l’incontro con l’etichetta Videoradio e con un discografico come Beppe Aleo che è innanzi tutto un suo grande, appassionato fan. Come è avvenuto il vostro  incontro?

Il nostro incontro è avvenuto parlando con altri musicisti che già incidevano con lui... ci fu un appuntamento e ci capimmo al volo su quello che doveva essere la realizzazione dei miei  progetti in cui ognuno ha messo il massimo nel proprio  rispettivo campo, lui in quello discografico ed io in quello artistico... Sono molto soddisfatto della nostra collaborazione e penso che tireremo fuori tanti altri progetti!

 

La passione per Hendrix è testimoniata dal suo dvd con la performance live in Ungheria. L’Hendrix conosciuto  in cuffia, in una biblioteca comunale di provincia da ragazzo (d’altronde era bambino quando Jimi suonava a Woodstock...)... l’Hendrix respirato in Usa...

Perché suonare Hendrix in una realtà come l’Ungheria? Indubbiamente c’è un pubblico che scalda...

In Ungheria come in altri paesi dell’ Est c’è davvero  una gran voglia di sentire molta musica, sia di Hendrix che di altri... c’è anche da dire che il mio stile è pieno di molte influenze diverse e quindi più stimolante che un semplice tributo a questo grande artista.

Aggiungerei che in una terra dove molti cantanti con cui ho suonato sono dei nomi quasi sconosciuti conta quello che sei sul palco soprattutto, senza voler togliere nulla a quelle importanti esperienze.

 

E’ vero: il tributo a Hendrix – e il dvd lo mostra in pieno -  è passionale, generoso, ma ascoltandola suonare ed improvvisare la si vede andare oltre il grande Jimi, in variegate direzioni e stili. Non una semplice proposta di  “cover hendrixiane” ma un viaggio appassionato...

I suoi progetti solisti vanno in varie direzioni. Mi ha colpito soprattutto il cd “Sensazioni nel tempo”, che ripercorre le  tappe della sua pluriennale e versatile carriera; un cd che la vede  solista nel vero senso del termine (suona  e sovraincide da solo tutti gli  strumenti, chitarre, basso, batteria, percussioni, ecc).

Come mai nel disco c’è l’omaggio alla cantante brasiliana Elis Regina? Un grande momento venato di saudade...

Nella mia cultura musicale c’è veramente di tutto….la natura ed il Supremo mi hanno dato un grande dono…quello della curiosità unita all’umiltà di capire, conoscere e poi suonare molta musica diversa! Elis Regina è stata una grande interprete di musica brasiliana venata di jazz e di molte altre influenze; mi commuove il suo modo di cantare così vissuto in modo estremo! “As Aparencia enganam” mi ha colpito molto per il testo... in un momento storico dove l’unica cosa importante sembra “l’apparire”, questo pezzo mi sembra proprio in tema. Si parla infatti dell’apparenza che inganna…spesso e in modo negativo e superficiale.

 

Parliamo di “Progetto Acustico Mediterraneo”... tutt’altra musica...

Puntualmente quando si viene associati ed ascoltati da un grande pubblico il modo di suonare rimane quello nella mente di chi ascolta soprattutto le canzoni... mi riferisco al modo in cui ho suonato con Vasco Rossi, ad esempio in “Gabri” dove, a detta di molti miei fans, ho dato vita ad uno dei miei migliori assoli di acustica che ho fatto, oltre a quelli con Mina in dischi come “Sorelle Lumiere”per esempio.

Quindi visto che nel mio mondo musicale la chitarra classica e l’acustica hanno un’enorme importanza al pari dell’elettrica (in adolescenza ho dedicato ore ed ore a questi strumenti) sentivo il bisogno di portare dal vivo - oltre che nel disco ”Sensazioni nel tempo” - l’uso di questi strumenti!

Ho avuto grandi riconoscimenti e soddisfazioni in Austria e Germania oltre che al Disma show del 2005 dove mi è stato comunicato che è stato il concerto più apprezzato... e anche nell’esperienza con Frank Gambale e Maurizio Colonna del 1997.

In più dal vivo oltre a brani di mia composizione propongo alcune chicche di Django Reinhard (altro mio grande maestro),Par Metheny e Al Di Meola...

 

Mi racconta  dell’omaggio a “A come Andromeda”? La colonna sonora del popolare sceneggiato tv fu  composta da Mario Migliardi....

Quando fu trasmesso “A come Andromeda” avevo appena otto anni; rimasi colpito dal futuristico sceneggiato, dalla bravura degli attori (Luigi Vannucchi, Paola  Pitagora, Tino Carraro e molti altri) e dalla splendida sigla che ho riarrangiato per le chitarre. Ho voluto riproporla oggi perché è una parte importante del mio modo a volte visionario di sentire la musica e parla della galassia di Andromeda…meravigliosa, e di un tema trattato che trova qualche analogia in “2001: Odissea nello spazio” di S. Kubrick; ossia il potere della macchina (computer) guidata da  menti superiori…per l’epoca era una cosa grandiosa!

 

L’altro disco solista “Twin Dragons" è realizzato in trio con il bassista e vocalist Nathaniel Petterson a cui si è aggiunto il batterista Davis Pisvejc. Mi parla dei suoi compagni di viaggio e dell’incontro con loro? Un disco, il Vs, di grande energia...

La band è costituita da Nathaniel ed il sottoscritto, il batterista viene spesso cambiato...in quel momento della storia della band eravamo a Praga e avevamo fatto alcuni concerti con Pisvejc quindi decidemmo di chiamarlo in studio e sotto la mia guida (specialmente) gli feci fare le parti di batteria suonando insieme basso (Nathaniel) e chitarra ritmica (Io), poi ho aggiunto gli assoli ed infine la voce di Peterson!

L’idea di mettere in piedi la band l’ha avuta il mio manager Stefano Luciano. Il  nome viene

dal fatto che sia io che Nathaniel siamo del segno del Drago per l’oroscopo cinese e quindi ”draghi gemelli”!

 

In questo disco emerge a pieno la sua  potenza e abilità di chitarrista... Penso a "Ain't Superstitious", un classico del blues di Willie Dixon. Avevo in mente la versione di Jeff Beck... ebbene la sua rilettura davvero non fa rimpiangere il mitico Beck...

Beck è uno dei miei maestri chitarristici... in più suoniamo tutti e due senza il plettro, solo con le dita ed è nato il 24/06/1944 ed io il 26/06/1964…una coincidenza astrologica da non sottovalutare…entrambi molto lunatici e istintivi!  

 

“Twins Dragons” trasuda di blues sanguigno. Ci appare un disco on the road, sulla scia dei miti, da Hendrix ai Cream...

Personalmente mi rifaccio molto alle esperienze di Hendrix che a differenza dei Cream era molto più “hard rock”...

 

Riguardo ai concerti so che sta girando tantissimo; ed è in procinto di andare all’estero dalla Spagna all’Austria, alla Germania... ed il 1° luglio ritorna a PaKs in Ungheria, proprio dove ha realizzato il dvd...

Ha mai pensato che i suoi dischi potrebbero essere ascoltati nella biblioteca comunale del suo Paese e, magari, influenzare, entusiasmare qualche ragazzino degli anni Duemila...

Le confido che una della grandi soddisfazioni che ricevo quotidianamente dalla musica è il ringraziamento di molti giovani (di 15, 20,30 anni) che hanno iniziato a suonare dopo avermi sentito e oltre tutto leggendo le mie interviste sono venuti a conoscenza di molti musicisti che appartengono ad altri stili...

 

a cura di Gaetano Menna

 

 

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