economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Artisti

Wire

A cura di iElEdAn

Pubblicato il 19/07/2004

Breve biografia di un gruppo chiave nella storia della musica post-punk

foto intervento

Colin Newman (voce tastiere), Bruce Gilbert (chitarra), Graham Lewis (basso) e Robert Gotobed (batteria) aveano tutti frequentato la School Of Arts londinese, ma nessuno di loro aveva alcuna istruzione musicale.

Formano i Wire più per gioco che con intenzioni serie, nella Londra del 1976, quando è all'apice ancora il fenomeno punk.
Fin dal primo singolo, Mannequin, appare chiaro che il loro sound conserva del punk-rock soltanto la concisione, e un pizzico dell'isteria. Ma il gruppo dimostra di avere poco in comune con le arringhe anarchiche e nichiliste dei Sex Pistols; semmai è affascinato dagli esperimenti di decostruzione portati avanti da Brian Eno e dall'estetica alternative dei Velvet Underground.

Uscito a novembre del 1977, l'album Pink Flag lascia a bocca aperta i punk di mezzo mondom, ma è l'annno successivo l'album Chairs Missing (1978), quello con cui il quartetto getta definitivamente la maschera, presentando un suono nuovo, ricco di sperimentazioni a base di sintetizzatori.
La progressione culmina con il terzo album, 154 (Automatic, 1979), uno dei capolavori dell'epoca, un lavoro estremamente cupo sul quale gli arrangiamenti di Thorne (che non lesina viola, flauto e corno, oltre alle tastiere elettroniche) e il canto terrorizzato di Newman fanno la parte del leone.
Alla fine degli anni '80, poco dopo l'uscita di It's Beginning To And Back Again (1989), in cui rielaborano le sonorità tipiche del punk su una strumentazione elettronica, la band si scioglie e Newman continua la sua carriera da solista, mentre Gilbert e Lewis formano i Dome.

Ma il gruppo chiave nell'evoluzione del punk britannico a più di quindici anni di distanza dall'ultima loro apparizione discografica, si riunisce, forse (molti malignano) attratto dalle nuove possibilità di guadagno che un rinnovato interesse nei confronti della musica punk e post-punk potrebbe portar loro. Quali che siano state le loro motivazioni, in ogni caso, sono tornati con un nuovo album Send (2003), che già al primo ascolto appare talmente fresco e dinamico che davvero è difficile pensare agli artefici semplicemente come a dei cinquantenni, ancorché invecchiati bene, attratti solo dal guadagno.

I link correlati all'argomento

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS