economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Napoli e neapolitan power

Enzo Gragnaniello canta Napoli in punta di oud

A cura di Claudio Costantino

Pubblicato il 12/05/2008

Il cantautore napoletano, al Festival della canzone partenopea all'Auditorium di Roma , attacca subito a suonare, tuffandosi nelle atmosfere elettroacustiche del suo nuovo disco “L’erba cattiva”. Disco – l’abbiamo sempre detto - davvero molto bello, uno dei migliori dell’artista

foto intervento

Festival della Canzone Napoletana

A Roma all’Auditorium Parco della Musica

 

Enzo Gragnaniello

Roma - Auditorium  

8 maggio 2008

 

 

 

 

 

 

 

Enzo Gragnaniello voce, chitarra classica
Erasmo Petringa oud, violoncello
Ezio Lambiase chitarra elettrica, acustica
Emidio Petringa percussioni

 

 

 

Non aspettatevi da Enzo Gragnaniello discorsi o saluti, timido com’è quando deve parlare al pubblico, ancor più in trasferta. Preferisce far “parlare” con le sue canzoni.

Attacca subito a suonare, tuffandosi nelle atmosfere elettroacustiche del suo nuovo disco “L’erba cattiva”. Disco – l’abbiamo sempre detto  - davvero molto bello, uno dei migliori dell’artista.

Si presenta sul palco dell’Auditorium di Roma, accompagnato da tre musicisti… l’oud ed il violoncello, la chitarra elettrica, contrappuntano la sua voce e la sua guitar, e si dilungano in lunghe “svisate”.

Rock, jazz, etnica… è la Napoli dei nuovi sussulti, delle contraddizioni, dell’ “amore” e delle passioni quella che la particolare voce del cantautore racconta.

Gli omaggi (ai Quartieri spagnoli (il suo quartiere, le sue radici), a Roberto Murolo, a Mia Martini, a Matteo Salvatore ) si alternano ai nuovi ed ai brani del passato (“Indifferentemente”, “Smog e Stress” e, ovviamente “Resta cu’mme”, “Alberi”…). Ci sono alcune canzoni particolari e intense (come “Donna” che aveva cantato Mia Martini) e alcune canzoni della tradizione partenopea per una saldatura tra vecchia e nuova Napoli.

In questo concerto romano, Gragnaniello – accompagnato da talentuosi musicisti – ha dato largo spazio alla tessitura musicale (c’è spazio anche per un brano solo strumentale che si conclude con un lungo assolo di percussioni).

Insomma un concerto intenso in cui i brani, proposti da Gragnaniello nella nuova formulazione elettroacustica, acquistano nuovo sapore.

Gaetano Menna

I link correlati all'argomento

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS