
Marcello Capra
Ritmica-mente
(Toast Musique)
In copertina un album di fotografie appoggiato su un divano a fiori. La pagina aperta su una foto del chitarrista nei primi anni Settanta quando suonava nei Procession, band cult della Torino progressive (per inciso, tornata con il chitarrista Roby Munciguerra, a oltre 30 anni di distanza, a pubblicare il suo terzo cd “Esplorare” per Electromantic, ndr).
Un divano, una foto d’epoca, un’immagine orientale… graficamente si presenta così “Ritmica-mente”, il settimo album solista di Marcello Capra (Toast Musique del discografico Giulio Tedeschi), proposto sempre – come ha scritto il critico Daniele Cutali – con “coerenza acustica”. E’ un album che si tuffa nel passato e si proietta nel futuro, fatto di suoni della memoria, della presenza, della mente.
Solo chitarra - ma con tutta la sua struttura, anche percussioni sulla tavola armonica – a cui si aggiungono, in un paio di brani, dei piattini tibetani (proprio quelli che normalmente vengono usati per la meditazione). Una chitarra che è meno aerea ed eterea di altre volte, sempre cristallina ma più “terrestre e terrena” («Marcello – annotano Michel Pergolani e Renato Marengo nella nota riportata all’interno del folder - non è solamente un grande virtuoso dello strumento ma è capace di infondergli il cuore o come direbbero gli americani, il soul, l’anima»).
Disco di sola chitarra acustica ma, per l’appunto, di grande ritmo ed “anima”. Concreto ed onirico. Ed è proprio questo il “soul” a cui si riferiscono Marengo e Pergolani… quello sanguigno e verace che sa unire corpo ed anima.
Capra passa dal rock al blues, dal sound di influsso orientale ad alchimie sonore, dal ritmo all’improvvisazione. Una chitarra da sola ma che sembra, anzi che è, un’orchestra. Otto tracce intense (di cui sei inedite e due - “Maior” e “Rito” - riproposte perché si adattavano al nuovo racconto in note); otto brani che racchiudono una summa di sensazioni, di scoperte, di percorsi effettuati nel tempo e nei luoghi. Musica in viaggio all’esterno ma anche dentro di sé. Ci confida l’artista: «Il “viaggio” è insito nella mia musica, è un volo di immaginazione, una navigazione senza confini… nel mio “mondo fantastico” raccolgo suggestioni e sapori».
Gaetano Menna
Claudio Costantino









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