A cura di Hombre Comùn
Pubblicato il 28/05/2007
Ogni anno il business dei cavi rubati costa al Paese più di 100 milioni di euro
“Il problema del furto di metalli è emerso nel 2000 – dichiara a PeaceReporter Lorinda Nel, project manager del comitato sudafricano Business Against Crime – ma è solo nel 2006 che ha assunto dimensioni veramente preoccupanti”. I furti sono diventati una piaga, tanto da spingere il governo, la polizia e le aziende vittime del traffico ad associarsi in comitati ad hoc per tentare di arginare il problema. Speranza vana, visto che, secondo le cifre del Non Ferrous Theft Combating Committee, solo nel 2001 il Sudafrica ha perso circa un miliardo di rand (più di 100 milioni di euro) in furti di materiale, interruzione di servizi e costi di riparazione. A dedicarsi al lucroso traffico, alimentato dalla richiesta di rame proveniente dalle economie in espansione di Cina, India e Brasile, sono sia piccoli criminali che grandi organizzazioni, tanto che la lunghezza dei cavi rubati va da pochi metri fino a 40 chilometri di materiale. Tra le vittime preferite vi sono i cantieri di costruzioni, assaltati durante la notte dalle gang del rame. In alcuni i casi, le imprese sono state costrette ad abbandonare i lavori perché le spese per la sicurezza erano diventate maggiori del valore dei contratti di appalto.