In un villaggio olandese dove vive con il padre adottivo Antonio, Lodoletta
incontra casualmente Flammen, un pittore francese esiliato dal suo paese per
motivi politici; fra i due si stabilisce immediatamente una corrente di viva
simpatia, che si tramuta in un tenero sentimento allorché, dopo la morte di
Antonio, Lodoletta rimane sola al mondo. L’affetto per Flammen costituisce per
lei causa di profonda angoscia: l’ambiente le è diventato ostile, tutti la
sfuggono ed anche Giannotto, un contadino innamorato di lei, le rimprovera di
essersi affidata ad uno straniero che certamente l’abbandonerà nel dolore e
nella vergogna. Frattanto Flammen ha ottenuto la grazia ed è libero di tornare
in patria; malgrado il sentimento per Lodoletta si sia tramutato in amore
genuino, egli rientra a Parigi, ma anche lontano si sente prendere dal rimorso
per aver abbandonato Lodoletta. Neppure la fanciulla l’ha dimenticato, e un
giorno, spinta da un irragionevole impulso, si è posta in cammino alla sua
ricerca raggiungendo, la notte di San Silvestro, la villa parigina ove gli
adesso abita. Ma il lungo viaggio l’ha prostrata: lacera e sfinita, si introduce
nel giardino e da lì scorge Flammen in gaia e rumorosa compagnia. A quella vista
avverte improvvisamente il desiderio di fuggire, di tornare indietro, ma
incespica e cade sulla neve senza riuscire più a scuotersi dal torpore che l’ha
invasa. Sarà Flammen, quando accompagnerà i suoi amici fuori dalla villa, ad
accorgersi di quel piccolo corpo irrigidito; con un grido disperato stringe al
cuore la sua Lodoletta, morta d’amore per lui, invocandola fra in singhiozzi.
LODOLETTA
Musica di Pietro Mascagni (1836 - 1945) Libretto di Giovacchino Forzano tratto dal racconto I due zoccoletti
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Pubblicato il giovedì 24 luglio 2003 in: Le trame
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