A cura di Claudio Costantino
Pubblicato il 28/11/2006
Della formazione originale - che negli anni tra il '72 e 74 realizzò due album cult, "Frontiera" e "Fiaba" - c'è il solo chitarrista Roby Munciguerra. Ritorna, con una serata live, uno dei gruppi che ha fatto la storia del progressive torinese. All'evento ha partecipato (e ce lo racconta) lo scrittore Paolo Barotto
Torino,
Sabato 25 Novembre
Birreria Manhattan, Ore 21,30
Procession 2006:
Samuele Alletto voce e flauto
Stefano Carrara tastiere - chit.12 - cori
Roby Munciguerra chitarra - mandolino-cori
Enzo Martin basso
Max Aimone batteria e percuss.
Finalmente ci siamo: chi come il sottoscritto ha atteso 30 anni per sapere quale misteriosa fine avessero fatto i Procession è accontentato.
Il giorno precedente vengo contattato da Roberto Munciguerra, chitarrista e fondatore del gruppo: "Domani ci sarà la prima uscita dei rinati Procession". Disdico quindi tutti gli impegni e mi trovo puntuale all'appuntamento.
Il locale è disposto su due piani ed il concerto si svolge al piano inferiore, luogo che ricorda il museo Pietro Micca, basso con le arcate in mattoni.Il fumo dei presenti e le luci psichedeliche della sala ci catapultano immediatamente alle cantine sala/prove degli anni Settanta.
Il pubblico è molto variegato: i cinquantenni che conoscono il gruppo dal 1972 si mischiano alle fidanzate dei componenti più giovani del gruppo. Ho subito modo di scambiare quattro battute con i componenti del gruppo e quello che mi sorprende è la loro passione per il genere e l'entusiasmo dei componenti più giovani.
Spiego a loro che in questo periodo si sono riformati i Delirium, i New Trolls con Di Palo e De Scalzi, i Maxophone, ecc.. e che probabilmente ci sarà spazio per esibirsi dal vivo anche fuori Torino. Percepisco subito che la loro intenzione non vuole essere un'apparizione sporadica (sono infatti mesi che il gruppo sta provando in gran segreto) ma che c'è il progetto di un nuovo disco marcatamente progr.
Il concerto inizia con lieve ritardo ma l'impatto è micidiale: poche parole e molta musica.
Viene eseguito interamente, quasi alla perfezione, l'album Frontiera. L'hard progr di questo album è molto trascinante nella versione live dove la chitarra elettrica di Munciguerra spadroneggia su tutti. Il ruolo più difficile è sicuramente quello del cantante Samuele Alletto, un vero front man (suona anche benissimo il flauto), con un estensione vocale che non fa rimpiangere il bravissimo e compianto Gianfranco Gaza.
Tutti i musicisti sono comunque molto validi , sia la base ritmica che il polistrumentista Stefano Carrara (suona le tastiere, la chitarra e il sax). Durante il concerto vengono anche presentati due nuovi brani, un progressive più raffinato e meno hard,a dimostrazione del fatto che il progetto Procession non si concluderà con questa serata.
Gran finale con due brani tratti da Fiaba e un improvvisazione (che andrebbe allungata) di brani misti, spaziando da America dei Nice a frammenti di musica classica.
Per un occasione così non poteva ovviamente mancare il bis richiesto a gran voce. Alla fine abbracci e complimenti per tutti.
Spero che questa emozione che ho vissuto in prima persona possa toccare presto anche agli appassionati milanesi, romani o perché no, giapponesi.
PAOLO BAROTTO
PER APPROFONDIRE:
Cofanetto Barotto-D'Ubaldo: "progressive sensoriale"
Paolo Barotto: i 500 artisti del pop italico. I 70 senza segreti