A cura di Claudio Costantino
Pubblicato il 26/11/2007
Arriva nei negozi il funk poliedrico di Andrea Braido. Guizzante, effervescente, vulcanico... il musicista, nel suo nuovo cd, suona quasi tutti gli strumenti. Grandissimo chitarrista come sempre; è una sorprendente scoperta la sua versatilità al basso. Un'idea per i regali di Natale? Babbo Braidus...
Andrea Braido
Braidus in funk
Rai Trade & Videoradio
distribuzione Self
"Braidus in funk": così si intitola il nuovo album strumentale del chitarrista e polistrumentista Andrea Braido (Rai Trade e Videoradio, distribuzione Self). E' un viaggio appassionato nell'universo funky, delle eruzioni ritmiche, delle suggestioni a cavallo tra jazz, rock e soul. E, come già ha fatto in altri lavori - da "Eleonor" (il suo primo album solista di quindici anni fa) ad altri dischi più recenti (come l'ottimo "Sensazioni nel tempo") - l'artista ancora una volta, oltre ad aver composto e arrangiato i brani che propone, suona praticamente tutti gli strumenti da sé; dalle chitarre, al basso, alla batteria, alle percussioni (tranne vibrafono e marimba, affidati a Marco Bianchi & Matteo Mascetti ed al sax di Raffaele Casarano, ndr). La moltiplicazione dei pani e dei...Braido, appare davvero miracolosa; nel suo studio mobile i Braido si moltiplicano, si intrecciano, si amalgamano, si rincorrono...
L'entusiasmo del discografico Beppe Aleo - che ci presenta con orgoglio l'ultimo lavoro del purosangue della sua scuderia - è più che giustificato. E contagioso.
L'artista si conferma il talentuoso chitarrista che abbiamo sempre apprezzato; nel disco non mancano infatti grandi assoli alla chitarra elettrica, ed eccezionali virtuosismi alla chitarra acustica ("Industrial funk" nella versione acustica, altrettanto eccitante di quella elettrica ed hendrixiana). Si rivela anche, sorprendentemente, un eccezionale bassista, trascinante alla Stanley Clarke, alla Jaco Pastorius, alla Marcus Miller, per intenderci; e non esageriamo citando i mostri sacri... ascoltate ad esempio il suo basso in "Animal funk", "the sound of the future", e ci darete ragione.
Il basso è sempre in primo piano a contrappuntare, a tratteggiare il tappeto ritmico su cui si innestano le svisate e le tirate chitarristiche... Quello di Andrea Braido è puro, "futuribile" funk; ma che si è abbeverato alla fonte primordiale, che ha le radici linfatiche nel rhythm and blues, nel sudore e ritmo di James Brown, nei virtuosismi cerebrali ed elettrici di Miles Davis, nel sound latino-ispanico di Chick Corea, nel jazzrock dei Weather Report, e naturalmente, nel feeling e meditazione di chitarristi del calibro di John McLaughlin e di Santana. In estrema sintesi, "Fire and passion way", come titola uno dei brani.
Non lasciatevi ingannare però dall'omaggio ai Maestri; la musica funky di Braido ha connotazioni e caratteristiche tutte sue, con una originale vena mediterranea che emerge e conquista; pensiamo a brani come "Margy's funk" e soprattutto "Meditation funk" , che è davvero un piccolo capolavoro di funk "lirico" , non saprei come definirlo in altro modo. Pulsione e liricità.
Gaetano Menna
APPROFONDIMENTI
1 - L' intervista Braido, il dragone
2 - Il video Spanish In My Heart
Un video eccezionale che mette a nudo la bravura di Andrea Braido: "Spanish in my heart", del precedente album "Sensazioni nel tempo".