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Teatralmente

Ritorna a Roma il teatro "civile" di Ulderico Pesce

A cura di Claudio Costantino

Pubblicato il 22/11/2007

Nell'ambito della rassegna "Liberi esperimenti teatrali", dal 23 al 25 novembre al teatro Cometa Off di Roma, lo spettacolo “Storie di Scorie” che ricostruisce l’avvento dell’industria nucleare italiana, il pericolo che ancora oggi rappresenta e le modalità tecniche del funzionamento di una centrale atomica. Filmato il tubo assassino

foto intervento

Storie di scorie

di Ulderico Pesce

 

23-25 novembre 2007  ore 20.45 

Roma -  Teatro Cometa Off

Via Luca della Robbia, 47 

 

 

Nell'ambito della pregevole rassegna "Liberi esperimenti teatrali", torna a Roma dal 23 al 25 novembre al teatro Cometa Off lo spettacolo “Storie di Scorie” di Ulderico Pesce che ricostruisce l’avvento dell’industria nucleare italiana, il pericolo che ancora oggi rappresenta e le modalità  tecniche del funzionamento di una centrale atomica.

Torna con una novità e una grande vittoria del teatro civile: la rimozione del tubo che scarica scorie radioattive dal mar Jonio nei pressi di Rotondella.

Ulderico Pesce ha filmato il dissotterramento del tubo e l’abbandono dello stesso vicino a una coltivazione di fragole. Ora il tubo verrà rimosso grazie alle 5000 firme che sono state raccolte tramite l’appello lanciato dal sito www.uldericopesce.com  divenuto ormai strumento di battaglie e di vittorie civili.

Nelle tre serate al teatro Cometa Off il video inedito verrà  proposto al pubblico invitandolo a diventare spett/attore di Teatro Civile

Grazie al teatro l’anarchico Giovanni Passannante ha avuto finalmente una degna dovuta sepoltura e grazie al teatro la vergogna del tubo assassino avrà un giusto dovuto definitivo disseppellimento.

 

“Storie di Scorie” vuole ricostruire prevalentemente l’avvento dell’industria nucleare italiana, il pericolo che ancora oggi rappresenta e le modalità tecniche del funzionamento di una centrale atomica.

Il testo racconta la vita Nicola, figlio di un contadino del Metapontino (MT) che ha lavorato come addetto alle pulizie nel deposito nucleare della Trisaia di Rotondella (MT) dove negli anni ’60 arrivarono 84 barre di uranio radioattivo provenienti dagli USA delle quali, 64 sono ancora conservate nel deposito lucano, altre riprocessate, altre ancora sono conservate nel deposito nucleare della Casaccia, a 25 chilometri a nord-est di Roma. Nicola, avendo scoperto illeciti da parte dell’Enea è stato licenziato.

Successivamente è partito volontario per la Bosnia dove ha respirato polvere di proiettile all’uranio e si è ammalato. Tornato in Italia ha fatto domanda alle Poste Italiane ed è stato assunto come postino a Saluggia (VC). La piccola casa che ha preso in affitto è sulla Dora Baltea, la finestra si affaccia proprio sul deposito nucleare del luogo.

A novembre del 2003 decide di tornare in Lucania per partecipare alla protesta contro il decreto 314 emanato dal Governo, secondo il quale a Scanzano Jonico, paese dove è nato e dove suo padre ha un’azienda agricola, dovrà nascere il deposito unico di scorie nucleari italiane.

Nicola sarà tra gli organizzatori della protesta contro il decreto e comincerà ad informare la popolazione sul pericolo del deposito nucleare della Trisaia di Rotondella dove ha lavorato anni prima e nel contempo denuncerà la situazione di alto rischio in cui vivono oggi i depositi nucleari di Latina, della Casaccia di Roma, di Caorso ecc.

Con questo spettacolo Ulderico Pesce ha ricevuto il Premio Nazionale Legambiente 2005.

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