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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Sun, 12 Oct 2008 21:36:37 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>2005: un anno di grandi definizioni</title>
	<link>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199843.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199843.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 27 Feb 2005 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Frankie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199843.shtml#comments</comments>
    <category>iniziative</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>In questo intervento vengono presentate due iniziative molto importanti per<br />
il mondo dell&#8217;informatica:<br />
<strong>Linux Standard Base</strong> e<br />
<strong>libri bianchi sulla sicurezza</strong>.</p>
<p>Il <a href="http://www.freestandards.org/"><strong>Free Standard Group</strong></a><br />
(<strong>FSG</strong>)<br />
è il gruppo di lavoro che si occupa della<br />
standardizzazione di Linux, sia sul fronte desktop, sia sul fronte server.</p>
<p>Il gruppo di lavoro sta cercando di definire le linee guida chiamate<br />
<strong>Linux Standards Base</strong> (<strong>LSB</strong>), punto di<br />
partenza dal quale costruire il futuro Linux.</p>
<p>Il FSG ha deciso di affrontare questo impegno suddividendo il problema in<br />
moduli così da parallalizzare i lavori di standardizzazione e ridurre<br />
i tempi di sviluppo.</p>
<p>Un modulo è da considerarsi come una sorta di mattoncino: associando<br />
più moduli si possono ottenere diversi livelli di standardizzazione e<br />
più <em>prodotti Linux</em> (ad esempio un<br />
<strong>Linux server</strong> che risponde<br />
esattamente agli standard LSB oppure un<br />
<strong>Linux desktop</strong> che risponde agli stessi standard).</p>
<p>Sul fronte italiano, invece, sono stati sviluppati i<br />
<strong>tre libri bianchi sulle linee guida in termini di sicurezza delle<br />
reti</strong>. Si tratta di un lavoro iniziato otto mesi fa che<br />
terminerà tra circa trenta giorni con la pubblicazione dei tre libri<br />
bianchi sul sito del<br />
<a href="http://www.innovazione.gov.it"><strong>Ministero dell&#8217;Innovazione</strong></a>.</p>
<p>I libri saranno disponibili gratuitamente e conterranno le linee guida<br />
italiane per lo sviluppo di reti sicure, sia per piccole, sia per grandi<br />
organizzazioni.</p>
<p>I libri bianchi saranno delle pietre miliari nel panorama della sicurezza<br />
fornendo un&#8217;indicazione univoca, precisa ed estesa a tutto il suolo<br />
nazionale, dei principali concetti di sicurezza.</p>
<p>In particolare, i tre libri tratteranno l&#8217;argomento sicurezza con un<br />
progressivo approfondimento.</p>
<p>Il primo volume sarà orientato ai responsabili ICT di tutte le<br />
organizzazioni e consentirà l&#8217;autodiagnostica del proprio grado di<br />
rischio e di definire le misure critiche da intraprendere.</p>
<p>Il secondo volume sarà invece diretto ad un&#8217;approfondita analisi<br />
delle migliori pratiche per quanto riguarda le infrastrutture critiche<br />
nazionali. </p>
<p>Il terzo volume sarà orientato alla valutazione della qualità<br />
dei servizi di comunicazione.</p>
<p>Si prospetta un anno estremamente interessante grazie ad iniziative molto<br />
sentite e, come nel caso della sicurezza, di iniziative trasversali a tutte<br />
le discipline e gli aspetti dell&#8217;informatica.</p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>In questo intervento vengono presentate due iniziative molto importanti per
il mondo dell&amp;#8217;informatica:
Linux Standard Base e
libri bianchi sulla sicurezza.
Il Free Standard Group
(FSG)
è il[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Proteggersi e proteggere: protezione dei propri dati</title>
	<link>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199149.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199149.shtml</guid>
	<pubDate>Tue, 22 Feb 2005 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Frankie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199149.shtml#comments</comments>
    <category>sicurezza</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo viene discusso il problema del backup dei dati personali<br />
della propria macchina e vengono presentati tool di backup adatti a tutte<br />
le specifiche.</p>
<p>Per prima cosa prendiamo in esame il problema del salvataggio dei<br />
dati. Supponiamo, per semplicità di trattazione, che il sistema<br />
utilizzato sia un sistema Linux (<em>ad esempio Fedora Core 3</em>) e che il<br />
partizionamento sia standard.</p>
<p>Il caso più semplice prevede il salvataggio dell&#8217;intera partizione<br />
dei dati utente (solitamente /home) ed è certamente il<br />
metodo migliore per salvare tutto senza dimenticare nulla.</p>
<p>L&#8217;aspetto negativo di questa scelta è legato all&#8217;enorme<br />
quantità di dati salvati di volta in volta; se il salvataggio viene<br />
eseguito giornalmente, in questa condizione vi possono essere degli enormi<br />
problemi di spazio (ed un enorme proliferare di cdrom!).</p>
<p>Un comportamento più razionale potrebbe essere il seguente:</p>
<p>salvataggio di tutti i dati utente (una volta la settimana);<br />
salvataggio incrementale giornaliero.</p>
<p>Una politica di salvataggio di questo tipo è facilmente<br />
implementabile in Linux sia sfruttando degli script<br />
<strong>bash</strong> ad hoc sia attraverso dei semplici tool.</p>
<p>Nell&#8217;implementare uno script ad hoc si deve tener presente che in ciascuna<br />
partizione vi sono dei file e delle cartelle nascoste (ovvero tutti i file e<br />
tutte le cartelle che iniziano con il punto) e che i nomi dei file possono<br />
non essere <em>unix-like</em> (ovvero tutti i file che contengono spazi,<br />
caratteri di punteggiatura e lettere accentate). Gli script devono tener<br />
conto di queste eccezioni.</p>
<p>Ovviamente esistono degli script già pronti. In particolare,<br />
un tool molto interessante utilizzabile in qualunque contesto, dal desktop<br />
al server, è<br />
<strong><a href="http://site.it">cdbkup</a></strong>.<br />
Si tratta di un insieme di script bash che utilizzano le primitive di<br />
sistema <strong>tar</strong> e <strong>gzip</strong> per la creazione degli<br />
archivi compressi e <strong>cdrecord</strong> e <strong>mkisofs</strong> per<br />
la generazione delle immagini ISO da salvare nel CD-set.</p>
<p>Gli aspetti interessanti di questo tool sono:</p>
<p>possibilità di effettuare salvataggi incrementali regolamentati<br />
attraverso un indice intero che va da 0 a 9, dove 0 indica un backup totale,<br />
e 9 un backup incrementale giornaliero;<br />
possibilità di salvare tutti i dati in un CD-set con cambio di<br />
CD durante in processo di masterizzazione;<br />
possibilità di ripristinare i dati salvati nei CD;<br />
possibilità di specificare i file e le cartelle da escludere<br />
dal backup;<br />
interfaccia testuale (adatta all&#8217;uso nei server!).</p>
<p>Con questo tool, la quantità di dati giornalmente interessata dal<br />
backup viene enormemente ridotta.</p>
<p>Ulteriori provvedimenti per ridurre la mole di dati giornaliera<br />
possono essere i seguenti:</p>
<p>cancellare tutte le cache dei browser o escluderne il<br />
salvataggio;<br />
eliminare o escludere dal salvataggio tutti i file che terminano<br />
con ~ o che iniziano con # (file di backup e cache);<br />
eliminare tutti i file dump;<br />
svuotare eventuali cestini;<br />
utilizzare l&#8217;opzione &#8211;exclude di<br />
<strong>cdbkup</strong> per escludere cartelle e file.</p>
<p>Vediamo due semplici esempi dell&#8217;utilizzo di <strong>cdbkup</strong>.</p>
<p>Caso 1</p>
<p>Backup totale della cartella /home.<br />
Esecuzione del bank del CD prima del suo utilizzo.<br />
Scrittura del CD a 12x.<br />
Utilizzo di un dispositivo ATAPI</p>
<p>Il comando da utilizzare è:</p>
<p>cdbkup 0 -b &#8211;label localhost -s 12 ATAPI:/dev/hdd</p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>In questo articolo viene discusso il problema del backup dei dati personali
della propria macchina e vengono presentati tool di backup adatti a tutte
le specifiche.
Per prima cosa prendiamo in esame il[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Proteggersi e proteggere: proteggere la propria connessione (1)</title>
	<link>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199154.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199154.shtml</guid>
	<pubDate>Tue, 22 Feb 2005 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Frankie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199154.shtml#comments</comments>
    <category>sicurezza</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo vengono descritte delle misure preventive per la<br />
protezione dei propri dati durante le sessioni di connessione<br />
Internet.</p>
<p>In un&#8217;attività di rete vi sono dei grandi rischi:</p>
<p>le intrusioni;<br />
lo spamming<br />
i virus.</p>
<p>Questo articolo si concentra sul primo aspetto, presentando due utili<br />
strumenti.</p>
<p>Il principale, ma non unico, strumento di protezione in Linux è<br />
il firewall software <strong>iptables</strong> implementato nel kernel.<br />
Tutte le distribuzioni di Linux con Kernel dal 2.4 in poi hanno questo<br />
firewall già compilato nel kernel.</p>
<p><strong>Iptables</strong> è estremamente potente,<br />
versatile, efficace ed in grado di proteggere in modo adeguato e<br />
professionale il proprio PC o il proprio server. In alcune distribuzioni,<br />
come la RedHat e le sue derivate (soprattutto Fedora :-), esiste già<br />
un firewall iptables attivo installato in modo automatico dal sistema<br />
di installazione.</p>
<p>Il grande limite di questo strumento è l&#8217;enorme difficoltà<br />
legata alla sua configurazione. Purtroppo i parametri e la sintassi per<br />
la sua configurazione sono astrusi (basti vedere quali e quanti sono<br />
i possibili parametri e le possibili varianti, e quanti sono i moduli<br />
attivabili nel kernel per la gestione di particolari pacchetti del<br />
protocollo TCP/IP).</p>
<p>Per rimediare a questa difficoltà sono nati degli stumenti che<br />
possono aiutare ad agevolare la configurazione di <strong>Iptables</strong>.</p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>In questo articolo vengono descritte delle misure preventive per la
protezione dei propri dati durante le sessioni di connessione
Internet.
In un&amp;#8217;attività di rete vi sono dei grandi rischi:
le[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Proteggersi e proteggere: proteggere la propria connessione (2)</title>
	<link>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199161.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199161.shtml</guid>
	<pubDate>Tue, 22 Feb 2005 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Frankie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/199161.shtml#comments</comments>
    <category>sicurezza</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo vengono presi in esame due tool per la gestione<br />
semplificata delle regole di Iptables. La scelta di presentare due<br />
tool è giustificata dall&#8217;esigenza di avere a disposizione<br />
strumenti adatti alle proprie esigenze ed in grado di gestire<br />
Iptables con diversa granularità.</p>
<p>Il primo tool è<br />
<strong><a href="http://www.shorewall.net">Shorewall</a></strong>,<br />
un insieme di script che configurano il firewall Iptables seguendo una<br />
logica nota a tutti coloro che per professione o per diletto hanno<br />
avuto a che fare con firewall hardware.</p>
<p>L&#8217;idea alla base del tool è di configurare una serie di file testuali<br />
(posti all&#8217;interno della solita cartella /etc) dai quali<br />
estrapolare le regole per Iptables.</p>
<p>La configurazione è semplice: ciascun file rappresenta una tabella<br />
e ciascuna riga del file rappresenta un record di tale tabella. Le prime<br />
colonne della tabella vanno sempre riempite poichè sono obbligatorie;<br />
molti campi sono opzionali e vengono usati solo dagli esperti o in caso<br />
di particolari configurazioni di rete.</p>
<p>Le righe delle tabelle hanno un&#8217;altra importante proprietà: l&#8217;ordine<br />
di elenco. Infatti, le regole di filtraggio del firewall Iptables vengono<br />
eseguite in ordine dalla prima all&#8217;ultima: la prima regola che ha successo<br />
viene applicata.</p>
<p>In linea di principio, quindi, vengono sempre elencate per prime le regole<br />
che filtrano <em>meno</em> traffico.</p>
<p><strong>Shorewall</strong> è uno strumento molto potente e consente<br />
di creare configurazioni anche molto complesse (ad esempio configurazioni<br />
per PC o server con più interfacce di rete, router, VPN&#8230;).<br />
Lo strumento non possiede un&#8217;interfaccia grafica ufficiale e quindi la sua<br />
configurazione può richiedere un certo tempo.</p>
<p>Molto più semplice ed intuitivo il tool<br />
<a href="http://www.fwbuilder.org/">Firewall builder</a>. Si tratta di<br />
un tool grafico per la gestione delle regole Iptables.</p>
<p>A mio avviso richiede un certo tempo di apprendimento per ottenere delle<br />
regole ben scritte. Tuttavia ha i seguenti vantaggi:</p>
<p>la scrittura delle regole è estremamente semplificata;<br />
esistono dei template già pronti adatti a molte esigenze;<br />
è in grado di generare gli script per l&#8217;installazione delle<br />
regole ed è in grado di fare un test prima dell&#8217;installazione;<br />
consente l&#8217;amministrazione remota delle regole.</p>
<p>Per concludere, mi sia consentita una riflessione: sebbene<br />
<strong>Firewall builder</strong> sia uno strumento adatto<br />
a tutti (vista la semplicità),<br />
ciò non toglie che le regole generate siano del tutto<br />
uguali a quelle scrivibili manualmente od ottenibili con altri tool.</p>
<p>Questo sta a dimostrare che in Linux non sono le interfacce a fare<br />
gli strumenti, ma gli strumenti a fare le interfacce :-))</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050222010000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050222010000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050222010000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20050222010000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fopensource%2Finterventi%2F2005%2F02%2F199161.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>In questo articolo vengono presi in esame due tool per la gestione
semplificata delle regole di Iptables. La scelta di presentare due
tool è giustificata dall&amp;#8217;esigenza di avere a[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Eclipse: sviluppare ottimo codice in Java</title>
	<link>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/195716.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/195716.shtml</guid>
	<pubDate>Tue, 01 Feb 2005 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Frankie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/195716.shtml#comments</comments>
    <category>sviluppo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Per chi sviluppa codice <a href="http://java.sun.com">Java</a> un&#8217;ottima<br />
suite di sviluppo è senz&#8217;altro <em>Eclipse</em> di<br />
<a href="http://www.ibm.com">IBM</a>.</p>
<p>Questo programma open source è uno strumento che non necessita di<br />
presentazioni, visto il rilascio da parte di IBM :-).</p>
<p>Non si tratta di uno strumento che fornisce automatismi di sviluppo pari a<br />
quelli di altre suite (come ad esempio <a<br />
href="bhttp://www.netbeans.org">NetBeans</a>) ma piuttosto di uno strumento<br />
rivolto ai professionisti dello sviluppo del codice, concentrati sulla<br />
qualità della produzione.</p>
<p>Per questo motivo non si trovano strumenti di auto generazione di progetti,<br />
ma piuttosto funzionalità come le seguenti:</p>
<p>generazione dei metodi getter e setter per una variabile;<br />
completamento automatico degli import ed organizzazione degli stessi<br />
(ordine alfabetico e di package);<br />
rinomina di tutte le istanze di una variabile all&#8217;interno dello<br />
scoping della stessa (<strong>ATTENZIONE: non all&#8217;interno di tutto il<br />
programma, ma solo nello scoping della variabile!!!</strong>);<br />
possibilità di vedere il proprio codice attraverso diverse<br />
prospettive (semplice file system, java packages&#8230;);<br />
auto completamento dei commenti del programma con differenziazione tra<br />
commento semplice e javadoc;<br />
gestione dei bookmarks all&#8217;interno del proprio codice;<br />
gestione dei <strong>TODO</strong>, ovvero il remember degli stessi a<br />
favore del programmatore (todo per credere!);<br />
gestione di progetti attraverso <a<br />
href="http://www.cvshome.org">CVS</a>. </p>
<p>Per chi sviluppa molto codice ed è attento allo stato di sviluppo ed<br />
alla qualità del sorgente, le precedenti feature risultano<br />
estremamente interessanti.</p>
<p>Ritengo, in particolare, che la gestione automatizzata degli imports e la<br />
gestione dei TODO siano tra le caratteristiche più<br />
interessanti in assoluto e non presenti in altri prodotti di sviluppo.</p>
<p>Le funzionalità di <em>Eclipse</em> sono estendibili attraverso i<br />
vari plug-in scaricabili per questo prodotto.</p>
<p>Se prendiamo in considerazione un modello di sviluppo incrementale del<br />
software, questo strumento trova la sua collocazione naturale nella fase di<br />
consolidamento ed ottimizzazione del software, ove aspetti come<br />
qualità e performance diventano fondamentali; escluderei l&#8217;uso di<br />
questo prodotto per un&#8217;intensa produzione<br />
web, ad esempio per pagine JSP e servlet, mentre ritengo di grande<br />
importanza la sua presenza nello sviluppo del business model (beans ed<br />
EJB).</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050201010000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050201010000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050201010000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20050201010000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fopensource%2Finterventi%2F2005%2F02%2F195716.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Per chi sviluppa codice Java un&amp;#8217;ottima
suite di sviluppo è senz&amp;#8217;altro Eclipse di
IBM.
Questo programma open source è uno strumento che non necessita di
presentazioni, visto il[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Sviluppare e prototipare rapidamente codice Java</title>
	<link>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/195717.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/195717.shtml</guid>
	<pubDate>Tue, 01 Feb 2005 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Frankie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/02/195717.shtml#comments</comments>
    <category>che_cos_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto NetBeans, nato pochi anni fa come <em>copia</em> del<br />
consolidato progetto <em>SunOne</em> di Sun, ha ora raggiunto uno stato di<br />
maturazione adatto allo sviluppo professionale di codice soprattutto per il<br />
web.</p>
<p>Uno dei maggiori pregi di questo prodotto è la possibilità di<br />
sviluppare molto rapidamente il prototipo del proprio codice, sfruttando i<br />
numerosi template messi a disposizione.</p>
<p>Nella versione 4.1 sono presenti template per la produzione di pagine JSP,<br />
servlet ed EJB.</p>
<p>Rispetto alla versione 3.6 sono da notare netti miglioramenti nella<br />
velocità del prodotto in esecuzione (ricordiamo che <em>NetBeans</em> è<br />
scritto interamente in Java) e la possibilità di gestire anche<br />
progetti enterprise.</p>
<p>Un cambiamento fondamentale è legato<br />
alle personalizzazioni introdotte nella gestione dei progetti:</p>
<p>lo script build di <a href="http://ant.apache.org">ant</a> viene suddiviso in<br />
due script customizzati pesantemente da NetBeans (addirittura a<br />
livello di tasks);</p>
<p>viene introdotta una cartella nbproject contenente tutte le<br />
personalizzazioni del progetto (build, properties&#8230;).</p>
<p>Personalmente non apprezzo queste personalizzazioni del prodotto poiché<br />
con il tempo si diventa troppo <em>tool-dipendenti</em> ed il software è<br />
poco portabile su diverse macchine o diverse architetture.</p>
<p>Ottima e molto curata, come sempre in questo progetto, la digitazione del<br />
codice: vengono offerte le scelte multiple per l&#8217;autocompletamento<br />
e sono sempre presenti a corredo le javadoc delle api. Inoltre,<br />
<em>NetBeans</em> è stato pensato come strumento per la digitazione<br />
di diversi tipi di codice: non solo Java, ma anche XML, HTML, ant script,<br />
JSP.</p>
<p><em>NetBeans</em> è consente di<br />
espandere le funzionalità grazie ai numerosissimi plug-in sviluppati.</p>
<p>La sorpresa interessante si ha proprio nella digitazione della pagine JSP, ove<br />
è possibile ottenere suggerimenti sia per il codice Java sia per le<br />
taglib (indipendentemente dai name space usati).</p>
<p>Sebbene sia possibile sviluppare qualunque tipo di applicazione Java,<br />
<em>NetBeans</em> si presenta particolarmente curato nello sviluppo di<br />
applicazioni web, sia grazie ai template, sia grazie all&#8217;application server<br />
integrato (<a href="http://jakarta.apache.it/tomcat">Tomcat</a>) che<br />
permette l&#8217;automatizzato deploy delle applicazioni (servlet e<br />
JSP). </p>
<p>A mio avviso, <em>NetBeans</em> è lo strumeto adatto alle prime fasi<br />
di sviluppo del codice, ove è essenziale sgrezzare l&#8217;applicazione<br />
implementandone le funzionalità in tempi ridotti. Molto indicato,<br />
quindi, per quanti adottino un modello implementativo basato<br />
sull&#8217;evolutionary developement.</p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>Il progetto NetBeans, nato pochi anni fa come copia del
consolidato progetto SunOne di Sun, ha ora raggiunto uno stato di
maturazione adatto allo sviluppo professionale di codice soprattutto per[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Sviluppare con Firefox</title>
	<link>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/01/193283.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/01/193283.shtml</guid>
	<pubDate>Sat, 15 Jan 2005 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Frankie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/01/193283.shtml#comments</comments>
    <category>sviluppo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Firefox è il browser che ha sconvolto il panorama della navigazione<br />
di Internet grazie alle sue qualità di efficienza, velocità<br />
e sicurezza.</p>
<p>Una delle sue feature più apprezzate è senz&#8217;altro quella di<br />
bloccare i popup (oggi anche altri browser implementano questa<br />
funzionalità, ma Firefox è stato il capostipite!).</p>
<p>Dalla RC1, Firefox ha migliorato ulteriormente le sue qualità ed in<br />
particolare la possibilità di espandere le sue funzionalità<br />
tramite dei plug-in.</p>
<p>I plug-in di Firefox sono stati ereditati da Mozilla: si tratta di archivi<br />
zip rinominati <strong>xpi</strong> con all&#8217;interno un insieme di<br />
cartelle contenenti file javascript e pacchetti <strong>jar</strong> (i<br />
plug-in sono scritti in Java!).<br />
L&#8217;installazione è molto semplice: basta raggiungere il file<br />
mediante il browser (sia in rete, sia su file-system) e cliccare sul file<br />
<strong>xpi</strong> interessato. Firefox farà il resto (e<br />
controllerà anche la compatibilità tra il plug-in e la<br />
versione di browser installata).</p>
<p>Molti sono i plug-in scaricabili e, per tutti coloro che operano nel web,<br />
vi sono delle funzionalità estremamente interessanti.</p>
<p>Tra tutti i plug-in i più interessanti sono:</p>
<p><strong>show_java_console</strong>: apre una consolle di debug per<br />
javascript che offre la possibilità di selezionare i messaggi<br />
javascript a seconda dell&#8217;importanza del messaggio (error, warning&#8230;);</p>
<p><strong>javascript_debugger</strong>: funzionalità avanzate di<br />
debugging del codice javascript (estremamente utile per tutti coloro che<br />
scrivono molto javascript);</p>
<p><strong>web_developer</strong>: serie di menù a tendina che<br />
offrono la possibilità di visualizzare <em>on the fly</em> le<br />
principali informazioni di una pagina HTML (ad esempio i bordi delle<br />
tabelle, i tag CSS 2, i tag obsoleti&#8230;). Questa funzionalità<br />
è di enorme importanza per tutti coloro che hanno la<br />
necessità di trovare errori di visualizzazione all&#8217;interno di una<br />
pagina DHTML (php, jsp&#8230;);</p>
<p><strong>editcss</strong>: un editor CSS WYSIWYG che agisce sul CSS<br />
della pagina correntemente caricata;</p>
<p><strong>cuneaform</strong>: un editor HTML WYSIWYG basato sulle<br />
primitive grafiche di visualizzazione di Firefox. Un ottimo strumento<br />
anche se lento nell&#8217;esecuzione dei comandi.</p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>Firefox è il browser che ha sconvolto il panorama della navigazione
di Internet grazie alle sue qualità di efficienza, velocità
e sicurezza.
Una delle sue feature più apprezzate è[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Gestire piccoli progetti con Linux</title>
	<link>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/01/192408.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/01/192408.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 09 Jan 2005 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Frankie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/01/192408.shtml#comments</comments>
    <category>software_open</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ingegnerizzazione del software è importante in ogni progetto,<br />
anche il più piccolo, come insegna Ian Sommerville.<br />
Tuttavia, seguire i suoi consigli alla lettera può diventare<br />
dispendioso in un contesto di piccola impresa (o di impresa a livello<br />
personale).</p>
<p>Quando assieme al numero dei progetti crescono le esigenze, le competenze,<br />
le persone impegnate ed i luoghi di lavoro (il dono dell&#8217;ubiquità<br />
è per molti ma non per tutti) diventa necessario scaricare parte<br />
della complessità organizzativa del proprio lavoro su dei tool.</p>
<p>A mio avviso, uno dei migliori programmi per gestire i progetti è<br />
<strong>GanttProject</strong>.</p>
<p>Come indica il nome stesso, <strong>GanttProject</strong> consente di<br />
realizzare diagrammi di Gantt. Non è l&#8217;unico software in grado di<br />
fare questo: chi utilizza Linux con interfaccia GNOME sa benissimo che<br />
esiste il valido <em>Imendio Planner</em>.</p>
<p>La peculiarità che rende <strong>GanttProject</strong><br />
interessante è che tale software è scritto in Java e<br />
risulta quindi portabile. Quando si lavora su molti progetti, infatti,<br />
accade spesso di utilizzare diversi sistemi operativi. La<br />
portabilità di Java riveste quindi un ruolo fondamentale.</p>
<p>Per creare un nuovo progetto in <strong>GanttProject</strong> è<br />
necessario inserire (ma non è strettamente<br />
necessario in prima istanza) le risorse umane che prenderanno parte ai<br />
progetti.</p>
<p>Nell&#8217;area <em>Gantt</em> è possibile creare le attività<br />
dei propri progetti ed organizzarle in modo gerarchico. Ad ogni<br />
attività sono associabili le risorse umane impegnate e la<br />
priorità.</p>
<p>Altrettanto semplice è la definizione dei <em>milestonea</em>,<br />
chiamati dal programma <em>Punto di verifica</em>: basta dichiarare una<br />
nuova attività ed attivare il flag.</p>
<p>La visualizzazione del diagramma di Gantt è molto curata e sono<br />
ben visibili le percentuali di completamento dei lavori: quest&#8217;ultime<br />
sono modificabili tramite il mouse agendo direttamente sulle barre delle<br />
attività stesse.</p>
<p>Un altro punto di forza di <strong>GanttProject</strong> è la<br />
possibilità di esportare i progetti in vari formati tra i quali,<br />
pagine web, immagini (JPEG e PNG), PDF o immagini vettoriali per XFig.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050109010000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050109010000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050109010000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20050109010000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fopensource%2Finterventi%2F2005%2F01%2F192408.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>L&amp;#8217;ingegnerizzazione del software è importante in ogni progetto,
anche il più piccolo, come insegna Ian Sommerville.
Tuttavia, seguire i suoi consigli alla lettera può diventare
dispendioso[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>I progetti sempre con se&#039;</title>
	<link>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/01/192409.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/01/192409.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 09 Jan 2005 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Frankie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2005/01/192409.shtml#comments</comments>
    <category>software_open</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Se oltre a seguire molti progetti si deve operare con diversi team di<br />
sviluppo avere un quadro completo dello stato di avanzamento delle<br />
attività può diventare difficoltoso.</p>
<p>Per tutti coloro che devono spostarsi territorialmente in più<br />
luoghi di lavoro diventa essenziale avere con sé lo stato<br />
aggiornato dei progetti.</p>
<p>Per tutti costoro (e per me!) è necessario avere a<br />
disposizione un computer palmare ed un buon software di engineering;<br />
fortunatamente il software open source per palmari Palm ha avuto, ed ha<br />
tuttora, una vasta schiera di estimatori e di programmatori.</p>
<p>Il software più adatto per fare il punto della situazione<br />
è senz&#8217;altro <strong>Project</strong>.</p>
<p><strong>Project</strong> è un software davvero piccolo (solo<br />
96K!!!) ma consente di ottenere grandi risultati.</p>
<p>Si tratta di un programmino per Palm del tutto simile a<br />
<strong>GanttProject</strong>.</p>
<p><strong>Project</strong> consente di creare un nuovo progetto e di<br />
dichiarare le attività che lo compongono, organizzandole ad<br />
albero. La visualizzazione è molto chiara e semplice e lo stato<br />
di avanzamento, in percentuale, di ciascuna attività molto<br />
curata. Si possono dichiarare attività di tipo <em>progress</em>,<br />
<em>numeric</em>, <em>action</em> ed <em>info</em>.</p>
<p>Per le attività <em>action</em> è possibile una<br />
sincronizzazione con il programma TODO (o Attività).</p>
<p>Molto curato il menù <em>edit</em> che consente di riorganizzare<br />
l&#8217;albero delle attività (ad esempio tagliare ed incollare<br />
attività) e di curarne eventuali anomalie.</p>
<p>La soluzione offerta da questo programma è molto semplice e, in<br />
virtù di questa semplicità, molto efficace.</p>
<p>Se vi muovete molto nel territorio e seguite molti progetti, questo<br />
programma per Palm è senz&#8217;altro quanto di meglio si possa<br />
desiderare.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050109010000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050109010000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050109010000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20050109010000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fopensource%2Finterventi%2F2005%2F01%2F192409.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Se oltre a seguire molti progetti si deve operare con diversi team di
sviluppo avere un quadro completo dello stato di avanzamento delle
attività può diventare difficoltoso.
Per tutti coloro che devono[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Open source e PMI</title>
	<link>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2004/12/190004.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2004/12/190004.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 19 Dec 2004 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Frankie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/opensource/interventi/2004/12/190004.shtml#comments</comments>
    <category>{item_category}</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>In questo momento l&#8217;informatica sta<br />
attraversando un momento di crisi a livello nazionale; l&#8217;Italia<br />
consuma molto software ed in proporzione non ne produce altrettanto.</p>
<p>Tuttavia, nel corso del 2004 sono stati<br />
notati crescenti interessi verso il software open e proprio dalle<br />
PMI, principale oggetto delle difficoltà informatiche.</p>
<p>Una recente ricerca del Tedis<br />
(l&#8217;osservatorio sulle nuove tecnologie dell&#8217;Università di<br />
Venezia) ha messo in luce che l&#8217;open source ha una penetrazione del<br />
25% all&#8217;interno delle PMI italiane e che la penetrazione è<br />
molto più forte nelle aziende di media grandezza.</p>
<p>L&#8217;idea di Java Open Business (JoB) di<br />
Sun è quella di fornire un punto di ritrovo per tutte queste<br />
aziende, ove condividere idee ed iniziative per software di gestione<br />
logistica e finanziaria.</p>
<p>A pochi giorni dalla nascita del<br />
portale, il successo sembra superiore alle attese.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20041219010000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20041219010000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20041219010000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20041219010000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fopensource%2Finterventi%2F2004%2F12%2F190004.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>In questo momento l&amp;#8217;informatica sta
attraversando un momento di crisi a livello nazionale; l&amp;#8217;Italia
consuma molto software ed in proporzione non ne produce altrettanto.
Tuttavia, nel[...]</description>
	
	</item>
    

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