
Mario Tagliaferri, meglio conosciuto come “MarGus” - una delle voci più note di RadioRock, la popolare emittente radiofonica di qualità che trasmette da Roma - ha cessato (dovuto cessare) il suo rapporto professionale ai microfoni. Anche questo è un segno dei tempi, di emittenti che fanno (devono fare) i conti con indici di gradimento e numeri degli ascolti. E, forse, sempre meno con la qualità delle proposte.
RadioRock propone – come leggiamo nel suo sito – “rock e non solo: la programmazione musicale, principalmente rock-oriented, è da sempre l’elemento essenziale e caratterizzante della radio. Senza alcun pregiudizio musicale, le sonorità spaziano dai classici degli anni ’70 fino alle ultime novità dei gruppi emergenti e commerciali”.
Certo, a noi della “vecchia” generazione la parola “commerciale”nbsp;fa venire l’orticaria… Comunque è così…
Ma cosa chiedono gli ascoltatori di una emittente come RadioRock? Qual è il rapporto “giusto” tra conduttore e ascoltatori? Certo MarGus ha rotto le scatole con la lettura del Tao non da tutti gradita, avrà commesso i suoi errori, indubbiamente.
Se ne va senza polemiche, ma con molti interrogativi che propone in una lettera aperta, o meglio email aperta, indirizzata agli ascoltatori. Ci piacerebbe che gli giungessero numerose, dagli ascoltatori, le risposte che chiede…
Se volete “rispondergli” scrivete a margus2007(at)libero.it
nbsp;
Auguri MarGus per il tuo futuro, sperando di ascoltarti presto ai microfoni…
nbsp;
nbsp;
La lettera di MarGus
nbsp;
Cari ascoltatori,
come avrete forse potuto notare, da qualche giorno non trasmetto più sulle frequenze di RadioRock.
Sono, infatti, stato sospeso a seguito di una generale insoddisfazione sul mio operato all’interno di uno stallo degli ascolti con tendenza alla caduta. L’intenzione di una ristrutturazione di palinsesto era già nell’aria: ora la decisione è stata presa e va rispettata, in linea con le necessità, i bisogni e le scelte della linea editoriale e della società. Vorrei che fosse chiaro fin dall’inizio che questa mia non nasce con carattere rivendicatorio; lo scopo non è di creare acredine, divisioni, ripercussioni, vendette o polemiche, bensì quello di offrire chiarezza e trasparenza.
Prima di tutto, vorrei ringraziarvi per avermi permesso di creare ogni giorno un mosaico di musica e parole nel quale mi sono spesso sentito come un vigile ad un incrocio, tentando di dirigere il traffico delle vostre richieste, senza esclusione alcuna e con la voglia di dar vita a un’armonia.
Dai nostri confronti del mattino ho capito che le persone sono e vivono come la musica che ascoltano. La paura ci ancora ai vecchi e intramontabili eroi del passato; il coraggio ci spinge a seguire e credere in suoni e soluzioni che all’avanguardia ci aprono a nuove emozioni, ricchezze e ulteriori aperture della mente; la nostalgia ci fissa e a volte ci paralizza su piacevoli e sicure emozioni del passato che non intendiamo minimamente pensare di mettere in discussione o sostituire con una incerta e masticata replica senz’anima.
In corso d’opera ho scoperto quanto fosse titanica la mia impresa. Non si deve imporre nulla a nessuno. Né le letture del Tao, né le poesie dell’ultimo arrivato, né l’aria di Mozart, né tantomeno la propria visione fuori dal coro su religione, morale, etica o altri argomenti. Si può solo proporre recependo e recepire proponendo.
Sulla base della mia convinzione che la musica possa offrire una via verso la conoscenza, la libertà e la convivenza, sto rimboccandomi le maniche per fare in modo che quel tentativo di cui voi siete stati complici e, insieme a me, fautori, possa proseguire.
Lo vogliamo quel mondo musicale e quella sensibilità che ci faceva ritrovare all’ascolto delle trasmissioni del mattino? Cerchiamo di capire dentro di noi se lo vogliamo. In quanti lo vogliamo? Quanti siamo? Se vi interessa continuare, su altre strade, il percorso che ci ha fatti incontrare, talvolta anche scontrare, ma sempre nel rispetto delle opinioni altrui e nel tentativo di costruire insieme qualcosa di comune, di nostro, di costruttivo, vi chiedo di rispondere a questa email. Di partecipare ad un originale censimento di persone, sensibilità ed intenti. Per guardare avanti, insieme. Senza polemiche. Con lo stesso spirito che ogni mattina, negli ultimi sei anni, ci ha fatto costruire insieme il nostro mondo di musica, pensieri, sogni e confronti. Vi và?
Chissà, forse la fine e l’inizio si incontrano, si stringono la mano, si danno il cambio a mo’ di testimone. Dipende solo da noi.
Vi abbraccio.
MarGus
nbsp;
nbsp;
I nostri lettori dicono la loro opinione…
nbsp;
nbsp;
Claudio Costantino









Anteprima del commento