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Teatralmente

Alessandro Castellucci racconta il pallone nel fango

A cura di Claudio Costantino

Pubblicato il 04/12/2007

Quello portato in scena a Roma, al Teatro Cometa Off - nell'ambito della rassegna "L.E.T. Liberi Esperimenti Teatrali" - è un lungo appassionato monologo che mette in mostra tutta la parabola, l'ascesa e la discesa nel fango, dell'ex calciatore Carlo Petrini, alternando toni amari ed ironici (a tratti sarcastici, comici, con le imitazioni/parodie che Castellucci interpreta di calciatori come Gianni Rivera, o di allenatori come Nereo Rocco...)

foto intervento

NEL FANGO DEL DIO PALLONE

Alessandro Castellucci

 

Dal 27 al 30 novembre 2007

Teatro Cometa Off

Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Nel fango del Dio pallone": è così che si intitola lo spettacolo portato ora in scena al teatro "Cometa Off" di Roma, nell'ambito della rassegna teatrale "L.E.T. Liberi Esperimenti Teatrali". Protagonista il bravo attore Alessandro Castellucci, che veste i panni, o meglio le maglie, del noto ex -calciatore di serie A Carlo Petrini.

Petrini giocò negli anni Settanta in squadre come il Genoa, il Bologna, il Milan, la Roma.

Trascorse la sua gioventù sui campi da calcio, vivendo momenti di gioia e di esaltazione ma anche di grande dolore. Fu infatti coinvolto, insieme a tanti altri calciatori, in scandali come quelli delle partite vendute, dei risultati concordati, dell' uso di sostanze dopanti "consigliate" dagli allenatori. Tanti errori per cui Petrini pagò sportivamente e continua a pagare ancora oggi, non solo penalmente ma anche fisicamente ( le sue condizioni di salute sono infatti gravi per una quasi totale cecità causata probabilmente proprio dall' uso di quelle sostanze).

Proprio nei giorni in cui andava in scena a Roma lo spettacolo di Castellucci è giunta la notizia della scomparsa di un altro ex calciatore (capitano dell`Avellino anni `70 e `80) Adriano Lombardi, ucciso dal Morbo di Lou Gehrig, ovvero dalla sclerosi laterale amiotrofica. Lombardi ebbe modo di raccontare la sua malattia e alcuni aspetti oscuri della sua carriera nel corso di un’intervista pubblicata nel libro Palla avvelenata di Fabrizio Calzia e Massimiliano Castellani.Il discorso partì dall’inchiesta del Procuratore di Torino Guariniello sull’alta incidenza del Morbo di Gehrig sui calciatori...

Sulla morte di Lombardi è intervenuto proprio Carlo Petrini ai microfoni di Radio Kiss Kiss: "La morte di Adriano Lombardi purtroppo non sarà l’ultima. Anch’io purtroppo convivo con un tumore al cervello da tanto tempo e ho una flebile speranza di vincere la mia battaglia. Adriano non ce l’ha fatta. In questi anni sono morti circa 150 ragazzi ma se ne parla sempre troppo poco. Spesso si parla di personaggi conosciuti come Gianluca Signorini, morti a causa del morbo di Lou Gherig, mentre ne muoiono molti che hanno militato in squadre meno conosciuti. Di loro, ahinoi, nessuno dice nulla".

Petrini ha  scritto sette libri a cominciare dall' autobiografia "Nel fango del Dio pallone", da cui è tratto l' omonimo spettacolo teatrale dalla regia di Giulio Baraldi.

Davanti a tante sofferenze, colpito anche da un grave lutto familiare (la scomparsa del figlio), l’ex calciatore ha deciso di raccontare tutto "quello che nel calcio si fa ma non si dice"; e lo fa scrivendo libri-denuncia tra cui "Il calciatore suicidato" la morte senza verità del centrocampista Donato Bergamini, "I pallonari" zone grigie, fondi neri e luci rosse: vent' anni di calcio all' italiana. L'ultimo suo testo-denuncia è "Calcio nei coglioni" porcate, imbrogli e fregnacce: cronache pallonare senza censura (Kaos Edizioni). 

Petrini svela tutti i retroscena dell' odierno mondo del calcio. «I peggiori Petrini degli anni Settanta erano dei ridicoli dilettanti, rispetto ai pallonari di oggi che si dopano con medicinali sofisticati, che combinano non solo partite ma interi campionati, che scommettono miliardi, che sniffano cocaina, che fanno orge per tutti i gusti, che incassano montagne di soldi in nero all' estero», come sottolinea lo stesso calciatore-scrittore in una telefonata live dal palco che Castellucci con il giornalista Pippo Russo gli fa a fine spettacolo, "nel finale di partita"-testimonianza.

Castellucci, 39 anni, milanese ha un lungo curriculum di autore/attore, oltre che di doppiatore e docente in scuole di teatro. Quello portato in scena al Cometa Off è un lungo appassionato monologo che mette in mostra tutta la parabola, l'ascesa e la discesa nel fango, di Carlo Petrini, alternando toni amari ed  ironici (a tratti sarcastici, comici, con le imitazioni/parodie che Castellucci interpreta di calciatori come Gianni Rivera, o di allenatori come Nereo Rocco...)

Uno spettacolo che dovrebbe far riflettere tutti noi, e soprattutto i ragazzi- aspiranti calciatori che sono - come ha detto lo stesso Petrini - tanto appassionati, attratti, stregati dal "dio pallone", da essere pronti a rinunciare a tutto, anche alla propria vita.

Monica Menna

 

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