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Storia dell'Opera

Le origini dell'Opera lirica

A cura di daniulla

Pubblicato il 25/02/2003

Come nacque l'idea del Melodramma nella mente degli uomini di fine '500.

foto intervento


utto cominciò in casa di Giovanni Bardi, a Firenze, tra il 1576 e il 1592. Lì si riunivano abitualmente poeti, musicisti, letterati e uomini di cultura in genere e discutevano di svariati argomenti, dalla scienza alla poesia. Un po’ come i nostri circoli del Bridge, quelli dei reduci di guerra o i Fan Club.
Solo che lì, in quella casa, sicuramente all’insaputa dei partecipanti, stava nascendo un’idea che avrebbe rivoluzionato il mondo musicale: l’idea del Melodramma.

Nessuno di loro sapeva quanto avrebbero influito quelle discussioni sul futuro della musica, ma tutti erano d’accordo su un punto: basta con la polifonia.
La polifonia, per quanto affascinante, aveva un terribile difetto: non si capivano bene le parole del testo. E questo poteva anche andare bene nelle Messe del ‘300 o nei mottetti, ma dopo la grandiosa evoluzione che era seguita, dopo l’abilità dei compositori di tutto il ‘500, dopo i madrigali a 5, 6 voci e addirittura quelli a più cori, si disse basta. Ne avevano tutti le orecchie piene.

Dato che già dal secolo precedente era stato riscoperto il mondo classico, in arte e letteratura, perché non riferirsi proprio alla monodia greca come esempio di musica pura? E quale era la massima espressione musicale e letteraria della cultura ellenica? La tragedia.
Si trattava solo di mettere in musica quello che prima veniva recitato dagli attori.

L’idea di personaggi che cantano su un palco, invece di parlare, dovette risuonare strana nelle loro menti, tuttavia si cominciò a studiare la teoria musicale greca e nacquero i primi esperimenti di teatro musicale, come gli Intermedi a "La Pellegrina" di Bargagli nel 1589, ma erano ancora molto lontani dal Melodramma vero e proprio.
Il primo libretto in stile recitativo fu scritto da Jacopo Corsi e Ottavio Rinuccini e si intitolava "Dafne", fu musicato da Jacopo Peri e messo in scena nel 1598.

Ma il primo vero Melodramma è considerato l’"Orfeo" musicato da Claudio Monteverdi, del 1607.
Monteverdi aveva sempre dimostrato una particolare attenzione alla drammaticità, anche nei madrigali, dunque non gli fu difficile dare alla sua Opera quel non so che che mancava ai precedenti Melodrammi. La musica viene plasmata da Monteverdi in base alla necessità drammatica, il canto riesce a mutare nel corso della vicenda e si trasforma in recitativo o assume il carattere arioso, si alterna a duetti, cambia il metro da binario in ternario e viceversa, cambia ed evolve continuamente seguendo il dramma.
L’idea di Opera non è poi tanto cambiata nel corso dei secoli.

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