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This Harmony, nella terra di confine tra classica e rock

A cura di Claudio Costantino

Pubblicato il 15/01/2008

La band perugina è una delle novità più interessanti del panorama art rock. Tra i due appuntamenti romani (il 16 ed il 25 gennaio), due tappe all'estero, in Svizzera e Francia. Il nuovo cd, "Live dal salotto", è stato realizzato in collaborazione con un quartetto d'archi

foto intervento

Due concerti a Roma dei  perugini "This Harmony" che incastonano due serate all'estero. Saranno infatti a Roma il 16 gennaio alle ore 22 al Sinisternoise Club (via dei Magazzini Generali 14) con En Plain Air. Costo 3 euro.

A seguire le performance all'estero, in Svizzera e Francia (il 18 gennaio a Lugano, l'indomani a Dijon Bourgogne). Quindi il ritorno a Roma il 25 gennaio al Classico Village alle ore 22.15 (via G. Libetta 3).

C'è molta curiosità di ascoltare dal vivo questa band che propone un sound malinconico e gentile nelle terre di confine tra classica e rock; note impreziosite da arpeggi e ricami alla chitarra ed al violino. Suggestioni classicheggianti e art rock... le performance, le improvvisazioni  intense coinvolgono ed avvolgono, come rivela l'ascolto del loro nuovo recente cd che fa seguito all'altrettanto pregevole album di esordio "Leila Saida" (Lizard Records).

Il loro ultimo disco si intitola "Live dal salotto" (sempre Lizard Records), a testimonianza anche della versatilità di questa band che può suonare in piccoli spazi ma anche in locali più ampi o all'aperto. Per un suono armonico e intenso ma sempre duttile, che sa proporsi nelle sfumature o negli impatti.

La novità interessante è la collaborazione con un quartetto d'archi (arrangiamenti degli archi curati da Alberto Oliva) che rende più intrigante e prezioso il suono. Cinque brani intensi, a tratti crepuscolari, a tratti aperti e pindarici, che confermano la loro innata vocazione all' "improvvisazione strutturata".

Il loro disco strumentale ha uno sviluppo a suite: si apre con un'introduzione, seguono due improvvisazioni, quindi l'impressione e la composizione finale. Il momento più esaltante, ad avviso del cronista, è “Improvvisazione 13” che è una lunga cavalcata tra armonia e feeling; resta alla memoria anche il sound vellutato dell' "Introduzione". Nel complesso però tutto il disco è un piccolo gioiello.

Senz'altro  This Harmony è una delle realtà più interessanti postisi in risalto al Premio Omaggio a Demetrio Stratos di due anni fa.

La loro musica - con gli archi - riesce ancor più a  disegnare tutte le sfumature del suono; tenendo presente che - come sottolineano i musicisti -  "c'è tutta una serie di cose tra il bianco e il nero".

Gaetano Menna

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