Negli ultimi mesi ho ritrovato più volte l’argomento Boutis anche solo come foto di opere in riviste francesi e poi italiane, ultima in ordine di tempo Le idee di Casamia, ho potuto ammirare dal vero alcune realizzazioni fatte da una ricamatrice italiana a La Giumella. Tutti frutti dell’opera di riscoperta e recupero di questa antica arte provenzale, iniziata qualche anno fa in Francia.
Cos’è il boutis?
La tecnica è certamente vicina al quilting e ancor più al nostro trapunto fiorentino, secondo alcune fonti fu proprio Caterina de Medici a far conoscere alla corte francese questo tipo di lavorazioni.
Un boutis provenzale originale, fatto secondo la più antica tradizione, è realizzato in bianco su bianco, è costituito da due tele ”nobili” poste rovescio contro rovescio in modo da avere un prodotto finito a due dritti.
Seguendo il disegno prescelto, foglie, fiori, i vari simboli legati a questa antica tecnica e poi il fondo costituito per lo più da linee e volute distanti pochi cm, vengono ricamati a piccoli punti filza.
Terminato il piquage si esegue il bourrage cioè l’imbottitura. Vengono imbottite le foglie, i fiori, ecc, e naturalmente i caratteristici canaletti distanti un paio di cm, o meno, per questa fase è utilizzato un ago molto lungo tipo quello da materasso, naturalmente i punti di inizio e fine lavoro dovranno essere ben nascosti per non perdere la caratteristica dei due dritti.
Il lavoro finito è sottoposto ad una terribile prova verità!!! È osservato controluce in modo da distinguere perfettamente le zone imbottite da quelle che non lo sono, e che saranno pertanto attraversate dalla luce.
Una tecnica di questo tipo è quindi sprecata per realizzazioni, come i cuscini per esempio, perché di fatto si perderebbe la caratteristica del doppio dritto. Si preferisce quindi utilizzarla per coperte, copriletti, corpetti e in tempi più recenti per bavette, portaocchiali. Una caratteristica importante è che l’imbottittura le permette di essere isolante e di proteggere dal freddo, in origine i boutis erano utilizzati proprio per ripararsi dal freddo Mistral.
E per un divertente gioco di parole un altro Mistral, ma stavolta un poeta non un vento :-)
ha dedicato a questa antica arte degli splendidi versi paragonando un boutis ad un prato dove la rugiada ha imbiancato i fiori e le foglie.
Agnese









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