economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Pro(g)tagonisti

Barclay James Harvest: farfalla di libertà

A cura di Claudio Costantino

Pubblicato il 05/12/2006

John Lees e Wooly Wolstenholme in tour in Italia per presentare le nuove ristampe dell'etichetta inglese Eclectic Discs (con loro anche il discografico Mark Powell). A Livorno è stato assegnato alla BJH il premio Ciampi alla carriera. Fotogallery: le foto romane della BJH

foto intervento

A metà degli anni ’70 apparve un libro cult di Bertoncelli, Fumagalli ed Insolera (tre delle più accreditate firme della critica musicale nostrana dell’epoca, ndr) dedicato al “Pop Inglese” (Arcana Editrice, 1974). Possediamo la seconda edizione del volume (del maggio 1976) in cui, nella retrocopertina, campeggia la scritta “Nuova edizione aggiornata”. A trent’anni di distanza scorriamo avidamente il volume… leggiamo e rileggiamo ma non troviamo una riga, neppure una, dedicata a Barclay James Harvest. Eppure la band di Oldham era attiva da fine anni ’60 ed aveva già un discreto numero di 33 giri all’attivo per due prestigiose major (quelle che contavano); inizialmente per la Harvest (a cui si dice la band abbia ispirato la denominazione)… già proprio l’etichetta costola della Emi che aveva in scuderia anche i Pink Floyd…

Negli anni in cui apparve il libro a sei mani sul pop inglese, si registra il loro passaggio alla Polydor con cui avrebbero continuato a incidere pure negli anni ’80. Nonostante i molteplici LP sfornati, sono completamente ignorati dalla critica musicale italiana ed anche abbastanza snobbati in patria, trovando invece grande attenzione in altri Paesi europei, in Svizzera e, soprattutto, in Germania.

Noi, in Italia, all'epoca siamo troppo presi da formazioni come Genesis e King Crimson (praticamente scoperti nel Belpaese), siamo avvinti da un suono immaginifico o cerebrale. La Barclay, con il suo sound melodico-sinfonico a metà tra Moody Blues e Pink Floyd, non entusiasma più di tanto. Non ci accorgiamo così della portata del loro sound sperimentale, orchestrale (la collaborazione con il direttore d’orchestra Robert Godfrey) e seminale.

Forse, superficialmente, li giudichiamo (critica compresa) troppo “commerciali”. D’altronde ci andiamo scrollando di dosso la “melodia” – come se fosse un peccato originale - facendoci coinvolgere in spire nevrotiche, psichedeliche, frippiane.

Lo stesso Lucio Battisti non ci entusiasma più di tanto (salvo poi ricrederci, naturalmente)… eppure c’è una via rock-melodica che è percorsa anche da noi, ad esempio con il supergruppo “Il Volo”, lanciato da Mogol… Ma è andata così, salvo ora ricrederci e omaggiare, sia pure in ritardo, una delle più grandi, interessanti rock band inglesi.

Da qualche tempo Mark Powell, con la sua label “Eclectic Discs” – anche logisticamente canterburiana – si è attivamente impegnato al recupero, alla ri-valorizzazione del gruppo del chitarrista  John Lees e del tastierista Wooly Wolstenholme con Melvin Pritchard alla batteria e Les Holroyd al basso. Il lussuoso cofanetto quintuplo, “All is safely gathered in”, corredato da un eccezionale booklet, è stato per noi come un pugno nello stomaco… Riascoltando i componenti della BJH 35 e più anni dopo ci accorgiamo compiutamente della loro energia, di quell’impasto di tastiere e chitarre… che ci siamo, in gran parte, stupidamente persi.

Powell ha proseguito testardamente il recupero del passato ed ora ha sfornato ben cinque cd che ci permettono di ripercorrere la storia ed il sound della band da fine anni 70 a fine anni ’80. Sono tutti album rimasterizzati ed arricchiti da bonus. Si parte dal doppio  Live Tapes” del 1978; è questo l’ultimo album in quartetto. Inizialmente era stato pensato per il mercato statunitense, è invece pubblicato in Europa con una impostazione completamente differente. Powell ce lo propone ora, golosamente, con tutti i brani delle varie versioni ipotizzate.

Wolstenholme lascia per divergenze artistiche con gli ex compagni che volevano percorrere (ed avrebbero percorso tra alti e bassi) una via che oggi potremmo definire (con una diversa accezione del termine “pop” rispetto all’epoca) “pop d’autore”.

Gli altri quattro dischi della BJH sono in trio, a partire da “Eyes of the universe” del 1979, ora riedito.

Il tastierista realizza invece  un album solista, “Maestoso” (del 1980), con un sound regale e grandioso, nel gioco delle tastiere (Powell, non contento, lo ripropone nuovamente, arricchito anch’esso da bonus tracks).

Tra le attuali riedizioni dei dischi della BJH spicca “A concert for the people (Berlin)”, live inizialmente pubblicato nel 1982. E’ il resoconto sonoro del concerto tenuto a Berlino il 20 agosto del 1981, davanti a duecentomila fans tedeschi entusiasti. Un disco che dimostra la potenza, la grinta dal vivo della band nella “sua” Germania. Un superbo pop d’autore arricchito dalle chitarre pinkfloydiane…

Facciamo, con gli altri due cd proposti, un salto nel 1987 con “Face to Face”, e poi nel 1990 con ”Welcome to the show” (in evidenza pure la bella cover art di Storm Thorgerson (che come Hipgnosis ha firmato le più importanti copertine di Pink Floyd, Genesis, Led Zeppelin, ecc.).

Ma c’è un disco intermedio di BJH tra i due proposti che, per ora, non è stato pubblicato da Eclectic…

Se la colonna sonora della caduta del muro di Berlino (nel 1989) è divenuto il profetico “The Wall” dei Pink Floyd, non possiamo dimenticare che due anni prima, nel 1987, la BJH sbarca oltrecortina, per un concerto a Berlino Est davanti a 150 mila fans scatenati. Sono gli anni in cui Gorbaciov parla di riforme, di “trasparenza”. E, non a caso quel concerto e quel disco live che lo documenta – fino a poco prima impossibile anche solo immaginarlo -  si intitola “Glasnost” e sa cogliere con anticipo i fermenti che avrebbero portato al disgelo e ad avvenimenti epocali.

Il simbolo, il marchio di fabbrica  della Barclay, è una donna-farfalla. E’ il caso di dire, farfalla di libertà. 

Gaetano Menna

 

(da "Il Popolo del Blues", versione cartacea, periodico diretto da Ernesto De Pascale

Grazie a Michele Manzotti per la collaborazione)

 

FOTOGALLERY:

le foto dello showcase romano della BJH

(grazie a Pino Stuppini e Paolo Ansali)

v. link sottostante

 

Approfondimento:

BJH in Italia

http://guide.dada.net/musica_progressive/interventi/2006/11/277831.shtml

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS