
Ci sono band che fanno dischi ogni otto mesi. Loro no. L’ultimo disco insieme Crosby & Nash lo hanno tirato fuori 28 anni fa (Whistling Down The Wire, 1976). Sembra preistoria. Ma a loro non pesa. Anzi dicono che i tempi rilassati sono i tempi dell’artista vero. Ora i due si sono rimessi in pista. Alzando la posta. Buttandosi a capofitto persino in una finta, ma significativa campagna elettorale presidenziale con tanto di slogan, foto promozionali, bandierine, autobus in giro per l’America, al grido di “Votate Crosby!”. E in alternativa “Votate Nash!”.
Per il loro nuovo doppio cd, che uscirà in Italia il 27 agosto, titolo semplice, Crosby & Nash, ma contenuti forti, con punte fortissime (l’arringa di Crosby contro la Enron, il colosso del gas naturale, dell’elettricità e delle telecomunicazioni al centro di un grande scandalo finanziario, e contro tutte le corporazioni fameliche che prende corpo in They Want It All e che nei recenti concerti, ai quali si è unito anche Stephen Stills, ha scatenato la folla).
Hombre Comùn









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