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I blog della guida

Non solo Punto Croce

La Grafica nel Ricamo

A cura di Agnese

Pubblicato il 03/04/2002

Appunti sull’intervento tenuto da Liliana Babbi Cappelletti in occasione della “Giornata Nazionale del Punto Croce”, 16 marzo 2002, promossa dall’Ente Fiera di Vicenza in occasione del Salone del fai da te e del bricolage “Do it yourself” in collaborazione con l’Associazione Arte del Filo di Vicenza.

Un designer, e in particolare un designer del ricamo chi è?
È un progettista, disegnatore di arredi ricamati a mano, definizione molto semplice ma che presuppone una conoscenza dei materiali: tessuti, filati e accessori; e una conoscenza diretta e personale dei punti base del ricamo, è infatti necessario che conosca tecniche e punti per poter disegnare.
Il disegno per il ricamo è un momento importante e significativo, il ricamo è un linguaggio vero e proprio e il disegno che gli è sotteso è la sua scrittura, attraverso il ricamo l’artista esprime se stesso.

Quando l’uomo ha cominciato ad assemblare le pelli per ricoprirsi ha inventato il cucito. In seguito i semplici punti che tenevano insieme le pelli sono diventati ornamenti, e poi figure, forme etc.
Il segno del ricamo distingueva le popolazioni, e si differenziava anche per i materiali utilizzati legati alla disponibilità dei luoghi; i popoli vicino al mare utilizzavano conchiglie, alghe; quelli di montagna ciuffi di peli di animali, piume di uccelli, fili secchi etc.
Questa funzione di distinguere popoli, genti, casati, permane certamente nei tempi, nel Medioevo ad esempio le famiglie nobili facevano ricamare nei loro gonfaloni e stendardi gli stemmi del proprio casato, oppure il ricamo suggeriva l’autorità del singolo, la funzione sociale che questi rivestiva.
La simbologia sottesa al ricamo ha sempre funzionato per testimoniare e indicare una funzione, una autorità.

Cosa intendiamo come ricamo nel passato?
Non di certo il ricamo di oggi che ha una tipologia ben più precisa, in passato era ricamato tutto ciò che con materiali diversi veniva adornato, i materiali potevano essere quindi: peli di animali, pelli di pesce ma persino pelle umana, e non venivano usati solo filati ma anche conchiglie, piume, gemme etc.
In Finlandia, in Lapponia, sono stati ritrovate pelli di pesce ricamate con metalli; in Africa ci sono popolazioni che “ricamano” la propria pelle.
Ancora sempre esempio di come il ricamo distingueva popoli e genti, nel XVI – XVII secolo appaiono i primi costumi regionali, e anche qui il ricamo si differenzia da regione a regione, da nazione a nazione. Queste differenze hanno una notevole importanza per gli studiosi che trattano questi materiali alla stregua dei reperti archeologici, due esempi:
In Oriente, il popolo cinese conosce da più di 3000 anni la tecnica del ricamo con la seta, è stata ritrovata in una tomba una veste ricamata in seta di un dignitario di corte, l’eccezionalità della veste risiede nel fatto che il ricamo raffigura la luna e i pianeti del nostro sistema solare, questo ha permesso agli esperti di capire che il popolo cinese aveva importanti conoscenze astronomiche già 3000 anni fa.
I “mantelli mirabili” della civiltà precolombiana, realizzati con orditi di cotone e trama di piume di uccelli che sono stati interpretati come veri e propri linguaggi, hanno dato importanti informazioni su quella civiltà, sui concetti astratti di quei popoli come ad esempio il concetto di spiritualità.

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