BERLUSCONI, TRAPIANTO RIUSCITO
Annotazioni brevi osservando da lontano la Serie A. Totti continua a inveire sguaiatamente contro gli arbitri. Tardelli la dice grossa: paragona Cassano a Diego. E al nostro Premier crescono i capelli.
calcio comm 7
OSSERVANDO COL BINOCOLO
LA SERIE A
7a DI CAMPIONATO
TOTTI ANCORA
Totti non riesce proprio a cambiar pelle. Non c'è niente da fare.
Lo sport che più ama non è il calcio. Lui ama svisceratamente
prendere a male parole gli avversari che osano contrastarlo e gli
arbitri che non mandano a morte i difensori avversari. All'uscita dello spogliatoio
di Roma-Palermo ha urlato più volte:"Ahò! Stò Trefoloni
è 'na testa de cazzo! Ahò! Sto Trefoloni è 'na testa
de cazzo!". Naturalmente fra i commentatori TV pioggia di commenti di solidarietà
per il pupone. Dalla bella gioia Mentana al professore di educazione fisica
Scoglio, ormai noto pure su Marte come uno che di calcio non capisce
un'acca.
TARDELLI PARAGONA CASSANO A MARADONA
Ancora sul caso Cassano. Tutti i filosofi di calcio in TV ad affermare
che - essendo un campione eccezionale - va trattato in modo eccezionale,
e quindi va perdonato.Qualcuno (Tardelli!) ha scomodato persino Diego nostro.
Sostenendo che se era permesso tutto a Diego, perchè non permettere
tutto a Cassano? Follia pura. Tardelli va rinchiuso subito. Ma che paragone
fai? Diversa innanzitutto la classe, la categoria. Diego era uno come Mozart.Unico.
Simile a lui solo Pelè, Condizionava sempre la gara.Sempre. Con una
continuità (negli anni belli) impressionante. Giocava per il piacere
di giocare. Era uno capace di fare gruppo. Era un leader vero. Con un tasso
di umanità fuori dal comune. Cassano è un talento purissimo,
certo.Ma può essere all'altezza di un Owen, di un Rooney, di un Ronaldinho.
E dobbiamo vedere se è all'altezza Siamo seri. Ingarra una gara su
cinque. Quando va bene. Litiga con gli avversari (Diego mai!). Con gli arbitri.
Con l'allenatore. Ma non diciamo eresie . Ma dovrebbe capire di avere qualche
responsabilità in più proprio perchè è un talento
purissimo. La verità è che il mondo gira sempre in termini
economici. E il caso Cassano scoppia perchè c'è un contratto
da rinnovare. C'è una società (la Roma) che è a secco.
E c'è una società (la Juve, e chissà forse anche il
Milan) ricca che si lecca i baffi.
BERLUSCONI TRAPIANTO RIUSCITO.
Il Presidente del Consiglio nonchè proprietario di Mediasat, nonchè
proprietario del Milan è stato naturalmente ospite dei microfoni
di Sky, di Mediaset e di Rai nel dopopartita del Derby. Naturalmente. Dovunque
sfoggiando il suo sapere di calcio, il suo irresisibile sense of humor,
il suo meraviglioso sorriso panoramico. E' successo che il nostro Premier
è stato inquadrato da telecamere e riflettori per una volta non sistemati
dal mitico Mario Catalano. Chi sia Mario Catalano è ormai noto a
tutti. E un regista televisivo che ha nel suo palmares "Carramba che fortuna"
e altri capolavori del genere. Ed è il consulente privato per le inquadrature
televisive di Berlusconi. Segue il Premier dappertutto.A sistemare artatamente
luci che rendono il Capo più giovanile. A cacciare genialmente sotto
i tacchi del Capo zeppe o scannetti perchè sembri meno "piccolo"
E' stato suo il capolavoro mediatico di Pratica di Mare. Sarà suo
il capolavoro mediatico della Storica firma della Costituzione Europea di
venerdì prossimo. Sorvoliamo pietosamente sui tentativi di questo
signore di nascondere gli affreschi e la statua di Innocenzo X del Bernini
con pannelli finti per rendere la splendida sala degli Orazi e Curiazi un
anonimo studio televisivo. Ciò che volevo dire è che Catalano
non era al seguito del Premier alla fine del Derby. E si è visto.
Luci dirette. Pinze d'assalto sparate ferocemente in viso. Inquadrature dolorosamente
di servizio.Spietatamente dall'alto. Oneste insomma. Beh, abbiamo visto.
Dal cranio del Presidente, fino a tre mesi fa splendidamente glabro (o al
più coperto da vaghe e accorte pennellate di fondotinta scuro), cominciano
a spuntare qua e là graziosi ciuffettini di peluzzi. Che siano il
meraviglioso risultato di quel trapianto tanto chiacchierato che sarebbe
avvenuto in tutta segretezza l'estate scorsa? Credo di sì! Trapianto
riuscito, amici! La bandana non era una cacciata (ho detto cacciata) da "cummenda"
in vacanza, come hanno commentato i soliti comunisti maligni. Era una dolorosa
necessità. Per nascondere gli effetti di un recentissimo faticoso
intervento. Che ora sappiamo con gioia essere riuscito perfettamente. Auguri,
Presidente!