Boutis

Un anno fa, agosto 1999, le vacanze estive mi hanno portato in Provenza dove ho ”scoperto” una tecnica di cui ignoravo l’esistenza il Boutis provenzale

Negli ultimi mesi ho ritrovato più volte l’argomento Boutis anche solo come foto di opere in riviste francesi e poi italiane, ultima in ordine di tempo Le idee di Casamia, ho potuto ammirare dal vero alcune realizzazioni fatte da una ricamatrice italiana a La Giumella. Tutti frutti dell’opera di riscoperta e recupero di questa antica arte provenzale, iniziata qualche anno fa in Francia.

Cos’è il boutis?

La tecnica è certamente vicina al quilting e ancor più al nostro trapunto fiorentino, secondo alcune fonti fu proprio Caterina de Medici a far conoscere alla corte francese questo tipo di lavorazioni.

Un boutis provenzale originale, fatto secondo la più antica tradizione, è realizzato in bianco su bianco, è costituito da due tele ”nobili” poste rovescio contro rovescio in modo da avere un prodotto finito a due dritti.

Seguendo il disegno prescelto, foglie, fiori, i vari simboli legati a questa antica tecnica e poi il fondo costituito per lo più da linee e volute distanti pochi cm, vengono ricamati a piccoli punti filza.

Terminato il piquage si esegue il bourrage cioè l’imbottitura. Vengono imbottite le foglie, i fiori, ecc, e naturalmente i caratteristici canaletti distanti un paio di cm, o meno, per questa fase è utilizzato un ago molto lungo tipo quello da materasso, naturalmente i punti di inizio e fine lavoro dovranno essere ben nascosti per non perdere la caratteristica dei due dritti.

Il lavoro finito è sottoposto ad una terribile prova verità!!! È osservato controluce in modo da distinguere perfettamente le zone imbottite da quelle che non lo sono, e che saranno pertanto attraversate dalla luce.
Una tecnica di questo tipo è quindi sprecata per realizzazioni, come i cuscini per esempio, perché di fatto si perderebbe la caratteristica del doppio dritto. Si preferisce quindi utilizzarla per coperte, copriletti, corpetti e in tempi più recenti per bavette, portaocchiali. Una caratteristica importante è che l’imbottittura le permette di essere isolante e di proteggere dal freddo, in origine i boutis erano utilizzati proprio per ripararsi dal freddo Mistral.

E per un divertente gioco di parole un altro Mistral, ma stavolta un poeta non un vento :-)

ha dedicato a questa antica arte degli splendidi versi paragonando un boutis ad un prato dove la rugiada ha imbiancato i fiori e le foglie.

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Pubblicato il martedì 29 agosto 2000 in: boutis

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