
Forti critiche all’istituzione dei Cpt, Centri di permanenza temporanea, sono state mosse questa mattina dai rappresentanti della Chiesa cattolica, del mondo musulmano e dell’ebraismo. Il cardinale Renato Martino, il presidente della Lega mondiale musulmana in Italia Mario Scialoja e Alan Naccache presidente della organizzazione ebraica giovanile Bnai Brith, hanno preso posizione contro la trasformazione dei Cpt in centri di detenzione nel corso della presentazione della Coalizione internazionale sulla detenzione di rifugiati, richiedenti asilo e migranti.
”I centri di permanenza temporanea - ha affermato il cardinale Renato Martino presidente del Pontificio consiglio Giustizia e pace - sono ridotti ormai a vere prigioni dove si violano sistematicamente i diritti dell’uomo. Occorre trovare soluzioni alternative”. Il porporato ha anche osservato che ”la Chiesa proclama i diritti umani e quindi se c’è offesa a questi ultimi, le leggi non possono che apparire ingiuste. I rifugiati e gli immigrati rinchiusi in questi centri non hanno commesso nessun crimine se non quello di arrivare in Italia per una speranza di salvezza; la reclusione per loro non mi sembra una pena meritata, il quadro normativo va ripensato”.
Anche per Mario Scialoja la situazione nei centri di prima accoglienza in Italia è grave, non per niente proprio su questo aspetto della tematica immigrazione sono arrivate forti critiche al nostro Paese dall’Ue e dalle associazioni umanitarie.
”La politica italiana - ha spiegato Scialoja - è stata fino ad oggi moderatamente generosa, è stato dato il permesso di soggiorno a più di un milione di immigrati clandestini. Ma le prime fasi dell’accoglienza e i campi di detenzione sull’isola di Lampedua e altrove, sono stati duramente criticati sia dall’Unione europea e sia dalle associazione per i diritti umani italiane e straniere”.
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