economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

CD: prog e dintorni

Il telegiornale in note di Flavio Giurato

A cura di Claudio Costantino

Pubblicato il 18/02/2008

Esce il quarto disco del cantautore, a 24 anni di distanza dal precedente.Un cd che si tuffa nell’attualità, che racconta il vissuto collettivo...60 minuti intensi proposti tutti di un fiato, da bravo cantatleta qual è.

foto intervento

Torna Flavio Giurato,  il "cantatleta"  (come lo aveva definito Carlo Massarini, suo sponsor da sempre). Ovvero, «un atleta in cerca di una olimpiade immaginaria».

Cantautore di culto, ha una sua schiera di fedelissimi “giuratiani”, che non lo hanno dimenticato anche se sono trascorsi 24 anni dall'ultimo dei tre dischi pubblicati tra il ’78 e l’84.

Il silenzio, poi all'improvviso, quattro anni fa, la casa editrice No Reply gli dedica un libro con i racconti di un gruppo di scrittori che traevano ispirazione dalle sue canzoni. In allegato un cd - una sorta di bootleg registrato in alcune delle sue rare performance live – che contiene  anche alcune delle nuove canzoni in gestazione. Ma solo ora vede la luce l’album compiuto, “Il manuale del cantautore” (Interbeat).

Un disco che  si tuffa (è il caso di dire per questo artista affermatosi pienamente con il suo secondo 33 giri, “Il tuffatore”, del 1982, ndr)   nell’attualità;  lo ascoltiamo in cuffia mentre, casualmente, la tv è accesa sul  telegiornale… Ed è impressionante ascoltare il “telegiornale” di Flavio: il caso Nesta (la cessione del calciatore dalla Lazio al Milan), l’omicidio Pasolini, la strage di Ustica, la reclusione della terrorista Silvia Barandini , il delitto di Wilma Montesi, la morte in divisa, Padre Pio da giovane, la Milano da bere, la Roma “dinosaura”, l’occupazione di Praga (vissuta personalmente da un giovane Flavio in trasferta in Cecoslovacchia con la sua squadra di basket) … sono 60 minuti intensi quelli del nuovo disco, proposti tutti di un fiato, da bravo cantatleta qual è.  

Non emergono solo i testi d’autore e politici… ci sono  gli arrangiamenti curati, la chitarra del fido Piero Tievoli, il violoncello in quasi tutti i brani, un sound vigoroso ed una cura dei suoni… tutto ciò rende questo disco l’ottimale prosecuzione di un itinerario cantautorale  nato trent’anni fa…

Eppure di questo compact che racconta il vissuto collettivo, ci colpisce una canzone napoletana (anche Giurato, come D’Andrè con “Don Raffaè”, si cimenta con Napoli).  “Core addannato” - con cuore che fa rima con amore, con passioni e “vasi” (i baci) – ci catapulta nel sentimento, nel vissuto individuale… come un emergere per prendere fiato, prima di rituffarsi nel vortice della storia.

Gaetano Menna

 

Approfondimenti:

 

Recensione del cidilibro "Il Tuffatore"

Intervista radiofonica a Flavio Giurato (48 MB)

 

 

I link correlati all'argomento

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS