
Il Calcio italiano è allo sbando.
Due sciagure Moggiopoli e Catania avrebbero potuto trasformarsi in altrettante occasioni per risorgere.
Non è successo assolutamente niente.
La Federazione è ora coma prima inesistente.
Hanno eletto l’uomo nuovo. Abete, già braccio destro di Carraro.
Avrebbe dovuto cambiare il calcio. Questi gli annunci enfatici nel giorno della sua elezione.
Figuriamoci.
Ha elencato in un anno una serie di figuracce.
La prima. Gli Europei perduti.
La seconda. Le società che impongono l’inizio del campionato il 26 agosto. Per via dei prossimi importanti impegni della Nazionale di settembre (decisivi per la qualificazione agli Europei 2008), la decenza suggeriva la data del 19 agosto. Per consentire ai giocatori una maggiore consuetudine al calcio giocato. Macchè.
La terza. L’addio alla Nazionale di Totti e Nesta. Una sberla di qelle da far rimanere secchi. E’ la dimostrazione che la Federazione non esiste. Se un giocatore rinuncia alla sua Nazionale, l’organismo che rappresenta quella nazionale non esiste. L’addio di Totti e Nesta, senza che la Federazione batte ciglio, è la sottoscrizione di un decesso. O almeno la silente ammissione che la Federazione è succuba dei Clubs della Lega, cioè.
La quarta. La faccenda degli steward.Dopo la tragedia di Catania, erano uno dei punti fermi per la sicurezza negli stadi. Non ci saranno. Costano troppo. La lega (i clubs) non vuole cacciare i soldi. E la Federazione è d’accordo.
La quinta. Non si parla più da nessuna parte dell’inchiesta sul doping amministrativo.
La sesta. La nuova stagione è identica a quelle precedenti. 380 partite di A. Un’assurdità mondiale.
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