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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Sat, 11 Oct 2008 08:39:55 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Il Melanoma</title>
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	<pubDate>Sat, 03 May 2003 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Massimiliano D'Aiuto</dc:creator>
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    <category>generale</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Questo tumore deve il suo nome al fatto che si sviluppa a partire da particolari<br />
cellule della pelle chiamate melanociti,   che si trovano nello strato più<br />
esterno della pelle: l&#8217;epidermide. Tuttavia non esistono soltanto melanomi<br />
cutanei: per esempio la forma di tumore oculare più diffusa è proprio il<br />
melanoma. Se non viene adeguatamente e tempestivamente trattato, il melanoma<br />
cutaneo si rivela mortale in un&#8217;altissima percentuale di casi, a differenza di<br />
altri tumori cutanei, che hanno origine da tipi di cellule diversi come le<br />
basali o le squamose. È una malattia che colpisce prevalentemente gli adulti, e<br />
le popolazioni di pelle chiara, ma occasionalmente può manifestarsi anche in<br />
bambini e adolescenti.</p>
<p><b><br />
riconoscere<br />
il melanoma</b></p>
<p>Il melanoma si presenta come una zona della cute di colore più scuro che,<br />
all&#8217;inizio, non presenta ulcerazioni né procura dolore e, nel tipo più comune<br />
chiamato melanoma a diffusione superficiale, può avere fino a due-tre centimetri<br />
di diametro. Il melanoma nodulare, invece, si sviluppa più in profondità che in<br />
superficie ed è di norma di colore blu scuro. In effetti, però, descrizioni<br />
troppo dettagliate hanno un valore limitato per il pubblico: qualsiasi<br />
cambiamento di colore o forma in un neo o in una verruca, secondo quanto<br />
stabilito già da tempo dall&#8217;American Cancer Society, vanno considerati come<br />
segno di una possibile lesione maligna, da sottoporre all&#8217;attenzione del<br />
dermatologo ed eventualmente a biopsia (prelievo del tessuto) e indagine<br />
istologica, la sola che può escludere o confermare con certezza la presenza del<br />
melanoma in una lesione sospetta. A volte, il tumore si manifesta anche come un<br />
nuovo neo che viene a formarsi in una zona di cute normale. Il melanoma può<br />
presentarsi in qualsiasi punto della pelle, anche se negli uomini compare più<br />
spesso sulla cute di torace, schiena, collo e testa, mentre nelle donne sono<br />
prevalenti i melanomi su braccia e gambe. A uno stadio più avanzato della<br />
malattia possono formarsi altri melanomi cutanei vicini alla lesione primitiva,<br />
denominati &#8220;satelliti&#8221;.</p>
<p>La lesione primitiva può dare luogo a metastasi sia regionali, cioè vicine, sia<br />
lontane. A questi due tipi di metastasi corrispondono due diverse vie di<br />
diffusione. La dispersione delle cellule tumorali lungo i canali linfatici e i<br />
linfonodi più vicini alla sede del tumore danno luogo alle metastasi regionali,<br />
mentre quelle in organi lontani sono dovute anche alla diffusione attraverso i<br />
vasi sanguigni.</p>
<p><b><br />
le<br />
statistiche del melanoma</b></p>
<p>Attualmente quasi tutti gli epidemiologi concordano nel considerare il melanoma<br />
una delle malattie tumorali il cui numero di casi è in aumento. Essenzialmente<br />
il melanoma è una malattia delle popolazioni bianche, e l&#8217;incidenza varia<br />
notevolmente, fino a 100 volte, da paese a paese. In assoluto il maggior numero<br />
di casi si registra in Australia, in particolare nel Queensland, una zona vicina<br />
all&#8217;equatore dove la popolazione è di origine nord-europea. Qui il numero di<br />
nuovi casi ogni anno è pari a 40 per 100.000 abitanti. Tra i bianchi<br />
statunitensi di età compresa tra 35 e 44 anni è il tumore più diffuso, e anche<br />
nelle aree dove l&#8217;incidenza è più bassa (per esempio l&#8217;Europa o il Giappone)<br />
sono stati registrati aumenti rapidi e significativi. Alcuni studi hanno<br />
dimostrato che esiste una differenza tra i sessi per quanto riguarda la<br />
mortalità per melanoma in alcune aree d&#8217;Europa, disparità che vedono sfavoriti<br />
gli uomini, tuttavia non si tratta di un dato squisitamente biologico, in quanto<br />
è emerso che gli uomini sono meno informati sulla malattia e sui diversi mezzi<br />
di prevenzione e diagnosi precoce e tendono a presentarsi più tardi al medico.</p>
<p>In prima approssimazione, si può concludere che negli ultimi 30 anni la<br />
frequenza di questa malattia è raddoppiata ogni dieci anni. Tuttavia non si può<br />
ancora indicare una causa di questo fenomeno e, comunque, una buona parte di<br />
questo incremento è dovuta all&#8217;aumento delle diagnosi precoci, e al fatto che si<br />
fanno con più frequenza screening sulla popolazione. Una conferma viene anche<br />
dalla recente diminuzione del ritmo di crescita che fa pensare che ci si stia<br />
avvicinando alla stabilizzazione del numero di nuovi casi.</p>
 
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	<description>Questo tumore deve il suo nome al fatto che si sviluppa a partire da particolari
cellule della pelle chiamate melanociti,   che si trovano nello strato più
esterno della pelle: l&amp;#8217;epidermide.[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Un  nuovo esame per il tumore della prostata</title>
	<link>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/05/134463.shtml</link>
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	<pubDate>Sat, 03 May 2003 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Massimiliano D'Aiuto</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/05/134463.shtml#comments</comments>
    <category>rassegna_stampa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Lo<br />
studio, che sarà pubblicato sul numero di aprile del Journal of Urology, ha in<br />
particolare dimostrato che grazie all&#8217; uso di un nuovo tracciante, la C-Colina,<br />
la PET e&#8217; stata in grado di identificare la recidiva del tumore della prostata<br />
in 100 pazienti che avevano già subito il trattamento radicale del tumore della<br />
prostata e in cui il valore del marcatore tumorale PSA segnalava un sospetto di<br />
ripresa di malattia. &#8220;Con un solo esame quindi - ha osservato il prof.<br />
Fazio - e&#8217; stato possibile eseguire un tempestivo intervento o di<br />
linfoadenectomia retroperitoneale in caso di linfonodi metastatici o di applicazione<br />
di semi radioattivi in caso di malattia locale o di Radioterapia mirata in caso<br />
di localizzazioni ossee&#8221;. </p>
<p>Il<br />
tumore prostatico e&#8217; uno dei tumori più frequenti nell&#8217; uomo e ha un&#8217;incidenza<br />
del 12%. E&#8217; raro nei soggetti con meno di 40 anni e aumenta progressivamente<br />
con l&#8217;età. &#8220;Il monitoraggio per individuare e localizzare precocemente l&#8217;eventuale<br />
ripresa di malattia nel paziente trattato per tumore prostatico - ha aggiunto<br />
Fazio - prevede il dosaggio di un marcatore tumorale, l&#8217;antigene prostatico<br />
specifico o PSA. Tale marcatore non permette però di identificare la sede di<br />
ripresa di malattia ed e&#8217; quindi necessario sottoporre il paziente ad una serie<br />
di indagini diagnostiche, quali l&#8217;ecografia transrettale con agobiopsia della<br />
anastomosi vescica-uretrale, la Risonanza Magnetica (RM) con gadolinio, la<br />
Tomografia Computerizzata (TC) e la scintigrafia ossea&#8221;. Infatti, nessuno<br />
di questi esami è singolarmente esaustivo e il paziente, fino a oggi, era<br />
costretto a sottoporsi a diversi esami e spesso a dover aspettare a lungo prima<br />
di poter completare il suo inquadramento diagnostico. Fazio ha spiegato che la<br />
PET e&#8217; una tecnica di imaging che si sta imponendo in ambito diagnostico come<br />
metodica di riferimento per valutare i tumori solidi. &#8220;Questa metodica -<br />
ha detto - consente di ottenere, in maniera non invasiva, informazioni<br />
metaboliche di tutto il corpo mediante l&#8217;impiego di traccianti radioattivi<br />
analoghi ai substrati naturali dei principali processi metabolici della<br />
cellula. Poiché però i tumori presentano caratteristiche metaboliche<br />
differenti, e&#8217; necessario utilizzare diversi traccianti per identificare i<br />
diversi tipi di tumore: nel caso particolare del tumore della prostata si è<br />
infatti osservato che il tracciante comunemente utilizzato nei tumori ([18F]FDG)<br />
non presenta caratteristiche ottimali e si è reso pertanto necessario lo<br />
sviluppo di traccianti alternativi&#8221;. In particolare, la PET quindi, grazie<br />
all&#8217;uso del nuovo tracciante C-Colina, si e&#8217; dimostrata efficace per l&#8217;<br />
identificazione del tumore alla prostata, riducendo la necessità di molteplici<br />
esami e dei lunghi tempi di attesa. (ANSA 07 Aprile 2003).</p>
 
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particolare dimostrato che grazie all&amp;#8217; uso di un nuovo tracciante, la C-Colina,
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	</item>
    
	<item>
	<title>Tumori, l’aiuto della mente</title>
	<link>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/05/134464.shtml</link>
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	<pubDate>Sat, 03 May 2003 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Massimiliano D'Aiuto</dc:creator>
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    <category>rassegna_stampa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Sul<br />
numero di gennaio di “Archives of General Psychiatry”, uno studio , firmato da<br />
Fawzy I. Fawzy, psichiatra dell’Università di Los Angeles, spezza una lancia a<br />
favore del sostegno psicoterapeutico a malati di tumore. Ma per capire la<br />
portata della storia occorre andare indietro di dieci anni.</p>
<p>Nel<br />
1993, il gruppo di ricerca guidato da F.I. Fawzy, pubblicò su “Archives of<br />
General Psychiatry” i risultati di uno studio che aveva riguardato 68 persone<br />
operate di melanoma maligno. Dopo l’intervento, queste persone furono divise in<br />
due gruppi da 34 unità: un solo gruppo partecipò a regolari incontri collettivi<br />
gestiti da Fawzy e collaboratori. Una volta a settimana, per circa un’ora e<br />
mezzo, gli operatori fornivano informazioni scientifiche sul melanoma, ma anche<br />
sulla nutrizione, sull’attività fisica, sui fattori di rischio; al tempo stesso<br />
organizzavano sessioni di gestione pratica dello stress tramite tecniche di<br />
rilassamento e indicazioni di psicoterapia cognitiva. Il sostegno durò solo 6<br />
settimane, ma furono giorni importanti. Dopo cinque anni, infatti, i medici<br />
verificarono una divergenza significativa tra il gruppo che aveva ricevuto un<br />
sostegno psicologico e quello che era stato solo operato. Le recidive e i<br />
decessi nel gruppo che aveva avuto il sostegno psicologico, erano,<br />
rispettivamente, 7 e 3, contro 13 e 10 nel gruppo senza sostegno.</p>
<p>Adesso<br />
Fawzy, ci ragguaglia sul seguito della storia. A dieci anni di distanza, le<br />
differenze tra i due gruppi si sono assottigliate, ma il rischio di morte per<br />
chi partecipò al gruppo di sostegno è ancora tre volte inferiore all’altro. Con<br />
questi dati, la bilancia pro o contro l’uso della psiche nella lotta contro il<br />
cancro, pende lievemente verso i favorevoli. Ad oggi sono dieci gli studi<br />
controllati utilizzabili per rispondere alla domanda: può la psicoterapia e il<br />
sostegno psicosociale aumentare la sopravvivenza dei malati di tumore? Cinque<br />
favorevoli e cinque contrari. Con l’ultimo lavoro, passiamo sei a cinque , ma è<br />
evidente che la situazione è insoddisfacente anche per quei ricercatori che da<br />
oltre un ventennio provano a dimostrare l’efficacia del sostegno psicosociale.</p>
<p>Uno<br />
di questi, David Spiegel, psichiatra della Stanford University, leader<br />
internazionale della psicoterapia di gruppo in aggiunta al trattamento standard<br />
del cancro, in una recente rassegna pubblicata da Nature Rewiews Cancer, prova<br />
a individuare le linee guida dell’intervento. Innanzi tutto è importante il<br />
gruppo, che fa da costruttore di solidarietà, da luogo sicuro dove esprimere le<br />
proprie emozioni, ridurre l’ansia e ricevere un aiuto, sia dagli operatori sia<br />
dagli altri membri. In secondo luogo, il gruppo deve essere omogeneo e cioè<br />
composto da persone con la stessa malattia, allo stesso stadio di evoluzione.<br />
Alcuni studi che hanno dato esito negativo, infatti, hanno messo insieme<br />
persone con problemi molto diversi tra loro. Inoltre è fondamentale abbinare la<br />
percezione esatta della malattia, tramite una soddisfacente e corretta<br />
informazione scientifica, all’apprendimento di tecniche di gestione dello<br />
stress.</p>
<p>Spiegel<br />
e collaboratori insegnano ai pazienti tecniche di autoipnosi e rilassamento,<br />
che consentono una riduzione dello stress; la qual cosa permette anche una<br />
maggiore disponibilità a cambiare abitudini che possono influire sull’andamento<br />
della malattia, come il sonno, l’alimentazione e l’attività fisica.</p>
 
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	<description>Sul
numero di gennaio di “Archives of General Psychiatry”, uno studio , firmato da
Fawzy I. Fawzy, psichiatra dell’Università di Los Angeles, spezza una lancia a
favore del sostegno[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Oncologia: l&#039;eccellenza non è di casa. Soprattutto al Sud</title>
	<link>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/134237.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/134237.shtml</guid>
	<pubDate>Wed, 30 Apr 2003 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Massimiliano D'Aiuto</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/134237.shtml#comments</comments>
    <category>rassegna_stampa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Non veleggia in buone acque,<br />
l&#8217;oncologia italiana. Alle prese con un dualismo evidentissimo - che spiega<br />
perché al Nord ci si ammali più di cancro ma si muoia meno che al Sud - e con<br />
carenze d&#8217;ogni tipo: organizzative, strutturali, tecnologiche. L&#8217;allarme arriva<br />
dal primo censimento delle strutture operative sul territorio. Un &#8220;Libro bianco<br />
dell&#8217;oncologia&#8221;, realizzato dall&#8217;Associazione italiana degli oncologi medici (Aiom),<br />
col contributo di Novartis, e presentato a Roma.</p>
<p>Sui 280 centri censiti, soltanto<br />
nove su cento possono dirsi di eccellenza per le attrezzature di cui dispongono.<br />
Il 30% neppure possiede tutte quelle ritenute basilari per garantire un buon<br />
servizio: un ecografo, un apparecchio per la mammografia, macchinari per<br />
indagini radiologiche ed endoscopiche, un laboratorio per analisi<br />
chimico-cliniche e istologiche-istochimiche. Migliora, fortunatamente, la<br />
situazione sul fronte delle cure palliative e delle strutture di radioterapia:<br />
121 i servizi anti-dolore, 130 quelli di radioterapia. </p>
<p>Dolente il tasto dei posti letto<br />
per ricoveri: per ogni 100mila abitanti, sono solo 2,5 al Sud, contro i 5 del<br />
Centro-Nord. A sfavore del Meridione, anche la disponibilità di letti in day<br />
hospital: in media sono 8 al Nord e al Centro e 6,5 nelle Isole. Quanto al<br />
personale impiegato, il 72,6% dei medici &#8220;strutturati&#8221; dei centri è specialista<br />
in oncologia, ma solamente il 57,9% delle strutture è diretta da un dirigente di<br />
II livello (i vecchi primari). Accanto a loro, opera un vero esercito di camici<br />
&#8220;precari&#8221;, tra specializzandi, dottorandi e borsisti. Che, spesso, data la<br />
carenza di personale amministrativo, sono costretti a sbrigare attività non<br />
propriamente mediche.</p>
<p>Nonostante le difficoltà<br />
oggettive, comunque, il tasso di guarigione dei malati di tumore è migliorato<br />
del 6% negli ultimi dieci anni. Segno che l&#8217;assistenza, complice il sostegno dei<br />
volontari e la buona volontà degli operatori, riesce ad assestarsi su buoni<br />
livelli. </p>
<p>&#8220;Col Libro bianco - spiega<br />
Francesco Cognetti, presidente dell&#8217;Aiom - abbiamo voluto fornire alle<br />
istituzioni un progetto su cui lavorare per mettere a punto strutture<br />
all&#8217;avanguardia e in linea con gli standard europei. Il quadro che emerge è poco<br />
rassicurante, ma il censimento non vuole essere un atto d&#8217;accusa, quanto una<br />
critica costruttiva. Occorre valorizzare i servizi più efficienti&#8221;. Come il day<br />
hospital, &#8220;il miglior approccio per i malati&#8221;. Che, invece, denuncia Francesco<br />
Di Costanzo, segretario nazionale dell&#8217;Aiom, &#8220;non è conveniente per le aziende<br />
sanitarie che, a fronte di una spesa di oltre 1.000 euro al giorno per la<br />
somministrazione di un trattamento chemioterapico, ottengono un risarcimento di<br />
circa 400 euro&#8221;. &#8220;E&#8217; necessario - aggiunge Di Costanzo - che i rimborsi si<br />
adeguino alle spese, altrimenti molte strutture continueranno a preferire il<br />
ricovero ordinario&#8221;.</p>
<p>La ricetta del Governo per la<br />
lotta ai tumori punta anche alla riduzione delle degenze improprie. A<br />
ricordarlo, il sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi, intervenuto alla<br />
presentazione del Libro bianco. Quattro gli elementi chiave: più prevenzione,<br />
più territorio, razionalizzazione della rete ospedaliera, sprint ai centri<br />
d&#8217;eccellenza. &#8220;E&#8217; una battaglia di civiltà&#8221;, sostiene Cursi. &#8220;Siamo determinati<br />
- afferma - nell&#8217;obiettivo di arrivare a definire standard e protocolli uniformi<br />
a livello nazionale. Il Ssn va difeso&#8221;.</p>
<p>Manuela Perrone</p>
 
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	<description>Non veleggia in buone acque,
l&amp;#8217;oncologia italiana. Alle prese con un dualismo evidentissimo - che spiega
perché al Nord ci si ammali più di cancro ma si muoia meno che al Sud - e con
carenze[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Oncologia XagenaSearch , motore di ricerca</title>
	<link>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/134160.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 29 Apr 2003 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Massimiliano D'Aiuto</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/134160.shtml#comments</comments>
    <category>rassegna_stampa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla suddivisione delle news per anno , XagenaSearch<br />
fornisce i risultati desiderati in modo aggiornato e rapido , &#8220;target-oriented&#8221;.</p>
<p>XagenaSearch fornisce informazioni selezionate in Medicina.</p>
<p>Per utilizzare al meglio XagenaSearch è sufficiente tenere<br />
presente due semplici regole:</p>
<p>A ) Ricerca di parole concatenate:</p>
<p>inframezzare le parole con AND (esempio: carcinoma<br />
colo-rettale >>>>>> carcinoma AND colo-rettale)</p>
<p>B) Ricerca di frasi:</p>
<p>rinchiudere la frase tra virgolette (esempio: trattamento<br />
del carcinoma mammario >>>>>> &#8220;trattamento del carcinoma mammario&#8221;)</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20030429020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20030429020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20030429020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20030429020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Foncologia%2Finterventi%2F2003%2F04%2F134160.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
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XagenaSearch fornisce informazioni[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Cancro del seno, la rete aiuta</title>
	<link>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/133970.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 25 Apr 2003 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Massimiliano D'Aiuto</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/133970.shtml#comments</comments>
    <category>rassegna_stampa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>I gruppi di autoaiuto su<br />
internet sono una soluzione valida per le donne con cancro del seno che hanno<br />
difficoltà a incontrarsi di persona, per esempio perché vivono in aree isolate.<br />
Lo mostra uno studio dell&#8217;Università della California a San Francisco in cui,<br />
per quattro mesi, 32 donne si sono incontrate in rete per un&#8217;ora e mezzo ogni<br />
settimana. Il tasso d&#8217;abbandono è stato pari a quello dei gruppi ordinari,<br />
intorno al 20 per cento. &#8220;Sono pazienti che lamentano meno dolore ma si mostrano<br />
meno in grado di controllare l&#8217;ansia: forse hanno meno bisogno di sostegno, o<br />
forse sopprimono più delle altre i pensieri sgradevoli e non riescono a<br />
comunicarli&#8221; ipotizzano gli studiosi. Per le donne rimaste, i benefici in<br />
termini di depressione, sopportazione del dolore e interesse per la vita sono<br />
stati analoghi a quelli che di solito si ricavano dai gruppi d&#8217;autoaiuto<br />
ordinari. &#8220;I due terzi ha dichiarato utili gli incontri e molte hanno stabilito<br />
tra loro relazioni profonde, che sono durate ben oltre la cessazione degli<br />
incontri di gruppo&#8221; osservano i ricercatori californiani. &#8220;L&#8217;intervento via<br />
internet sembra senz&#8217;altro valido per chi vive in zone rurali, ma ha anche il<br />
vantaggio di costare molto meno. Ora abbiamo in corso studi in cui lo<br />
confrontiamo direttamente con gli incontri di persona, per chi soffre sia di<br />
cancro sia di altre malattie&#8221;.</p>
<p>fonte: Cancer 2003; 97: 920-925</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20030425020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20030425020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20030425020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20030425020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Foncologia%2Finterventi%2F2003%2F04%2F133970.shtml"/></p>
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	<description>I gruppi di autoaiuto su
internet sono una soluzione valida per le donne con cancro del seno che hanno
difficoltà a incontrarsi di persona, per esempio perché vivono in aree isolate.
Lo mostra uno[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>5th EUROPEAN CONGRESS ON CHEMOTHERAPY</title>
	<link>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/133971.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 25 Apr 2003 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Massimiliano D'Aiuto</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/133971.shtml#comments</comments>
    <category>gli_eventi_del_mese_congressi_conferenze</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><b>Segreteria Organizzativa: Lisciotto Viaggi s.n.c.</b></p>
<p><b>International Travel Service - Ufficio Congressi</b></p>
<p><b>Via Garibaldi n. 106/A, 98122 Messina</b></p>
<p><b>Tel: 090711109 - 090771527 - Fax:<br />
090711109</b></p>
<p><b>Email:<br />
<a href="mailto:meetings@lisciotto.it" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
meetings@lisciotto.it</a></b></p>
<p>Programma</p>
<p><b>11 Maggio 2003 - Messina</b></p>
<p>Pomeriggio </p>
<p>Presentazione della Conferenza </p>
<p>Saluto delle autorità </p>
<p>Letture magistrali </p>
<p>Cocktail di benvenuto </p>
<p><b>12 Maggio 2003 - Palazzo dei Congressi, Taormina</b></p>
<p>Mattino </p>
<p>Tavola Rotonda:</p>
<p>La neoplasia mammaria &#8220;early stage&#8221; </p>
<p>Simposio:</p>
<p>I tumori cerebrali : attualità e futuro </p>
<p>Tavola Rotonda:</p>
<p>Neoplasie del colon-retto: quali recenti acquisizioni </p>
<p>Pomeriggio </p>
<p>Simposio:</p>
<p>Nuovi farmaci nell&#8217;integrazione terapeutica </p>
<p>Lettura:</p>
<p>Terapie integrate e paziente anziano </p>
<p><b>13 Maggio 2003 - Palazzo dei Congressi , Taormina</b></p>
<p>Mattino </p>
<p>Tavola Rotonda:</p>
<p>Tumori della testa e collo: limitazioni attuali e<br />
potenzialità future </p>
<p>Simposio: </p>
<p>Terapie di supporto: ruolo essenziale o marginale nel<br />
trattamento multidisciplinare </p>
<p>Tavola Rotonda:</p>
<p>Neoplasia dell&#8217;ovaio: ottimizzazione delle risorse<br />
terapeutiche </p>
<p>Pomeriggio </p>
<p>Simposio:</p>
<p>Tumori polmonari NSC: luci ed ombre </p>
<p>Dibattito:</p>
<p>Rapporto medico paziente e nuove tecnologie di<br />
comunicazione </p>
<p><b>14 Maggio 2003 - Palazzo dei Congressi , Taormina</b></p>
<p>Mattino </p>
<p>Tavola Rotonda:</p>
<p>Carcinoma della vescica: multidisciplinarietà ed evidenza<br />
clinica </p>
<p>Simposio:</p>
<p>La terapia orale: promesse ed evidenze nella integrazione<br />
terapeutica </p>
<p>Tavola Rotonda: </p>
<p>Carcinoma della prostata: nuove modalità di trattamento </p>
<p>13.30 Chiusura della Conferenza </p>
<p><b>Informazioni Generali</b></p>
<p>Presidenti </p>
<p>Vincenzo Adamo - Francesco Cognetti </p>
<p>Comitato Scientifico </p>
<p>Sandro Barni (Coordinatore) - Sabino De Placido </p>
<p>Lisa Licitra - Luigi Manzione </p>
<p>Nicola Mozzillo - Roberto Orecchia </p>
<p>Giovanni Scambia - Salvatore Venuta </p>
<p>Comitato Organizzatore</p>
<p>Biagio Agostara </p>
<p>Giuseppe Altavilla</p>
<p>Costantino De Renzis </p>
<p>Francesco Ferrau&#8217;</p>
<p>Claudia Garipoli </p>
<p>Carmelo Iacono </p>
<p>Francesco La Torre </p>
<p>Paolo Melita </p>
<p><b>Segreteria Scientifica </b></p>
<p>Angela Spena</p>
<p>Aiom, Associazione Italiana di Oncologia Medica</p>
<p>Via E. Noè, 23 - 20133 Milano </p>
<p>Tel: 0270630279 Fax: 022360018</p>
<p>Email: aiom.mi@tiscalinet.it</p>
<p>Web: http://www.aiom.it</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20030425020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20030425020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20030425020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20030425020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Foncologia%2Finterventi%2F2003%2F04%2F133971.shtml"/></p>
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	<description>Segreteria Organizzativa: Lisciotto Viaggi s.n.c.
International Travel Service - Ufficio Congressi
Via Garibaldi n. 106/A, 98122 Messina
Tel: 090711109 - 090771527 -[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>VII Conferenza Nazionale AIOM</title>
	<link>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/133972.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 25 Apr 2003 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Massimiliano D'Aiuto</dc:creator>
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    <category>gli_eventi_del_mese_congressi_conferenze</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Segreteria Organizzativa: Lisciotto Viaggi s.n.c.</p>
<p>International Travel Service - Ufficio Congressi</p>
<p>Via Garibaldi n. 106/A, 98122 Messina</p>
<p>Tel: 090711109 - 090771527 - Fax:<br />
090711109</p>
<p>Email:<br />
<a href="mailto:meetings@lisciotto.it" style="color: blue; text-decoration: underline; text-underline: single"><br />
meetings@lisciotto.it</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20030425020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20030425020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20030425020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20030425020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Foncologia%2Finterventi%2F2003%2F04%2F133972.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Segreteria Organizzativa: Lisciotto Viaggi s.n.c.
International Travel Service - Ufficio Congressi
Via Garibaldi n. 106/A, 98122 Messina
Tel: 090711109 - 090771527 -[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Cancro al seno, scoperto un “interruttore genetico&quot;</title>
	<link>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/133911.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/133911.shtml</guid>
	<pubDate>Thu, 24 Apr 2003 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Massimiliano D'Aiuto</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/133911.shtml#comments</comments>
    <category>rassegna_stampa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nuova pagina 1</p>
<p>L’interruttore, scoperto dai ricercatori del George Washington University<br />
Medical Center, si chiama BPI, ed è risultato presente in circa l’80 per cento<br />
dei tumori presi in considerazione nel corso dello studio. «Si tratta di un<br />
grosso passo in avanti - ha spiegato la dottoressa Patricia Berg, autrice dello<br />
studio che la prossima settimana sarà pubblicato dalla rivista Breast Cancer<br />
Research - dobbiamo compiere ulteriori ricerche, ci vorrà del tempo, ma siamo<br />
sulla strada giusta». L’equipe della George Washington University sta già<br />
mettendo a punto un test specifico del sangue che può portare all’individuazione<br />
preventiva del gene. </p>
<p>Il BPI, hanno precisato gli studiosi americani, era stato scoperto inizialmente<br />
quale agente cancerogeno in numerosi pazienti affetti da leucemia. La ricerca in<br />
questo campo della dottoressa Berg aveva suggerito l’ipotesi che il gene, una<br />
volta attivato, interferisse con i normali meccanismi di riproduzione cellulare<br />
consentendo alle cellule cancerose di sopravvivere.L’equipe della George<br />
Washington University ha ampliato le indagini al cancro al seno per vedere se il<br />
BPI era presente anche in questo caso. La dottoressa Berg ha esaminato i tessuti<br />
tumorali di 46 pazienti affette da neoplasie al seno. Il BPI è stato trovato<br />
attivo nel cento per cento dei tumori più difficili da curare, perché non<br />
sensibili all’azione degli estrogeni; la sua presenza nei tumori sensibili agli<br />
estrogeni è risultata pari al 75 per cento. </p>
<p>I ricercatori Usa hanno per altro rilevato un inspiegabile fenomeno. Il gene<br />
risulta molto più attivo nei tumori che colpiscono le donne di colore di quanto<br />
non sia nelle donne bianche. Una anomalia di difficile interpretazione che<br />
richiederà lo studio del gene in un campione di persone molto più ampio. </p>
<p>La comunità scientifica Usa ha accolto con moderato ottimismo la scoperta<br />
dell’interruttore genetico nel cancro al seno: «E’ una pista molto interessante,<br />
ma è troppo presto per cantare vittoria - ha detto il dottor Herman Kattlove<br />
dell’American Cancer Society - bisogna capire esattamente qual è il ruolo del<br />
BPI nella genesi dei tumori in generale».</p>
<p>STEFANO TRINCIA</p>
<p>Il Messaggero 23 aprlile 2003</p>
<p>&#nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20030424020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20030424020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20030424020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20030424020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Foncologia%2Finterventi%2F2003%2F04%2F133911.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Nuova pagina 1
L’interruttore, scoperto dai ricercatori del George Washington University
Medical Center, si chiama BPI, ed è risultato presente in circa l’80 per cento
dei tumori presi in[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>&quot;Fatigue&quot;, problema del malato spesso trascurato dal medico.</title>
	<link>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/133912.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/133912.shtml</guid>
	<pubDate>Thu, 24 Apr 2003 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Massimiliano D'Aiuto</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/oncologia/interventi/2003/04/133912.shtml#comments</comments>
    <category>rassegna_stampa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Offrire ai pazienti oncologici una buona qualità della vita<br />
è una sfida ancora da vincere. Lo dimostra uno studio presentato a Milano da<br />
Elio Borgonovi, direttore del CERGAS - Bocconi e svolto su iniziativa di Ortho<br />
Biotech Italia. &#8220;Il 90,3% degli oltre 600 malati di tumore intervistati dichiara<br />
di soffrire di &#8220;fatigue&#8221; (mancanza di forze  e di energia, causata da diversi<br />
fattori, tra i quali i disordini del metabolismo, l&#8217;immobilità forzata, l&#8217;anemia<br />
conseguente alle terapie antitumorali), quale disturbo più frequente e<br />
invalidante, ma solo il 38,8% affronta il problema con il medico. Allo stesso<br />
modo l&#8217;85% dei pazienti ammette di soffrire di depressione, ma solo il 19,2<br />
chiede aiuto. Se il paziente oncologico percepisse la qualità della vita come un<br />
suo diritto primario, tanto quanto la soluzione della malattia, riferirebbe<br />
sempre al medico i sintomi connessi al tumore e alla chemioterapia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;indagine del CERGAS - Bocconi, la prima di questo genere<br />
in Italia, è stata condotta tra febbraio e giugno del 2002, in più di 100 centri<br />
oncologici italiani, coinvolgendo 694 pazienti affetti da patologie tumorali (al<br />
seno, al colon-retto, alle ovaie o al polmone). &#8220;Abbiamo chiesto ai malati di<br />
cancro&#8221;, spiega Bruno Azzolini, direttore generale di Ortho Biotech, &#8220;con quale<br />
frequenza e con quali modalità comunicano i disturbi più pesanti.<br />
Contemporaneamente abbiamo domandato agli oncologi che percezione avevano di<br />
questi disagi e quali rimedi suggerivano&#8221;. Secondo lo studio, dopo la &#8220;fatigue&#8221;,<br />
le patologie che più deteriorano la qualità di vita del malato sono: la nausea,<br />
la depressione, il dolore e l&#8217;isolamento sociale. &#8220;Il dato più significativo&#8221;,<br />
spiega Elio borgonovi, &#8220;è che la patologia collaterale al tumore più spesso<br />
vissuta dai pazienti, la &#8220;fatigue&#8221;, è quella riferita con maggiore difficoltà -<br />
solo il 50% dei pazienti che accusa questi sintomi ne parla al medico - e<br />
contemporaneamente è la meno percepita dall&#8217;oncologo. Il paziente vive una<br />
&#8220;rassegnazione comunicativa&#8221; e, specularmente, i medici non si pongono<br />
nell&#8217;ottica di indagare e rispondere a questo disagio.</p>
<p>E&#8217; vero che la &#8220;fatigue&#8221; è  difficile sia da diagnosticare<br />
sia da curare, ma mentre nella depressione può verificarsi nell&#8217;oncologo<br />
un&#8217;incertezza circa la propria idoneità a trattare il sintomo, nel caso della &#8220;fatigue&#8221;<br />
l&#8217;idoneità e la responsabilità del medico nella risposta terapeutica sono<br />
complete. Per il futuro&#8221;, conclude il direttore del CERGAS, &#8220;è importante che si<br />
tragga una lezione dai risultati di questa ricerca: le analisi, le proposte e le<br />
politiche in tema di sanità dovranno tener conto non solo dei costi/benefici, ma<br />
dei costi/qualità, intesa come qualità della vita del paziente. Solo con<br />
l&#8217;impegno di tutti i soggetti coinvolti - familiari, associazioni dei pazienti,<br />
infermieri e oncologi - la &#8220;fatigue&#8221; può essere diagnosticata e curata, e non<br />
essere più considerata una patologia ineluttabilmente correlata al cancro&#8221;.</p>
<p>di Silvia Baglioni  </p>
<p>da La Repubblica Salute</p>
 
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	<description>Offrire ai pazienti oncologici una buona qualità della vita
è una sfida ancora da vincere. Lo dimostra uno studio presentato a Milano da
Elio Borgonovi, direttore del CERGAS - Bocconi e svolto su[...]</description>
	
	</item>
    

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