FEDORA

Melodramma in tre atti Musica di Umberto Giordano Libretto di Arturo Colautti tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou

L’azione si svolge verso la fine del secolo XIX.

Atto primo.

In casa del conte Vladimiro. La servitù attende il conte che sta festeggiando la
sua ultima notte da scapolo. Infatti il mattino seguente sposerà la ricca
principessa Fedora, riassestando così le sue finanze. Il campanello suona con
insistenza: è Fedora, preoccupata perché il fidanzato non l’ha raggiunta a
teatro. Il paggio Dimitri corre a cercare il conte al circolo. In quel momento
però arriva la slitta del padrone di casa. Vladimiro è ferito ed è accompagnato
dall’ufficiale di polizia Grech. Quest’ultimo svolge indagini per ricostruire
gli avvenimenti. Cirillo, il cocchiere, dichiara di aver accompagnato il conte
al parco, di aver udito due spari, mentre qualcuno ferito e sanguinate si
allontanava. Poco dopo trovava Vladimiro, non molto lontano, in una villetta,
ferito e svenuto. Accanto a lui c’era la sua pistola che egli portata sempre con
sé sapendosi minacciato dai nichilisti, in quanto figlio di un generale di
Polizia. Si viene a sapere che la vecchia che abita nella villa aveva consegnato
nel pomeriggio una lettera al conte. Ma la lettera era poi sparita dal cassetto
dove era stata riposta in salotto. Dimitri ricorda che un signore era stato
qualche tempo in salotto in attesa del conte, ma poi era improvvisamente
scomparso. Lo strano visitatore era Loris Ipanoff che abita di rimpetto.
Vladimiro intanto muore mentre Grach annuncia che Ipanoff è scomparso.

Atto secondo.

Un ricevimento in casa di Fedora a Parigi. E’ presente anche il conte Ipanoff
che Fedora è riuscita a far innamorare di sé per ottenere la confessione del suo
delitto. Loris ammette di aver colpito Vladimiro, ma sostiene di avere avuto
validi motivi per farlo e le promette che porterà le prove entro due ore. Prima
che egli ritorni giunge la notizia che lo zar ha subito un attentato ad opera
dei michisti. La festa viene sospesa. Fedora intanto prepara una lettera e
incarica Grech di spedirla a Pietroburgo. Poi si accorda con Grech per fare
arrestare Loris allorché lascerà la sua residenza. Quando Loris racconta che
Vladimiro era da tempo l’amante di sua moglie, e che le aveva dato appuntamento
anche la notte precedente al suo matrimonio con Fedora. Ed ecco le prove: sono
le lettere che Vladimiro aveva scritto a sua moglie. Fedora è allibita e sente
tramutarsi tutto l’amore per il ricordo di Vladimiro in odio. Inoltre, la pietà
per Loris e la devozione che egli dimostra nei suoi confronti non la lasciano
indifferente. Trattiene Loris in casa per la notte, compromettendosi ma
impedendo a Grech di arrestarlo.

Atto terzo.

Nel giardino della villa di Fedora in Svizzera. Loris e Fedora sono felici
insieme, ma purtroppo la trama ordita da Fedora in Prussia per vendicare la
morte di Vladimiro ha avuto tragiche conseguenze per la famiglia di Ipanoff. Il
fratello è stato arrestato ed è morto in carcere, mentre la madre è morta di
dolore. Nella lettera che annuncia queste tristezze a Loris, ” Boroff gli
comunica anche che le accuse al fratello erano contenute in una lettera inviata
da una donna che risiede a Parigi e di cui si conosce solo il nome di battesimo,
ma che non sarà difficile rintracciare. Loris giura di vendicarsi. Invano Fedora
supplica il perdono per “quella donna”: Loris è irremovibile, Allora Fedora, nel
timore di essere scoperta, si avvelena. Troppo tardi Ipanoff si rende conto di
essere stato la causa del suicidio: la donna muore chiedendogli perdono.

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Pubblicato il giovedì 24 luglio 2003 in: Le trame

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