Pensare, sentire e volere

L'Uomo comunica e manifesta la sua entità, principalmente mediante l'esercizio di tre facoltà; pensare, sentire, volere.

L’Uomo comunica e manifesta la sua entità, principalmente mediante l’esercizio di tre facoltà; pensare, sentire, volere. Il mondo dei pensieri e delle rappresentazioni mentali, si percepisce primariamente nella sede encefalica lì dove avvertiamo il pensare in particolare quando questo tipo di attività si fa sentire in maniera più incisiva se c’è un pensiero che ci preoccupa. Il sentire, mondo delle emozioni e dei sen-timenti, risuona, per così dire, fortemente nella zona mediana-toracica: sede dei ritmi respiratori e cardiaci. Le emozioni sono spontaneamente associate in sede cuore simbolico - ideale - reale.
Un pensiero ricorrente, ossessivo, lo sentiamo localizzato nella testa fino al punto di portare spontaneamente una mano sulla fronte o al centro del cranio e sentirne tutta la pressione, il fastidio, ed eseguiamo movimenti spontanei per tentare di mandarlo via. Così pure una forte emozione positiva o negativa, in questo caso, porteremo una mano all’altezza del cuore per rilevare ed esprimere dove stiamo avvertendo quel forte impulso emozionale - energetico.
Il volere sembra sfuggire ad un’individuazione precisa della sua sede primaria. Guardando attentamente, però, scopriamo che l’agire, la volontà, il volere, trovano massima espressione nel movimento degli arti. Noi decidiamo di percorrere un tratto di strada, di eseguire un’azione che implica uno o più movimenti del corpo, e l’agire procede, apparentemente, autonomamente. Il pensare ed il sentire, nel mentre eseguiamo azioni di movimento, possono “dedicarsi” anche ad altri percorsi interiori. I massimi autori della scuola Antroposofica, c’insegnano che la volontà è avvertibile nell’osservazione distaccata del movimento degli arti.
Se vogliamo rappresentare graficamente l’azione delle tre facoltà, possiamo tracciare un triangolo equilatero e posizionare in corrispondenza di ogni angolo una delle facoltà. Il triangolo equilatero lo associamo facilmente ad una condizione di equilibrio. Le cose non stanno in questo modo per quanto riguarda l’azione del pensare, sentire e volere. E’ rarissima la felice condizione in cui si pensa ad un tema e si è con esso perfettamente in accordo anche con il sentire ed il volere. A titolo di esempio: io penso di volere intraprendere un viaggio da solo, il mio sentire, le mie emozioni, però, mi tengono legato alla famiglia che non vorrei lasciare e la mia volontà è troppo debole per affrontare i disagi di un lungo viaggio. La rappresentazione mentale del viaggio esiste, ma è in disaccordo con il sentire ed il volere.
Possiamo immaginare, invece, che l’armonia delle tre facoltà, rappresentata dal triangolo equilatero, possa esprimere la piena consapevolezza dell’io che,in questo caso, troverà la sua collocazione grafica al centro della figura geometrica, nell’immagine dell’occhio che osserva il mondo partendo dalla propria autosservazione.
La disarmonia delle facoltà è oggetto di miei studi attenti e lunghissimi in particolare per quel che riguarda le giovani fasce di età. L’arteterapia può aiutare moltissimo il riequilibrio del pensare, sentire, volere. Nel lavoro artistico ben guidato - stimolato - animato, è l’interezza dell’entità umana che agisce in armonia al progetto, lo scopo, la finalità dell’intenzione primigenia. Per chi desidera approfondire questo tema, troverà settimanalmente costanti aggiornamenti o potrà scrivermi per approfondimenti e confronti specifici.

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Pubblicato il lunedì 20 novembre 2000 in: arteterapia e facoltà

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