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MONDIALI 2006

TAFAZZI SI FA MENO MALE

A cura di Nello Mascia

Pubblicato il 17/06/2006

Il grande stratega Lippi si gioca tutti i cambi a mezz'ora dal termine. Si fa male Perrotta. E così addio superiorità numerica. La gomitata di De Rossi è il simbolo del nostro calcio malato. Che elude ogni regola. Solo in Italia falli del genere vengono troppo spesso ignorati.

foto intervento

Più autolesionisti di così.
Tutto poteva andare liscio e senza fatica. No. Dobbiamo complicarci la vita.
Così, dopo il gol di Gilardino, ecco la svirgolata di Zaccardo che va a finire proprio lì, nell'andolino dove Buffon proprio non può arrivare.
Queste svirgolate, se vogliamo, non sono casuali. Avvengono quando il livello di tensione agonistica è rilassato.
Ma non finisce qui. Prima Totti si fa ammonire per un falletto evitabile. Poi la gomitata di De Rossi. Episodio  gravissimo, perchè siamo a un Mondiale, e leggerezze del genere possono costare l'eliminazione.
Ma è un episodio che è l'icona del nostro calcio malato che elude ogni regola. Solo in Italia falli del genere vengono sistematicamente ignorati. Solo in Italia. Se si vuole davvero rinnovare, credo che non si possa prescindere dal ripristino delle regole elementari del gioco del calcio. Ma questo è un altro discorso. Da riprendere presto, però.  Da annotare la stizza del grande Lippi  in conferenza stampa, quando i giornalisti gli ricordano la gravità del gesto di De Rossi. Anche in considerazione del fatto che i giocatori erano stati avvertiti nella "tolleranza zero" al Mondiale per falli del genere. Esilarante poi la dichiarazione di De Rossi ai microfoni televisivi: "Non volevo fargli male". Già, di solito le gomitate in faccia si danno per affetto. Ma più esilarante ancora il commento di comprensivo Vialli: "Bravo, Daniele. Hai detto le parole giuste". Ma andiamo avanti.
Si gioca a calcio per un quarto d'ora, al massimo. Il resto è lotta libera. Gli americati danno mazzate alla cieca. Gli italiani ci cascano.                                   Per fortuna la buona stella sembra sorriderci. Dopo cinque minuti della ripresa, l'arbitro manda sotto la doccia due americani.
Ma qui interviene il grande stratega. L'Eroe dei due Mondi. Il grande Lippi. Il quale si gioca tutti i cambi a mezz'ora dalla fine. Vada per il cambio Gattuso per Totti. Vada anche il cambio Del Piero per Zaccardo. Ma porca miseria, era proprio necessario cambiare Iaquinta con Toni?
Così la stella ci abbandona. Si fa male Perrotta. E addio la provvidenziale superiorità numerica. La partita è un caos di difficile decifrazione. Gli italiani ci mettono la foga. Che non è mai buona alleata. Pirlo mi pare il più in gamba. Gli altri si affannano. E non fa bella figura nessuno. Se non riusciamo a battere gli americani, dove vogliamo andare?
Usciamo da una partita che poteva essere di tutto riposo, con un De Rossi espulso, un Totti ammonito, un Perrotta zoppo e un Cannavaro che preoccupa.
Ora la Cechia. Strapazzata dai ganesi.
Facendo quattro calcoletti a caldo, pare che potremmo farcela a superare il turno anche se perdiamo. Ma possiamo benissimo uscire. Si decide giovedì.

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