Il suono del...silenzio

L’ascolto della scansione ritmica del cuore è uno dei possibili test per stabilire la nostra salute emozionale.

Quando si parla di musicanimazione o di musicoterapia, naturalmente, per spontanea associazione d’idee, si pensa al mondo dei suoni; un presupposto di base, però, è quello di far rientrare l’assenza di suono – silenzio, nella naturale struttura sonora. Infatti quando percorriamo una campagna o un bosco, il canto degli uccelli ha, comunque, delle se pur brevi interruzioni: momneti di silenzio, dunque pause sonore.
Accade così anche quando ascoltiamo musica dove il valore della pausa è determinante nel creare specifiche emozioni e suggestioni sonore. Noi, purtroppo non siamo più abituati a vivere in situazioni di silenzio puro e quando raramente accade sorge, sovente, irrequietezza e disagio. Eppure il valore del silenzio è immensamente grande e importante. Un esercizio di musicanimazione che volentieri suggerisco è quello che richiede una condizione di assenza di suoni ambientali: assenza totale; mi rendo conto che è difficile ma in casi estremi é possibile raggiungerla abbastanza facilmente di notte usando dei tappi acustici facilmente reperibili in farmacia. In questa situazione, dopo qualche istante faremo conoscenza con un mondo sonoro pressoché sconosciuto: innanzitutto emergerà il suono del nostro respiro e del battito cardiaco. La pulsazione cardiaca assumerà il ruolo di metronomo interiore. L’ascolto della scansione ritmica del cuore è uno dei possibili test per stabilire la nostra salute emozionale. Sperimentare qualche forma di disagio quando si ascolta il suono del nostro cuore, può essere un indicatore di blocchi energetici emozionali a volte molto importanti, ed individuati ancor prima della fase di somatizzazione. Dunque, da soli, immersi nel silenzio e nel buio ascoltiamo noi stessi. I pensieri si rincorrono, a volte le emozioni si sovrappongono.
A questo punto possiamo far partire un disco, una musica che sappiamo sortirà in noi un effetto profondamente rilassante e continuando a respirare lentamente e profondamente lasceremo libera l’immaginazione. Pochi minuti, quattro, forse cinque…poi di nuovo il silenzio e nel silenzio lasciarsi addormentare. Sarà una notte diversa forse di sogni intensi o di ritrovata energia emozionale e mentale. Bisogna provare più di una volta e non lasciar perdere al primo tentativo. Il risultato è sicuro. Le volte successive allungheremo il tempo del silenzio e ancora oltre la musica sarà la nostra voce che intonerà magici suoni che scopriremo insieme in un prossimo appuntamento in questo spazio.

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Pubblicato il giovedì 04 ottobre 2001 in: {BLOCK_POST_CATEGORY}

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