A cura di Akud
Pubblicato il 17/03/2004
MASSIMO BUBOLA – ARAN FIDDLE AMERGIN + proiezioni video, stage di danze irlandesi...
“Glastonbury song”, “Preparing to Fly” “The whole of the moon”... sono solo alcuni dei successi che hanno segnato la carriera dei WATERBOYS, la storica band capitanata da Mike Scott, di scena giovedì 18 marzo a Irlanda in Festa 2004, per quello che si annuncia uno degli appuntamenti clou della kermesse.
I WATERBOYS approdano sul palco fiorentino del Saschall in versione acustica, nell’ambito di una serata che vede la presenza di tanti altri, importantissimi, ospiti. A vestire i panni di supporter è MASSIMO BUBOLA, tra i più raffinati cantautori del panorama italiano, sul palco di Irlanda in festa, con la sua band, dalle ore 21,15, per la presentazione del recente album “Segreti trasparenti” (a proposito di Bubola: impossibile non ricordare la sua canzone “Il cielo di Irlanda”, portata al successo da Fiorella Mannoia). Alle ore 22,30 è la volta dei WATERBOYS, seguiti dagli ARAN FIDDLE.
Sempre per giovedì 18 marzo ricordiamo quindi le danze dei DANCERS OF THE GLEN (ore 20), i suoni tradizionali degli AMERGIN (ore 20,30). Ed ancora, presso il St. Patrick Pub allestito nel foyer del Saschall: dalle ore 20 proiezioni di video irlandesi, corso di danze tradizionali (ore 21) e tantissima musica dal vivo....
Per tutta la durata della manifestazione saranno in funzione spazi gastronomici, stands di artigianato oltre all’esposizione di strumenti celtici (al foyer), i mitici tornei di freccette (darts)...
WATERRBOYS - Band storica del rock epico degli anni ’80, i Waterboys si formano su iniziativa del loro leader - e spesso one-man-band - Mike Scott. Nato in Scozia, ma trasferitosi a Londra, Scott dà il via all’avventura del gruppo nel 1981, dopo trascorsi punk. Il nome è preso a prestito dal verso di una canzone di Lou Reed. Con l’apporto del polistrumentista Anthony Thistlehwaite, il gruppo pubblica il disco d’esordio omonimo nel 1983. Il punto più alto della prima parte della loro carriera viene raggiunto con il terzo disco ”Thi is the sea”, trainato dal singolo ”The whole of the moon”. Dopo l’ uscita dal gruppo di Karl Wallinger, che andrà a formare i World Party, i Waterboys si trasferiscono in Irlanda, dove attuano una svolta verso il rock celtico. ”Fisherman’s Blues” del 1988 è il capolavoro del genere, seguito dal pregevole ”Room to roam”. L’irrequieto Scott cambia ancora, e nel 1991 si trasferisce a New York, dove concepisce ”Dream harder”, poi pubblicato nel 1993. Sembra l’ultima prova dei Waterboys. Invece, dopo alcune prove soliste, nel 2000 Mike Scott riprende le redini della band e pubblica ”A rock in the weary land”. Nel 2001 mette mano ai nastri delle sessioni infinite di Fisherman’s Blues, ripescando alcune ottime canzoni, che vengono riprese e ultimate. Viene così pubblicato ”Too close to heaven”, che spiega la genesi di Fisherman’ s blues. L’ultimo disco dei Waterboys è stato pubblicato nel 2003 e si intitola ”Universal Hall”. Il disco è stato registrato presso la comunità scozzese di Findhorn e segna il ritorno di Steve Wickham, il cui violino fu parte integrante del sound Waterboys.
MIKE SCOTT - chitarra, piano, voce
STEVE WICKHAM - violino, mandolino
RICHARD NAIFF - piano, organo, synt, mellotron
MASSIMO BUBOLA - Massimo Bubola è senz’ altro uno dei migliori artisti del panorama musicale italiano che è riuscito a regalarci fin dal suo esordio canzoni e ballate piene di intuizioni e poesia. Non a caso infinite sono le sue collaborazioni con artisti quali Fabrizio De Andrè, Milva, Mauro Pagani, The Gang, Kaballà. Sua è la famosa canzone ”Il cielo d’ Irlanda”, portata al successo da Fiorella Mannoia. Da poco è uscito il suo ultimo album ”Segreti trasparenti”, un lavoro che sintetizza tutta la carriera di Bubola. Sono presenti infatti sontuose ballate di matrice tradizionale e canzoni di grande forza introspettiva. Ascoltare il nuovo album di Massimo Bubola è come affacciarsi alla finestra e osservare la vita: il disco si muove su estremi emotivi proprio come la nostra quotidianità, con canzoni scure (ma non oscure) ed altre improntate alla gioia. A questo lavoro hanno inoltre collaborato musicisti quali Mark Olson (fondatore dei Jayhawks) e Victoria Williams, una tra le più sensibili e stimate cantautrici contemporanee.
MASSIMO BUBOLA - chitarra acustica, armonica, voce
MICHELE GAZICH - violino, viola, mandolino, pianoforte
ELENA COLOMBARI - voce
ENRICO MANTOVANI - bouzouki, mandolino, steel guitar
SIMONE CHIVILO’ - chitarra elettrica e classica
EDU HEBLING - basso elettrico, contrabbasso
MORENO MARCHESIN – batteria