A cura di Claudio Costantino
Pubblicato il 24/10/2007
La PFM si appresta a celebrare il trentacinquennale. Intanto arriva nei negozi un lussuoso cofanetto con i due live incisi con Fabrizio De Andrè (Vol 1 e 2) ridigitalizzati e accompagnati da un corposo book con foto anche inedite
& PFM in concerto (Sony/Bmg)
Festa con le candeline per
Fu una collaborazione formidabile quella tra la band e il cantautore, un arricchimento reciproco.Le splendide canzoni di Fabrizio, nella nuova veste ritmica, negli arrangiamenti della PFM, acquistarono nuova luce e vitalità.
Bastarono solo quattro giorni, il 13, 14, 15 e 16 gennaio 1979, e due luoghi, il Teatro Tenda di Firenze e il Palasport di Bologna, perché l’incontro tra lo chansonnier più libero della nostra epoca, il più ostinato e contrario, e la rock band italiana più dotata musicalmente, desse vita a due autentici capolavori. Due album che a 28 anni dalla loro prima pubblicazione – allora in vinile – continuano a fare la loro comparsa ogni volta che un giornale specializzato, o un qualsiasi critico, si prendano la briga di redigere un elenco di lavori irrinunciabili alla composizione di una discoteca fondamentale. Due dischi mito, il primo pubblicato nel 1979, il secondo nei primi mesi del 1980 (praticamente poco dopo la liberazione di De André e Dori Ghezzi rapiti il 27 agosto del 1979 dall’anonima sequestri sarda ), che sfidarono lo scetticismo di chi trovava azzardata l’operazione di accostare mondi apparentemente lontanissimi, e che soprattutto dettero il via libera ad una serie di collaborazioni tra il pop e la canzone d’autore confortate peraltro dall’incredibile successo di vendite che il binomio De André-Pfm conobbe.
Oggi quelle 18 canzoni live, che per la prima volta venivano “rapite” all’ispirazione originale del loro autore per essere dilatate, ritmicizzate, trasformate in suite sinfoniche, in partiture “progressive”, vengono restituite completamente all’atmosfera irripetibile che si creò in quelle memorabili giornate. Questi due cd, incorniciati in una lussuosa confezione, fanno apparire di fatto obsolete da un punto di vista sonoro le pur già buone precedenti emissioni in compact disc pubblicate negli anni ’80 e ’90.
Grazie ai nuovi missaggi e al sempre maggiore affinamento delle tecniche digitali, il Vol. 1 e il Vol. 2 di “Fabrizio De André & Pfm” offrono oggi la purezza di un suono cristallino in grado di aumentare la percezione delle tante invenzioni, idee, preziosismi che gli arrangiamenti di Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, Roberto Colombo e Lucio “Violino” Fabbri misero al servizio di “Bocca di rosa”, “La guerra di Piero”, “La canzone di Marinella”, “Amico fragile”, “Sally”, “Rimini”, “Via del Campo”.
Un lavoro fatto con l’amore che solo Dori Ghezzi poteva mettere in questo progetto affiancata dal nucleo storico della band, Franz Di Cioccio, Franco Mussida e Patrick Djivas che ha supervisionato il lavoro.
Un ricco book di 52 pagine mette nero su bianco, e nei colori degli splendidi scatti di Guido Harari ( molti dei quali rimasti inediti ), dichiarazioni, ricordi, impressioni, testi di canzoni appuntati su fogli di carta volanti, dediche: un contorno di sano e affettuoso caos emotivo che restituisce appieno il clima che accompagnò la nascita di questa straordinaria collaborazione. (G.M.)