A cura di Claudio Costantino
Pubblicato il 06/01/2008
La vocalist anglo-partenopea sta lavorando al suo nuovo album solista "Burattinando", ed ha in animo di ricostituire la mitica formazione del neapolitan power dei '70, "Saint Just"
Jenny Sorrenti da un anno e mezzo sta lavorando al suo nuovo cd il cui titolo provvisorio è "Burattinando"; a quanto apprendiamo dalle news del suo sito, dovrebbe contenere tutti brani cantati in italiano e due canzoni interpretate in gallese (una di esse è una melodia tradizionale riarrangiata). Mentre prosegue la realizzazione e registrazione del nuovo album (il suo quinto da solista) la cantautrice ha annunciato il progetto di ricostituire i Saint Just, senz'altro uno dei gruppi più interessanti del neapolitan power, con due LP all'attivo (Saint Just e La Casa del lago) entrambi ripubblicati su cd ma fuori catalogo.
Augusto Croce (sul suo pregevole sito "italianprog.it") fa notare che «l'unico singolo dei Saint Just contiene due brani dal primo album, ma è interessante notare che sul retro c'è la scritta 'l'unico ed autentico progressive italiano', forse è la prima volta che la parola "progressive" è stata usata al posto di "pop" negli anni '70!».
L'album del 1973 era stato realizzato in trio da Jane Sorrenti con Box Fix (sax) e Tony Verde (chitarra, basso, voce), e con Mario D'Amora, Tony Esposito, Gianni Guarracino.
Il successivo album vide la formazione rimaneggiata con l'uscita del sassofonista Bob Fix e l'ingresso di Tito Rinesi (chitarra, voce), Andrea Faccenda (chitarra, tastiere), Fulvio Maras (batteria, percussioni) e Vince Tempera...
Il primo album dei Saint Just è stato ristampato in vinile nel 2006 dalla Akarma con una nota di copertina di Franco Vassia, in cui annota: «Reduci da notti di jam-sessions trascorse nelle umide cantine del Vomero, i Saint Just (Jane Sorrenti, Tony Verde e Robert Fix) si distinguono per la caratteristica voce della cantante che, in breve, diventa il segno distintivo di Saint Just, un album trapuntato di favole e profumi francesi del Settecento e che, tra gli altri, vede anche la partecipazione di Tony Esposito e Alan Sorrenti. Il disco, un perfetto spaccato dello spirito dell’epoca, è un’opera di pregevolissima fattura che, dai suoni antichi, trae una futuristica via di fuga fino a diventare uno dei capisaldi della fusione tra la vena classica e la musica rock. Jane (che soltanto successivamente muterà il suo nome in Jenny) è la fata turchina del progetto».
La fata turchina ha fatto una nuova magia: i Saint Just torneranno a suonare. Lo ha annunciato la stessa vocalist a Pietro Andrea Annicelli (che cura il suo ufficio stampa).
Non ci saranno gli storici componenti della band, il progetto ruoterà attorno alla figura ed alla magica voce di Jenny Sorrenti; farà parte del gruppo l'inseparabile percussionista Marcello Vento.
Dichiara la cantante ad Annicelli: «Ci sono alcune composizioni dei due dischi. In particolare ne ho riscoperte alcune, suonate da me al pianoforte e tratte da La casa del lago, che rivivono grazie ad arrangiamenti bellissimi. Siamo tutti molto contenti dei primi risultati. Non appena il gruppo avrà preso fisionomia, probabilmente in primavera, inizieremo le prove per i concerti. Devo prima terminare il mio nuovo album , poi i Saint Just diverranno operativi. In concerto mi riprongo anche di suonare qualche canzone di Suspiro, e delle composizioni inedite. Un nuovo album? È possibile, ma da valutare. Nulla è sicuro e neppure da escludere. Deciderò, come sempre, seguendo quello che mi piacerà fare».
Gaetano Menna