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IL CALCIO DEI NOBILI

BERLUSCONI, TRAPIANTO RIUSCITO

A cura di Nello Mascia

Pubblicato il 25/10/2004

Annotazioni brevi osservando da lontano la Serie A. Totti continua a inveire sguaiatamente contro gli arbitri. Tardelli la dice grossa: paragona Cassano a Diego. E al nostro Premier crescono i capelli.

foto intervento calcio comm 7 OSSERVANDO COL BINOCOLO LA SERIE A
7a DI CAMPIONATO


TOTTI ANCORA

Totti non riesce proprio a cambiar pelle. Non c'è niente da fare. Lo sport che più ama non è il calcio. Lui ama svisceratamente prendere a male parole gli avversari  che osano contrastarlo e gli arbitri che non mandano a morte i difensori avversari. All'uscita dello spogliatoio di Roma-Palermo ha urlato più volte:"Ahò! Stò Trefoloni è 'na testa de cazzo! Ahò! Sto Trefoloni è 'na testa de cazzo!". Naturalmente fra i commentatori TV pioggia di commenti di solidarietà per il pupone. Dalla bella gioia Mentana al professore di educazione fisica Scoglio, ormai noto pure  su Marte come uno che di calcio non capisce un'acca.

TARDELLI  PARAGONA  CASSANO A MARADONA
Ancora sul caso Cassano. Tutti i filosofi di calcio in TV ad affermare che - essendo un campione eccezionale - va trattato in modo eccezionale, e quindi va perdonato.Qualcuno (Tardelli!) ha scomodato persino Diego nostro. Sostenendo che se era permesso tutto a Diego, perchè non permettere tutto a Cassano? Follia pura. Tardelli va rinchiuso subito. Ma che paragone fai? Diversa innanzitutto la classe, la categoria. Diego era uno come Mozart.Unico. Simile a lui solo Pelè, Condizionava sempre la gara.Sempre. Con una continuità (negli anni belli) impressionante. Giocava per il piacere di giocare. Era uno capace di fare gruppo. Era un leader vero. Con un tasso di umanità fuori dal comune. Cassano è un talento purissimo, certo.Ma può essere all'altezza di un Owen, di un Rooney, di un Ronaldinho. E dobbiamo vedere se è all'altezza Siamo seri. Ingarra una gara su cinque. Quando va bene. Litiga con gli avversari (Diego mai!). Con gli arbitri. Con l'allenatore. Ma non diciamo eresie . Ma dovrebbe capire di avere qualche responsabilità in più proprio perchè è un talento purissimo. La verità è che il mondo gira sempre in termini economici. E il caso Cassano scoppia perchè c'è un contratto da rinnovare. C'è una società (la Roma) che è a secco. E c'è una società (la Juve, e chissà forse anche il Milan) ricca che si lecca i baffi.

BERLUSCONI TRAPIANTO RIUSCITO.
Il Presidente del Consiglio nonchè proprietario di Mediasat, nonchè proprietario del Milan è stato naturalmente ospite dei microfoni di Sky, di Mediaset e di Rai nel dopopartita del Derby. Naturalmente. Dovunque sfoggiando il suo sapere di calcio, il suo irresisibile sense of humor, il suo meraviglioso sorriso panoramico. E' successo che il nostro Premier è stato inquadrato da telecamere e riflettori per una volta non sistemati dal mitico Mario Catalano. Chi sia Mario Catalano è ormai noto a tutti. E un regista televisivo che ha nel suo palmares "Carramba che fortuna" e altri capolavori del genere. Ed è il consulente privato per le inquadrature televisive di Berlusconi. Segue il Premier dappertutto.A sistemare artatamente luci che rendono il Capo più giovanile. A cacciare genialmente sotto i tacchi del Capo zeppe o scannetti perchè  sembri meno "piccolo" E' stato suo il capolavoro mediatico di Pratica di Mare. Sarà suo il capolavoro mediatico della Storica firma della Costituzione Europea di venerdì prossimo. Sorvoliamo pietosamente sui tentativi di questo signore di nascondere gli affreschi e la statua di Innocenzo X del Bernini con pannelli finti per rendere la splendida sala degli Orazi e Curiazi un anonimo studio televisivo. Ciò che volevo dire è che Catalano non era al seguito del Premier alla fine del Derby. E si è visto. Luci dirette. Pinze d'assalto sparate ferocemente in viso. Inquadrature dolorosamente di servizio.Spietatamente dall'alto. Oneste insomma. Beh, abbiamo visto. Dal cranio del Presidente, fino a tre mesi fa splendidamente glabro (o al più coperto da vaghe e accorte pennellate di fondotinta scuro), cominciano a spuntare qua e là graziosi ciuffettini di peluzzi. Che siano il meraviglioso risultato di quel trapianto tanto chiacchierato che sarebbe avvenuto in tutta segretezza l'estate scorsa?  Credo di sì! Trapianto riuscito, amici! La bandana non era una cacciata (ho detto cacciata) da "cummenda" in vacanza, come hanno commentato i soliti comunisti maligni. Era una dolorosa necessità. Per nascondere gli effetti di un recentissimo faticoso intervento. Che ora sappiamo con gioia essere riuscito perfettamente. Auguri, Presidente!

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