
Anche stavolta ai rigori. Ma stavolta avevamo accumulato troppi crediti.
Quante volte ancora dovevamo perdere ai rigori? No, stavolta non è andata così. Pirlo, De Rossi, Materazzi, Del Piero , Grosso. Tutti a segno, gli azzurri.
Non è stata una bella partita.
E’ somigliata un po’ alla finale col Brasile nel ‘94.
Una partita che ha esaltato soprattutto i gregari. Materazzi. L’immenso Gattuso. E su tutti Fabio Grosso. Protagonista ancora di una gara esemplare. E soprattutto ultimo freddissimo rigorista. Prova di grande carattere. E dire che questo ragazzo cinque anni fa giocava in B.
Una brutta partita. Come quasi sempre finiscono per essere le finali.
I francesi più tecnici e anche più tonici. Ci mettono in difficoltà con il loro fraseggio raffinato e preciso.
Vanno subito in gol su un rigore giustonbsp;provocato danbsp;Materazzi su Henry. Zidane per poco non incoccia la traversa. Noi soffriamo. Ma c’è un Pirlo che nei primi 30 minuti è immenso. Da un suo angolo Materazzi incorna e cancella l’errore di poco prima. Poi la partita va avanti con alterne fiammate. C’è anche una traversa di Toni. Ma la supremazia francese si fa sempre più netta e preoccupante.
Lippi ancora una volta ci azzecca. In un momento di grande difficoltà ha messo dentro De Rossi e Iaquinta. Spostando Pirlo un po’ più avanti. E così giochiamo un poco più tranquilli in mezzo al campo dove soffriamo moltissimo. Nei supplementari il calo degli azzurri è evidente. Ma i transalpini non concretizzano la chiara superiorità e tradiscono un inquietante nervosismo che culmina con lo spiacevole episodio di Zidane. Che colpisce al petto con una testata Materazzi, con palla lontana. Rosso. Italiani troppo stanchi per approfittarne.
Rigori dunque. Non sono una lotteria i rigori. Non sono una casualità. Ai rigori vince la squadra più determinata, più concentrata. E questa stasera era l’Italia.
E’ una vittoria sofferta. E’ una vittoria - così come ha detto Gattuso - determinata da tutto quello che è successo al calcio italiano. Senza lo scandalo di Calciopoli certo non saremmo Campioni del Mondo. Può essere un paradosso ma non lo è. I calciatori italiani hanno avuto una straordinaria reazione d’orgoglio. Hanno voluto dimostrare sul campo il loro effettivo valore. Hanno voluto dimostrare sul campo che ognuno di loro è un campione vero. Può essere un paradosso che il calcio più marcio del mondo sia in grado di esprimere la squadra più forte. O forse più semplicemente quel calcio non è tutto marcio. Più semplicemente, quel calcio è marcio nella categoria dei dirigenti. Ma la categoria dei calciatori è sana ed è la migliore del mondo.
Una vittoria che servirà molto. A distendere gli animi. A rasserenarli. Una vittoria che alimenterà tentazioni di amnistia, già peraltro vergognosamente molto sostenute da più parti. Se si vuol rifondare sul serio bisogna non ascoltare e tirare dritto. Siamo Campioni del Mondo. E per questo sotto i riflettori più che mai. Nei prossimi mesi in tutto il mondo i guai del nostro calcio saranno al centro della stampa internazionale. Se non li risolviamo alla radice, nel rispetto della giustizia, avremo fatto una ennesima figuraccia mondiale.
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