A cura di Massimiliano D'Aiuto
Pubblicato il 03/05/2003
Il melanoma, chiamato anche melanoma cutaneo o melanoma maligno, è soltanto uno dei tumori che colpiscono la pelle, ma è decisamente il più aggressivo e pericoloso.
Questo tumore deve il suo nome al fatto che si sviluppa a partire da particolari cellule della pelle chiamate melanociti, che si trovano nello strato più esterno della pelle: l'epidermide. Tuttavia non esistono soltanto melanomi cutanei: per esempio la forma di tumore oculare più diffusa è proprio il melanoma. Se non viene adeguatamente e tempestivamente trattato, il melanoma cutaneo si rivela mortale in un'altissima percentuale di casi, a differenza di altri tumori cutanei, che hanno origine da tipi di cellule diversi come le basali o le squamose. È una malattia che colpisce prevalentemente gli adulti, e le popolazioni di pelle chiara, ma occasionalmente può manifestarsi anche in bambini e adolescenti.
riconoscere il melanoma
Il melanoma si presenta come una zona della cute di colore più scuro che, all'inizio, non presenta ulcerazioni né procura dolore e, nel tipo più comune chiamato melanoma a diffusione superficiale, può avere fino a due-tre centimetri di diametro. Il melanoma nodulare, invece, si sviluppa più in profondità che in superficie ed è di norma di colore blu scuro. In effetti, però, descrizioni troppo dettagliate hanno un valore limitato per il pubblico: qualsiasi cambiamento di colore o forma in un neo o in una verruca, secondo quanto stabilito già da tempo dall'American Cancer Society, vanno considerati come segno di una possibile lesione maligna, da sottoporre all'attenzione del dermatologo ed eventualmente a biopsia (prelievo del tessuto) e indagine istologica, la sola che può escludere o confermare con certezza la presenza del melanoma in una lesione sospetta. A volte, il tumore si manifesta anche come un nuovo neo che viene a formarsi in una zona di cute normale. Il melanoma può presentarsi in qualsiasi punto della pelle, anche se negli uomini compare più spesso sulla cute di torace, schiena, collo e testa, mentre nelle donne sono prevalenti i melanomi su braccia e gambe. A uno stadio più avanzato della malattia possono formarsi altri melanomi cutanei vicini alla lesione primitiva, denominati "satelliti".
La lesione primitiva può dare luogo a metastasi sia regionali, cioè vicine, sia lontane. A questi due tipi di metastasi corrispondono due diverse vie di diffusione. La dispersione delle cellule tumorali lungo i canali linfatici e i linfonodi più vicini alla sede del tumore danno luogo alle metastasi regionali, mentre quelle in organi lontani sono dovute anche alla diffusione attraverso i vasi sanguigni.
le statistiche del melanoma
Attualmente quasi tutti gli epidemiologi concordano nel considerare il melanoma una delle malattie tumorali il cui numero di casi è in aumento. Essenzialmente il melanoma è una malattia delle popolazioni bianche, e l'incidenza varia notevolmente, fino a 100 volte, da paese a paese. In assoluto il maggior numero di casi si registra in Australia, in particolare nel Queensland, una zona vicina all'equatore dove la popolazione è di origine nord-europea. Qui il numero di nuovi casi ogni anno è pari a 40 per 100.000 abitanti. Tra i bianchi statunitensi di età compresa tra 35 e 44 anni è il tumore più diffuso, e anche nelle aree dove l'incidenza è più bassa (per esempio l'Europa o il Giappone) sono stati registrati aumenti rapidi e significativi. Alcuni studi hanno dimostrato che esiste una differenza tra i sessi per quanto riguarda la mortalità per melanoma in alcune aree d'Europa, disparità che vedono sfavoriti gli uomini, tuttavia non si tratta di un dato squisitamente biologico, in quanto è emerso che gli uomini sono meno informati sulla malattia e sui diversi mezzi di prevenzione e diagnosi precoce e tendono a presentarsi più tardi al medico.
In prima approssimazione, si può concludere che negli ultimi 30 anni la frequenza di questa malattia è raddoppiata ogni dieci anni. Tuttavia non si può ancora indicare una causa di questo fenomeno e, comunque, una buona parte di questo incremento è dovuta all'aumento delle diagnosi precoci, e al fatto che si fanno con più frequenza screening sulla popolazione. Una conferma viene anche dalla recente diminuzione del ritmo di crescita che fa pensare che ci si stia avvicinando alla stabilizzazione del numero di nuovi casi.