A cura di Bruno Daniele
Pubblicato il 29/08/2000
l'importanza del recupero della comunicazione non verbale - emozionale
Assistiamo da oltre un decennio ad un grande movimento di rinnovamento. Non importa etichettare con un nome ciò che sta riattivando le coscienze attraverso mutamenti individuali che si riflettono inevitabilmente in maestosi movimenti di massa. L'importante è accorgersi che finalmente s'intende l'uomo in quanto unità complessa ed in continua interazione con tutto quanto lo circonda.
Ecco la visione olistica dell'entità umana e tutti i possibili studi e ricerche nell'ambito della salute, del benessere, della crescita psicofisica.
I linguaggi non verbali assurgono ad un ruolo importantissimo, indispensabile in questa serie di mutamenti. La parola, massimo livello espressivo - comunicazionale dell'uomo, ci ha condotto, gradualmente, nei secoli, ad uno sviluppo ed un uso spropositato della sfera cognitiva penalizzando la fantasia, la creatività, le percezioni emozionali e fino ad arrivare ad una patologia molto diffusa: la logorrea i cui effetti e riflessi sul piano fisico appaiono a volte come impercettibili disturbi comportamentali altre volte fanno il loro ingresso con patologie anche devastanti. Lì dove la parola perde di movimento e sonorità, lì dove diventa pietrificazione dell'idea, si aprono le porte al disagio e alla malattia.
E' tempo di recuperare la bellezza, l'importanza, la necessità della comunicazione non verbale - emozionale.