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Artisti: "R-S"

Il "French Touch" di Saint Germain

A cura di Akud

Pubblicato il 15/05/2002

Saint Germain è la formazione francese capitanata da Ludovic Navarre che nel giro di pochi anni è riuscita ad imporsi come uno dei più interessanti ed innovativi gruppi del panorama europeo

foto intervento Una band capace di fondere il linguaggio colto del jazz con i ritmi dell’house ed i suoni dell’elettronica – come dimostra l’ultimo album Tourist, accolto trionfalmente da critica e pubblico - dando vita ad uno stile elegante e perché no, ballabile.
Ludovic Navarre, in arte St Germain, inizia la sua carriera musicale nel 1991. Anni in cui l’elettronica significa solo techno, Detroit e 150 bpm (battiti per minuto). Insofferente a un approccio così rigido il nostro cerca
di sperimentare nuove sonorità all’insegna della lentezza, ispirandosi al jazz, al blues ed alla world music.
Dopo molte piccole autoproduzioni nel 1995 approda alla corte di Laurent Garnier e pubblica Boulevard, che si impone immediatamente all’attenzione per il particolarissimo melange di sonorità sofisticate e orecchiabili allo stesso tempo.
Il disco vende oltre 200.000 copie e raggiunge la nomination per i Dance Music Award.
Devono passare però ben cinque anni prima che Navarre decida di tornare a registrare: “...Ad essere onesto pensavo di aver firmato la fine della mia carriera musicale con Boulevard. Pensavo che non sarebbe interessato a nessuno, che nessuno avrebbe capito. Poi guarda cos’è successo, dopo Boulevard è esplosa la nuova scena francese. Penso che i tempi fossero maturi e che Boulevard abbia contribuito a liberare la creatività. Io comunque non c’entro granché, i talenti c’erano gia e il mio lavoro è molto diverso da quello degli altri..
In effetti Tourist, uscito nel 2000, è un ulteriore passo avanti nel superamento dei confini dell’house music, l'album infatti, è un buon esempio di come un gruppo di 5 musicisti jazz impegnati con tromba, percussioni, batteria, sax e piano possa realizzare pezzi assimilabili alla più sofisticata musica "sperimentale".
Forte dell’esperienza di cinque anni di concerti, St Germain abbandona assai spesso il campionatore e diventa direttore d’orchestra per musicisti veri, senza perdere quell’impronta dance e orecchiabile che contraddistingue da sempre il suo lavoro. Non a caso la sua nuova etichetta è la Blue Note, nota per le sue 'classicissime' produzioni jazz.
Il disco allarga inoltre la sua fama internazionale e lo impone finalmente all’attenzione del pubblico italiano.
L'originalità di Ludovic risiede nell'aver dato vita ad una fusione perfetta di musica techno con jazz e blues, e ancora ambient, house e dub. Lungi da essere un semplice tecnico dei campionamenti è stato capace di restituire all'acid jazz un tocco di modernità.

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