
Qual è l’ingrediente principale per vincere i Mondiali?
Il Fattore C, a giudicare da quanto si è visto a Norimberga.
Eliminiamo l’Australia per il rotto della cuffia. Con un rigorino all’ultimissimo minuto per niente sacrosanto.
A Totti l’inarico di proseguire o fare le valigie. E’ giusto così. Doveva essere il suo mondiale. E’ il nostro calciatore più rappresentativo.
Totti è un ragazzotto bonaccione. Che ha nel carattere mite e un po’ irresponsabile (no, diciamo sereno, diciamo “olimpicamente incosciente”) uno dei punti di forza. Tutti tremano. Tutti aspettano “er cucchiajo” di Totti. Impossibile non pensare al Codino. Impossibile. Con l’immancabile colonna sonora di De Gregori il grande. E del suo struggente Nino.
Totti sorride. Va a risistemare il pallone sul dischetto.Con calma. Aspetta il fischio. Parte. Rincorsa breve. Trotterellante. Totti non fa il cucchiaio. Esegue un rigore come da manuale del calcio. Nell’angolino a sinistra. Lì nessun portiere arriverà mai. E’ l’1-0. Non c’è tempo per rimettere la palla al centro. L’Australia è eliminata. Noi, si va avanti.
Abbiamo vinto nell’unico modo in cui era possibile vincere, per come la partita si era messa. Ai rigori.
Perchè noi mai e poi mai avremmo segnato. Giocando in dieci. E dopo aver smantellato la coppia d’attacco Toni-Gilardino, che aveva fatto bene nel primo tempo. E quando si segnava con Iaquinta e Del Piero (e poi Totti)? In verità manco loro avrebbero mai segnato. S’è visto. Anche con noi in dieci non hanno mai fatto un tiro in porta.
Ai rigori, dunque.
Va bene così, figuriamoci. Il Fattore C muove le sorti degli uomini e degli eventi.
Lippi, dopo aver dato ancora una volta ampio saggio della sua simpatia e della sua disponibilità con la stampa il giorno prima, ha mandato in campo una formazione che nessuno avrebbe pensato. Dentro Del Piero, niente di meno. Con Toni e Gilardino. Primi dieci minuti scoppiettanti. Del Piero crea due limpide occasioni. Sfortunati Toni e Gilardino. I due si cercano e si muovono bene. Poi l’uccellino si smarrisce. E sparisce dal campo. Giochiamo già in dieci. Qualcuno mormora: tanto valeva mettere Totti ed essere almeno coerenti. Facciamo giocare troppo l’Australia. Pirlo è troppo lento nell’impostare. Partita brutta. Nella ripresa si presenta Iaquinta per Gilardino. Non so se è giusto. Lippi vuole uno veloce che giochi largo. Poi il pasticcio. Materazzi comincia a beccarsi con Calhin. Poi fa un’entrata un po’ eccessiva. Ma è più su Zambrotta che su Bresciano. L’arbitro è fiscalissimo. Fuori. Si teme il peggio. Entra Barzagli. L’Australia preme. Ma non punge. La nostra difesa si esalta. A difendere siamo i migliori al mondo. Nessun dubbio. Grande Cannavaro. Grande Zambrotta. Poi entra “Er Pupone”. Lui non ha paura di tirare il calcio di rigore.
Si va avanti. La nostra non è una squadra bella. Ma è tosta. Lippi ha vinto. E dunque non ha sbagliato.
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