Il pane loro: il teatro civile di denuncia si fa nei cantieri

Nei porti, nelle fabbriche, nei cantieri.. si recita il dramma delle morti bianche.L'inchiesta giornalistica diventa una piece. Le poesie di Roversi, Alda Merini ed altri poeti sono brani rock... Progettazione musicale di Maltese e Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso

Il pane loro. Storie da una Repubblica fondata sul lavoro”: questo il titolo di uno spettacolo teatrale che andrà in scena nei porti, nei cantieri, nelle fabbriche. Un esempio di teatro civile sugli incidenti di lavoro che è stato presentato in una conferenza stampa presso la Provincia di Roma. Lo spettacolo è stato realizzato in collaborazione con Fillea Cgil, Provincia di Roma (assessorato alle Politiche del Lavoro) e Regione Puglia (Assessorato al Lavoro).

Moulay El Akkioui, segretario nazionale della Fillea Cgil ha rimarcato come servano le leggi ma anche la cultura. “Bisogna fare cultura e portare questo spettacolo anche nelle scuole - ha detto il responsabile della Fillea Cgil - Su questi temi è impensabile non fare un programma didattico: i ragazzi di oggi sono i lavoratori di domani”.

Su idea e testi di Stefano Mencherini (giornalista e regista Rai), che ha attinto ad un lungo impegno di inchiesta giornalistica sugli incidenti del lavoro. Al suo interno raccoglie anche poesie realizzate ad hoc per lo spettacolo di poeti come Roberto Roversi e Alda Merini. Regista e protagonista è Ulderico Pesce, da sempre impegnato nel teatro civile. La progettazione musicale è di Rodolfo Maltese e Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso che hanno trasformato le poesie in brani rock di denuncia.

La prima dello spettacolo è prevista il 29 febbraio al porto di Taranto. Seguiranno quindi le rappresentazioni a Brescia (4 marzo, S. Eustachio, storica azienda metalmeccanica), a Roma (10 marzo, Officine Marconi), Bologna (7 aprile) ed a Torino in data da definire.

In scena attori professionisti ma anche operai che recitano se stessi. Le morti bianche sono un dramma di vita. Il teatro lo sottolinea, lo porta all’attenzione del pubblico proprio nei luoghi di lavoro.

Rodolfo Maltese, nella veste anche di compositore, ci sottolinea come la lettura musicale sia molto rock. Le basi sono realizzati con sovraincisioni di chitarre, su cui si innestano la chitarra principale di Maltese che suona in scena e la voce di Francesco Di Giacomo che canta le poesie rock.

“Stimolante, anche se terribile - sottolinea Maltese - calarsi nota per nota nella sofferenza e nelle sue profondità più remote attraversola musica e le canzoni costruite sulle poesie. Insieme a Francesco Di Giacomo, creando e provando, in un continuo confronto tra noi e con il testo e con la realtà che ci siamo trovati ‘a leggere e tradurre in musica’ abbiamo riversato in questo progetto una parte del nostro io musicale. Con la vena rock che ci appartiene da sempre abbiamo provato a parlare delle morti bianche”..

Maria Luisa Giordano - curatrice dell’Ufficio Stampa, che ha introdotto l’incontro in conferenza stampa - ricorda una battuta di Francesco Di Giacomo, con cui ci piace chiudere: “La classe operaia va in paradiso. Sicuramente. Ma siccome l’ascensore di servizio è sempre rotto se la deve fare a piedi”.

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Pubblicato il domenica 24 febbraio 2008 in: Teatralmente

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