Buggles killed the video stars...

Erano sconosciuti allora, quando salirono alla ribalta. Oggi non li ricorda quasi nessuno, ma il loro motivetto e' diventato simbolo di un genere musicale

Tanti anni fa, esattamente alla metà del marzo 1980, si alternavano in testa alla classifica dei 45 giri più venduti in Italia già da 2 mesi abbondanti Heather Parisi, con Disco bambina e Remi, chiaro ed inequivocabile segnale che il mercato radiofonico e discografico di quegli anni (ma non soltanto di quegli anni) era dominato e controllato&#nbsp;dalla tv.

In quel contesto, quasi a suggellare ufficialmente la situazione con il loro imprimatur, arrivano gli sconosciuti Buggles che scalzano dalla vetta&#nbsp;i due già menzionati con la loro Video killed the radio star.
Lo sconosciuto gruppo inglese ottiene con questa cover,&#nbsp;che fa uso di campionature e sound elettronici, un successo mondiale a differenza della&#nbsp;versione originale&#nbsp;di Bruce Wooley & the Camera Club&#nbsp;che, malgrado fosse altrettanto&#nbsp;orecchiabile e di facile ascolto, passò quasi inosservata.

In Italia, rimangono al primo posto per 14 settimane di fila, conquistando la palma d’oro di disco dell’anno.
E dopo 14 settimane in vetta alle classifiche verranno&#nbsp;buttati giù&#nbsp;(manco a dirlo) da un’altra sigla di un programma televisivo,&#nbsp;l’Ape Maia!

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Pubblicato il mercoledì 23 febbraio 2005 in: Pietre Miliari

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