
La partita della paura risolta dalla panchina.
Tutto il mondo sapeva che la Cechia avrebbe giocato con una sola punta. E
per giunta convalescente.
Per tutta risposta il grande Lippi, l’eroe dei due mondi, toglie Toni
e mette dentro Camoranesi.
Una formazione sulla carta ridicola.
Primi 20 minuti di panico. La Cechia ci fa soffrire. E menomale che c’è
in porta Buffon. Che oggi deve dimostrare di essere lui il migliore portiere
al mondo, e non il suo dirimpettaio.
Quando si infortuna Nesta, e entra Materazzi si teme il peggio. Per via del
suo carattere e dei suoi nervi non dissimili a quelli di De Rossi.
E invece lo stellone ci dà una mano. Perchè quella è
la mossa vincente. Materazzi sfodera una partita maiuscola. E addirittura
segna il gol del vantaggio. Su l’unica azione da gol per l’Italia.
Ancora lo stellone e l’arbitro espelle Plasil. Giochiamo una ripresa in superiorità
numerica. Se Lippi non ci mette lo zampino.
Superiorità soltanto aritmetica. Perchè Totti è praticamente
inesistente.
Ma gli azzurri hanno ancora paura. Di che non si sa. Dovrebbero chiudere
la partita. E invece si fanno chiudere.
Concedono campo ai poveri cechi. Che, increduli, attaccano. E tirano sassate
sibilanti.
Buffon, l’esperto di quote e di scommesse miliardarie, di esalta. E ci salva
almeno un paio di volte.
Poi il grande Lippi decide i cambi. E qui tremiamo. Memori di quanto ha fatto
con gli USA.
Ma Lippi ci un c… così. Fa entrare Inzaghi, finalmente. Tutti
quelli che seguono il un po’ calcio lo indicano come l’attaccante giusto
per la difesa statica e macchinosa ceca.
E infatti Pippo non sbaglia.
Siamo primi del girone. Dovremmo evitare il Brasile. I numeri di questa Italia
sono confortanti. Cinque gol segnati, uno solo subito e per di più
su autorete. Non è una nazionale nè bella nè simpatica.
Ma finora i risultati ci sono.
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