Lucio Lazzaruolo: respiri di chitarra

Il compact “My favourite” di Lucio Lazzaruolo è un intenso colloquio tra il chitarrista ed il suo strumento. Ottima prova solista per chitarra classica del co-leader della prog-band "Notturno Concertante"

My favourite” di Lucio Lazzaruolo (per l’etichetta Mellow Records, www.mellowrecords.com ) è un intenso colloquio tra il chitarrista ed il suo strumento. E’ un compact solista ma non un monologo; sì, c’è solamente la chitarra classica (ad eccezione di un duetto con il flauto di Danilo De Luca nel brano “A life of agony”) ma non è certo un disco minimalista, ricco com’è di sonorità e pulsioni. Si scopre come la chitarra possa dare orchestrazione, attraverso fraseggi, costruzioni, arpeggi , armonie che arricchiscono l’ascolto… si colgono le sfumature cristalline delle sei corde dello strumento finalmente messo a nudo.
Sarebbe giusto definirlo un album di neoromanticismo, neoclassicismo, che sa assimilare un linguaggio e cogliere i fermenti vivi del passato che però portano a guardare in avanti (il futuro senza dimenticare da dove si è partiti).

23 brani e studi per chitarra classica che spaziano da W. A. Mozart a compositori dell’Ottocento come Napoleon Coste, Mauro Giuliani (in una rielaborazione di Steve Haekett, il chitarrista dei Genesis, che diventa “Tales of the riverbank”) e soprattutto Fernando Sor e Johann Kaspar Mertz. La chitarra spazia quindi in territori contemporanei con brani del citato Haekett (“Horizons”) e del sudamericano Antonio Lauro (“El Negrito”). Quindi varie composizioni originali di Lazzaruolo scritte da solo o in tandem con Raffaele Villanova (entrambi sono i fondatori e l’anima, di “Notturno Concertante”, indubbiamente uno dei più interessanti ed innovativi gruppi della scena “new progressive” italiana; e c’è da dire che Raffaele ha firmato anche l’artwork di questo cd).

Quando si sceglie un repertorio del genere per sola chitarra classica, e quando conta la tecnica, il rischio è davvero di fare un disco “accademico”, una performance per specialisti. Lucio Lazzaruolo è invece riuscito a realizzare un cd altamente piacevole, senz’altro indirizzato ad un pubblico vasto che non si accontenta della “forma” ma cerca la “sostanza”. Ovvero che la musica - pur fatta di tecnica eccelsa - dia, giustamente, “emozioni”. Per questo crediamo che, non a caso si sia scelta come apertura una tarantella (scritta da Mertz) che è una musica che sa essere allo stesso tempo colta e verace, nobile e popolana. E poi non si può che partire da qui, dalle radici di una cultura campana che il chitarrista avellinese sente pienamente proprie. A chiusura invece un incisivo brano di Lazzaruolo, “Grotesque”, il romantico futuro che avanza.

Le registrazioni sono avvenute nell’arco di ben sei anni (dal 1998 al 2004), senza fretta nelle pieghe del lavoro per “Notturno Concertante” o altri progetti (colonne sonore per cinema, tv, ecc.); quello che contava, al di fuori del tempo, era che il risultato fosse quello ottenuto: di un disco in cui l’esecutore, che studia e perfeziona, faccia “palpitare” la chitarra. Respiri di note.

Gaetano Menna

Approfondimenti:

IL CONCERTO - Notturno Concertante e Rispo: note e parole a Cervinara
http://guide.dada.net/musica_progressive/interventi/2006/08/266599.shtml

L’ANNIVERSARIO - “Contrappunti” festeggia i 20 anni di “Notturno Concertante”
http://guide.supereva.com/musica_progressive/interventi/2004/10/179393.shtml

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Pubblicato il martedì 26 settembre 2006 in: Napoli e neapolitan power

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