Cosmo Parlato canta gli anni Ottanta
A cura di iElEdAn
Pubblicato il 26/11/2006
Il nuovo cd dell'artista che rilegge 23 hit di quel periodo: dai Culture Club a Tanita Tikaram
Un repertorio pop interpretato con voce da mezzosoprano: "Non è nostalgia del revival"
Dopo aver scritto una canzone per Mina (Fragile), aver duettato con Caparezza in La mia parte intollerante (per girare il video sono dimagrito 4 chili, dice) e aver prestato la faccia per le "Markette" di Piero Chiambretti su La7, Gennaro Cosmo Parlato ritorna a essere se stesso. Un performer post-moderno.
Rossetto rosso solo al centro delle labbra, come una geisha. Viso da pierrot, sempre in smoking nero, Cosmo è capace di fare quello che nessun altro può: cantare il pop con voce da mezzosoprano. Così dopo il debutto di due anni fa con il cd Cosa c'è di strano? - che conteneva soltanto cover della musica italiana, da Maledetta primavera a L'estate sta finendo - oggi raccoglie dal paniere degli anni Ottanta altre 23 hit della musica internazionale. E canta Victims dei Culture Club in stile ska, Twist In My Sobriety di Tanita Tikaram a ritmo punk, Call Me (colonna sonora del film "American Gigolò") dei Blondie come una tarantella e Video Killed the Radio Star dei Buggles in versione tenorile a cappella. Ventitré canzoni raccolte nel disco Remainders, da qualche giorno disponibile in tutti i negozi di musica.
Remainders sono tutte quelle cose che vengono lasciate a morire nelle cantine e nei vecchi depositi - spiega Parlato - e che all'improvviso, per un motivo qualsiasi e imprevedibile, vengono rivalutate e rimesse sul mercato
Parlato, gli anni Ottanta non finiscono mai?
Ci vorrà almeno un altro decennio per farli finire. Sono stati talmente immensi, intensi, culturalmente irripetibili. Pensiamo alle serate revival in centinaia di discoteche: e queste serate funzionano ancora oggi. Significa che la gente vuole sentire quei pezzi perché emozionano davvero. Non hanno niente di trash. Adesso io provo a rendere più moderno tutto quanto ed è incredibile che anche la Pausini, Renato Zero e Baglioni decidano di pubblicare remake dei loro brani preferiti. Vorrei dir loro: voi cantate i vostri capolavori, e lasciate a me l'operazione restyling.
Con quale sentimento ha lavorato su queste canzoni-mito?
Con grande amore. Non ho mai avuto paura nel rielaborare queste canzoni perché mi appartengono in toto. Hanno scritto la mia adolescenza, la mia personalità. Mi hanno fatto ballare e capire cosa vuol dire essere un artista. Ho sentito imbarazzo solo quando ho dovuto eliminarne qualcuna dalla scaletta.
Per esempio "Der Kommissar" di Falco e "Touch Me" di Samantha Fox: come mai sono scomparse?
Non sono entrate nell'album perché abbiamo avuto problemi di autorizzazione. Tutti gli altri autori hanno detto subito sì, invece gli eredi di Falco e Samatha non hanno mandato in tempo i documenti. Volevamo che il disco uscisse a fine novembre e quindi abbiamo rinunciato. A malincuore.
Nel disco ci sono arrangiamenti folk, tango, punk, mariachi: come procedete alla creazione in sala di registrazione?
Solitamente parto dalla canzone originale: la ricanto da solo accompagnandomi con il pianoforte o la chitarra. Se sento che quell'atmosfera è adatta vado avanti. Così dopo aver fatto un samba per "Material Girl" di Madonna desideravo ricordare la tradizione da cui provengo. E ho cantato "Call Me" come una tarantella. Anche se ammetto che i pezzi che amo di più sono altri: anzitutto "Victims", un must per chi viveva quegli anni. Poi "Twist In My Sobriety" di Tanita Tikaram. La vera canzone cult degli anni Ottanta. Lei era una cantautrice formata sull'ascolto di Joni Mitchell e Leonard Cohen. Non aveva niente da spartire con le voci stridule di Madonna e Cindy Lauper. E poi la melodia e gli arrangiamenti: megagalattici.
Non ha esitato un istante nemmeno nel riprendere i classici di mostri sacri come Barbra Streinsand e i Simple Minds?
Direi di no. Soprattutto per "Woman in Love": quel brano era una sfida con me stesso e sono contentissimo del risultato: mi piace molto la rilettura affidata agli ukulele e al mandolino.
Cosmo Parlato presenterà "Remainders" in anteprima il 17 dicembre a Milano mentre la tournée inizierà a gennaio da Torino.