
C’è un artista che, più di altri, è stato capace capace di immaginare,
illustrare e dar corpo alle paure profonde di fine millennio.
Il suo nome è Hans Ruedi Giger.
E’ difficile cercare di sintetizzare in poche parole la sua opera.
Di aggettivi, sul suo conto, se ne sono sprecati tanti (visionario, profetico, surreale…)
per un personaggio che, tra pittura e scultura, riesce a rappresentare con
sconvolgente iperrealismo una realtà astratta.
Giger deve la sua notorietà tra il grande pubblico perché ha saputo trasmettere
la propria arte attraverso le due forme di espressione artistica che hanno
dominato e segnato profondamente l’ultimo scorcio del ventesimo secolo: il
cinema e la musica.
Nell’ambito del cinema ha prestato la propria collaborazione per la
realizzazione di film come Dune, Poltergeist e Alien, film,
quest’ultimo, che gli valse la consegna del Premio Oscar per i migliori
effetti speciali.
Proprio in occasione della cerimonia di premiazione per gli Oscar, Giger ebbe
l’occasione di conoscere personalmente ed ascoltare per la prima volta la musica
di Debbie Harry, Blondie.
Da questo incontro scaturì una collaborazione tra i due artisti che confluì
nella realizzazione, da parte di Giger, delle copertine di Koo Koo il
primo album solista di Debbie Harry.
L’immagine frontale della copertina ritrae il volto della cantante infilzato e
passato da parte a parte da quattro spilloni che simbolicamente rappresentano i
quattro elementi naturali: aria, acqua, terra e fuoco.

Le immagini interne mostrano altre due variazioni sul tema.


Sul retro dell’album sono raffigurati solo i quattro spilloni.
Blondie non fu il solo “peccato musicale” di Giger. Per saperne di più,
consultate i link a piè di pagina.
iElEdAn









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