A cura di Akud
Pubblicato il 03/01/2008
mini-tour dei Proiettili Buoni. In questa band ci sono 2 tra i più importanti songwriter della scena italiana: Marco Parente e Paolo Benvegnù. Assieme a loro Andrea Franchi e Gionni dall'Orto, rispettivamente batterista e bassista la cui carriera è indissolubilmente legata ai due cantaurocker. Nuovamente assieme per una manciata di date ripercorreranno le canzoni di Marco Parente di quel periodo, molte delle quali inedite, e diversi cavalli di battaglia. Per l’occasione, al Vipertheatre, sarà allestito uno studio mobile di registrazione per un eventuale progetto discografico live. PROIETTILI BUONI - E' il momento di frugarsi in tasca e vedere in faccia ciò che si è tralasciato in questi anni. Riscoprendo così pezzi di storie, che se ascoltati prima avrebbero potuto cambiare il corso dei propri eventi...ma come sempre la storia non è fatta di "se". Queste "canzoni ritrovate" niente hanno a che spartire con la nostalgia, ma piuttosto con la resurrezione; un occhio onesto a un passato che non è mai stato e che per andarsene in pace adesso vivrà il suo momento lampo, che arriva, brucia veloce e altrettanto veloce se ne va. Le canzoni sono pezzi di persone, in particolare di chi le ha scritte e suonate. Di qui l'urgenza di ricomporre fedelmente oltre che queste canzoni mancate, anche i suoi suonatori originali. Fisicamente! così si ritrovano ,di nuovo insieme come nel 99' Marco Parente, Paolo Benvegnù, Gionni Dall'Orto e Andrea "Druga" Franchi, sotto il nome di "Proiettili Buoni", tutti ugualmente al servizio di questi "scheletri nel cassetto" di Marco Parente, tra inediti e versioni molto alternative ritrovate tra il primo "Eppur non basta" fino a "Trasparente". Si può finalmente riparlare legittimamente di "Work in regress", solo con alcune eccitanti differenze: per l'occasione si riforma una band con le ore contate, si suonano canzoni fantasma dando vita a un potenziale disco che di fatto non è mai esistito e non sarà mai. Insomma la breve vita di un proiettile armato di buone intenzioni, mai esploso e mai arrivato a alcuna destinazione. Non è cosa di tutti i giorni potersi permettere "la messa in scena di una Sospensione"... Per questo l'unico modo che viene in mente per affrontarla è una "sana e selvaggia Leggerezza".
Si riforma la band che a cavallo del 1999 ed i primi anni del 2000 ha attraversato come un fulmine la scena musicale italiana. Dopo Milano, Roma e Brescia si chiude venerdì 4 gennaio al Vipertheatre di Firenze il mini-tour dei Proiettili Buoni.
In questa band ci sono 2 tra i più importanti songwriter della scena italiana: Marco Parente e Paolo Benvegnù. Assieme a loro Andrea Franchi e Gionni dall'Orto, rispettivamente batterista e bassista la cui carriera è indissolubilmente legata ai due cantaurocker.
Nuovamente assieme per una manciata di date ripercorreranno le canzoni di Marco Parente di quel periodo, molte delle quali inedite, e diversi cavalli di battaglia.
Per l’occasione, al Vipertheatre, sarà allestito uno studio mobile di registrazione per un eventuale progetto discografico live.
PROIETTILI BUONI - E' il momento di frugarsi in tasca e vedere in faccia ciò che si è tralasciato in questi anni. Riscoprendo così pezzi di storie, che se ascoltati prima avrebbero potuto cambiare il corso dei propri eventi...ma come sempre la storia non è fatta di "se".
Queste "canzoni ritrovate" niente hanno a che spartire con la nostalgia, ma piuttosto con la resurrezione; un occhio onesto a un passato che non è mai stato e che per andarsene in pace adesso vivrà il suo momento lampo, che arriva, brucia veloce e altrettanto veloce se ne va.
Le canzoni sono pezzi di persone, in particolare di chi le ha scritte e suonate. Di qui l'urgenza di ricomporre fedelmente oltre che queste canzoni mancate, anche i suoi suonatori originali. Fisicamente! così si ritrovano ,di nuovo insieme come nel 99' Marco Parente, Paolo Benvegnù, Gionni Dall'Orto e Andrea "Druga" Franchi, sotto il nome di "Proiettili Buoni", tutti ugualmente al servizio di questi "scheletri nel cassetto" di Marco Parente, tra inediti e versioni molto alternative ritrovate tra il primo "Eppur non basta" fino a "Trasparente".
Si può finalmente riparlare legittimamente di "Work in regress", solo con alcune eccitanti differenze: per l'occasione si riforma una band con le ore contate, si suonano canzoni fantasma dando vita a un potenziale disco che di fatto non è mai esistito e non sarà mai. Insomma la breve vita di un proiettile armato di buone intenzioni, mai esploso e mai arrivato a alcuna destinazione.
Non è cosa di tutti i giorni potersi permettere "la messa in scena di una Sospensione"... Per questo l'unico modo che viene in mente per affrontarla è una "sana e selvaggia Leggerezza".