Due anni fa avevo raccontato l’esperienze di due diverse scuole, della mia regione, dove insegnanti animate da una forte passione per il ricamo e merletto vincendo le diffidenze di colleghi, genitori e amministratori, avevano messo in campo progetti volti al recupero di quelle che si dicono (impropriamente) attività femminili.
Nel territorio la tradizione di capi di biancheria per la casa ricamati è viva e attiva ed è legata alla preparazione del corredo. Ma sono poche le realtà strutturate e visibili, molto è lasciato al lavoro sommerso, su tutto domina una generale diffidenza e soprattutto il timore che “insegnare” a ricamare voglia dire “perdere” lavoro e non contribuire ad aumentare la cultura e la domanda di ricami di qualità. In questo contesto è ancora più prezioso, il lavoro di chi vincendo generali diffidenze e invidie, si impegna per insegnare alle giovani generazioni le attività manuali.
Sono quindi tornata nella scuola media “Scotellaro” di Ottaviano e ho scoperto che non solo il progetto “Gioielli di filo” promosso dalla docente Rosanna Ammirati, continua ma che questi laboratori hanno destato l’interesse dell’amministrazione comunale tanto che il progetto ha ottenuto il patrocinio del Comune, per non parlare dell’interesse delle allieve che numerose affollano il corso e, spronate da mamme e nonne, chiedono di apprendere nuovi punti. Il 5 giugno 2007 alle ore 17 nell’ambito delle manifestazioni di fine anno scolastico, le allieve mostreranno i lavori preparati durante le ore di laboratorio.
Agnese









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