
LA RETE DEL FOLK
All’Auditorium Parco della Musica di Roma si è svolta la prima edizione del festival dedicato allo strumento per eccellenza della cultura popolare, l’organetto. Con “Organetti a Roma” (sottotitolo “Strumenti popolari dalla campagna alla città”) ha preso il via un importante calendario di appuntamenti di musica popolare in tutto il Lazio che rientrano nel progetto “RE.FO.LA.” (Rete del Folklore nel Lazio) sostenuta dall’assessorato alla Cultura della Regione Lazio. La “rete” di coordinamento di rassegne musicali sul territorio è partita il 30 settembre con l’organetto e si concluderà sempre a Roma con un altro strumento fondamentale della musica tradizionale, la zampogna (”Zampogna a Roma” si terrà il 18-19 dicembre alla Discoteca di Stato).
Il progetto RE.FO.LA. è stato presentato con una conferenza stampa, poco prima del concerto, presso il notebook dell’Auditorium, dall’assessore regionale alla Cultura Giulia Rodano (con il dirigente Enzo Ciarravano), dal direttore della Discoteca di Stato Massimo Pistacchi e dal maestro concertatore Ambrogio Sparagna.
Ed è stato giusto portare la musica popolare all’Auditorium, valorizzando la galassia culturale che si alimenta nelle “cantine” (nei piccoli locali, e materialmente pure negli spazi produttivi dell’enologia laziale…) che trova finalmente riconoscimento ed attenzione “urbana”. Ed anche salvaguardia dalle Istituzioni. RE.FO.LA ha un ricco calendario di appuntamenti con i principali protagonisti della musica popolare attivi sul territorio del Lazio. Si tratta di rassegne di concerti, festival, corsi di musica e danza popolare, che vedranno impegnati ben duecento musicisti.
La serata dedicata all’organetto è stata condotta in veste di presentatore, con piglio e competenza, dal musicista e discografico (con l’etichetta Finisterre) Erasmo Treglia. Ed ha visto sul palcoscenico musicisti di tutte le cinque provincie laziali, oltre che dalla Sardegna e dai Paesi Baschi francesi. Organettisti come i componenti della Famiglia Marsella di Velletri che portano a galla il sommerso, i suoni della memoria; ed altri come Raffaello Simeoni di Rieti che inventano e costruiscono nuovi percorsi che si innestano sulle radici. Quindi il gran finale con l’imponente Bosio Big Band, una vera e propria orchestra folk con 21 musicisti di cui una dozzina di organettisti guidati da Ambrogio Sparagna che ha coinvolto il pubblico con un repertorio ancora vivo, vitale, che ci appartiene.
Vanno segnalate infine le due iniziative collaterali proposte all’Auditorium: la mostra fotografica “Il Volto di Mantici. Musicisti e Strumenti” a cura di A.R.P.A. e Angelo Maggio e la mostra “Strumenti musicali” con la partecipazione della Ditta Fratelli Castagnari che ha esposto antichi e preziosi organetti.
I SUONI DEL LAZIO
“I suoni del Lazio” (musicisti della tradizione) è il titolo della nuova collana multimediale realizzata da Finisterre (www.finisterre.it) con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio e presentata alla stampa contestualmente al progetto “RE.FO.LA.”. Sono già stati pubblicati i primi due cd: “Il vulcano laziale”, “E’ tanto tempo che non recantavo”. E’ un’iniziativa – come hanno ricordato l’assessore Rodano e Ambrogio Sparagna – di cui si avvertiva l’esigenza , dal momento che la ricerca etnomusicologica nel Lazio è scarsamente documentata, tanto che le ultime raccolte sistematiche risalgono agli anni ’70. Si riparte da lì, con un progetto complesso, coordinato da Erasmo Treglia e Ambrogio Sparagna. Il primo disco, a cura di Raffaele Marchetti è dedicato all’area dei Colli Albani fino alle prime propaggini dei Monti Lepini; il secondo, a cura di Ettore De Carolis, riguarda il territorio verso l’Abruzzo - Vicovaro, Arsoli, ecc. - e poi scandaglia tra i Monti Cornicolani e Lucrétili…
Ogni cd contiene una serie di brani audio (registrazioni sul campo), schede audiovisive ed un libretto con testi ed immagini di carattere generale, schede monografiche di approfondimento. Le schede video, realizzate con cantori e musicisti, arricchiscono ed integrano i documenti sonori di piccole video-notazioni, dove i dialoghi sulla musica e sulle tecniche di trasmissione dei repertori “svelano” l’umanità dei protagonisti.
a cura di Gaetano Menna
Claudio Costantino









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