LUCREZIA BORGIA

Tragedia lirica in 2 atti Musica di Gaetano Donizetti Libretto di Felice Romani

La scena del prologo è in Venezia; quella del dramma in Ferrara all’inizio del
secolo XVI

Prologo

Durante un ballo mascherato nel palazzo Grimani, Gubetta, informatore di
Lucrezia, esalta la bellezza delle feste nel palazzo estense a Ferrara.
All’udire il nome di Lucrezia, Maffio Orsini gli confida d’aver sognato ch’ella
avrebbe ucciso lui e l’amico Gennaro. Travestita, sopraggiunge Lucrezia che
sveglia Gennaro con un baciamano. Il pensiero di Gennaro va a sua madre, ch’egli
non ha mai conosciuto. Gli amici di Gennaro riconoscono Lucrezia, prima che
possa fuggire, e Maffio Orsini l’accusa d’aver assassinato suo fratello.
Insultata da tutti, la donna sviene.

Atto I

Gennaro, invitato a una festa in casa della principessa Negroni a Ferrara,
provoca la gelosia del duca Alfonso, marito di Lucrezia. Gennaro, scherzato
dagli amici, perché è innamorato di Lucrezia, vuol mostrare il contrario e
cancella col coltello la B del cognome Borgia, sulla targa del palazzo. Alfonso
fa arrestare il giovane, che confessa, e, fingendo di perdonarlo, gli offre del
vino avvelenato. Lucrezia di nascosto gli dà l’andidoto e lo fa scappare da una
porta segreta e al ritorno del marito finge di svenire.

Atto II

Gennaro è pronto a tornare a Venezia, ma, convinto dai soliti amici, partecipa
prima a una festa con Orsini e Gennaro, bevondo allegramente. Solo Gubetta, spia
di Lucrezia, resta in disparte. Si ode una melodia funebre, le porte sono
sbarrate, entra Lucrezia a vendicare il trattamento subito, nel Prologo, a
Venezia. Tra gli invitati che ha fatto avvelenare scorge Gennaro e, disperata,
gli offre l’antidoto, ma lui stavolta rifiuta, pronto a morire con l’amico
Orsini. Lucrezia gli confessa d’essere sua madre, però è troppo tardi e si getta
sul corpo agonizzante del figlio.

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Pubblicato il mercoledì 23 luglio 2003 in: Le trame

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