
Si ritrovano in un posto «alla fine del mondo»: Su Pallosu. Una striscia di terra sarda «dove il mare va a depositare le alghe». Lì, chiamati da Sabina Guzzanti, alcuni dei comici di “Avanzi”, la trasmissione satirica degli anni ‘90, provano a mettere in piedi uno spettacolo a sostegno della causa dei pescatori locali, in grave difficoltà per lo spopolamento delle acque. “Le ragioni dell’aragosta”, film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione “Le giornate degli autori”, non è però un documentario. «Si potrebbe dire che è un finto reality – spiega la Guzzanti – un tentativo di imitare la realtà utilizzando piani narrativi diversi».
Perché il gruppo di “Avanzi”? «Perché quella trasmissione rappresenta un momento di libertà nella televisione italiana. A quei tempi, in piena Tangentopoli, i politici pensavano a come evitare la galera piuttosto che ai programmi che trasmetteva la tv. Oggi, purtroppo, non è più così. La nostra non è certo una democrazia normale. In Italia se hai cose da dire, non puoi farlo. Le ali di qualsiasi slancio creativo vengono stroncate». Anche con il governo di centrosinistra? «Lo dicevo anche prima, che non sarebbe stato Prodi a cambiare l’Italia».
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