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Le trame

PARSIFAL

A cura di daniulla

Pubblicato il 25/07/2003

Dramma mistico in tre atti
Musica di Richard Wagner
Libretto del compositore

L'azione ha luogo nella Spagna settentrionale, sul Monsalvat, rocca dei custodi del Graal, e nel castello incantato di Klingsor.

(Sul Monsalvat, cima irraggiungibile dei Pirenei, il vecchio Titurel aveva edificato un Santuario ove riporre il Graal, il sacro calice in cui è contenuto il sangue di Cristo; aveva radunato inoltre a custodia del Graal una schiera di cavalieri. Il perfido Klingsorr, avendo tentato di arruolarsi nella falange, ma essendo stato respinto, scatenò i suoi poteri magici per creare un giardino ove crescessero esseri fantastici, per metà fiori e per metà fanciulle, in grado di sedurre i cavalieri del Graal. Anche Amfortass, il figlio di Titurel, cui il vecchio padre aveva ceduto la corona, non resistette e si abbandonò tra le braccia della maga Kudry. Klingsor si impadronì della lancia sacra (quella con cui era stato colpito Cristo), custodita da Amfortas, e lo colpì al costato provocandogli una ferita che solo la stessa lancia governata da un "puro folle reso sapiente dalla pietà" potrà guarire. In attesa di ciò, Amfortas cerca invano ristoro nelle acque di un lago e i cavalieri cercano inutilmente dei preziosi balsami in grado di guarire il re. Anche Kundry, quando non è schiava della magia di Klingsor, aiuta i cavalieri nelle loro ricerche.)

Atto primo.

Sulla cima del Monsalvat, il vecchio cavaliere Gurnemanz e due scudieri riposano. Risuona la sveglia mattutina. Sta per giungere il corteo che accompagnerà il re al bagno. Sopraggiunge la selvaggia Kundry e porta con sé un balsamo d'Arabia per lenire il dolore della ferita di Amfortas. Gurnemanz narra agli scudieri lo sventurato destino di Amfortas. Il balsamo di Kundry non sortisce l'effetto sperato e Amfortas si avvia verso il lago, quando un cigno cade sulla sua strada. A colpirlo è stato Parsifal che, interrogato da Gurnemanz, fa sapere di non conoscere nulla di sé: sa che sua madre è morta ma non sa il proprio nome, né chi è suo padre, né si rende conto dell'empietà del gesto appena compiuto. Quando Kundry gli narra le sue origini e la sua storia, egli le si scaglia contro, ma sviene. Gurnemanz, che ha scorto in lui il "puro folle" lo fa rinvenire e lo accompagna ad assistere alla cerimonia dell'Agape, lo scoprimento del Graal. Amforts è esortato dalla voce del vecchio Titurel a compiere il sacro rito. La ferita, tuttavia, gli rende quasi insostenibile la vista del Graal. Parfisal assiste al rito senza comprenderne nulla, perciò Gurnemanz, sdegnato, lo caccia dal tempio.

Atto secondo.

Nel suo castello, il mago Klingsor ha soggiogato ancora un volta Kundry, convincendola a sedurre Parsifal. Egli, infatti, intende far sedurre ad uno ad uno tutti i cavalieri per potersi impadronire, lui che si evirato per non cadere nelle tentazioni di Kundry, del Graal incustodito. Parsifal giunge nel giardino del regno di Klingsor e si imbatte nelle fanciulle-fiore che tentano invano di sedurlo. Lo trattiene però la voce di Kundry che, allontanate le fanciulle, lo chiama "Parsifal". Al sentire il proprio nome Parsifal ricorda il passato e cade in uno stato di sconforto da cui Kundry promette di risollevarlo con il suo primo bacio. Ma al contatto delle labbra di Kundry, egli sente il dolore provato da Amfortas per la ferita provocata da Klingsor e respinge la donna. Interviene Klingsor e scaglia contro Parsifal la sacra lancia che resta però sospesa sulla testa del giovane il quale, afferratala, traccia con essa il segno della croce: il castello sprofonda e il giardino si muta in un deserto. Anche l'incantesimo che tiene legata Kundry si scioglie e, congedatosi da lei per portare, ora che da puro folle è divenuto sapiente e in possesso della sacra lancia, la salvezza ad Amfortas, Parsifal le grida "tu sai dove mi puoi vedere ancora".

Atto terzo.

Gurnemanz, che vive come un eremita nei pressi del Monsalvat, ode un lamento: è Kundry che giace in un sono simile alla morte. Risvegliatala, sente uscire dalle sue labbra una sola parola: "servire". Ella non ha più l'aspetto selvaggio e Gurnemanz attribuisce il cambiamento alla santità della ricorrenza del giorno: è, infatti, il Venerdì Santo. Giunge Parsifal, irriconoscibile nella sua scura armatura, con in mano la sacra lancia. Gurnemanz, pur non riconoscendolo, lo accoglie ma gli rammenta che nel giorno del Venerdì Santo è vietato portare armi. Parsifal si toglie l'armatura e si inginocchia in preghiera. Quindi gli racconta le traversie che ha dovuto affrontare per giungere sul monte. Gurnemaz, a sua volta, gli narra della morte di Tituel e dei terribili dolori che Amfortas deve ancora sopportare in attesa della sua missione di salvezza. Nonostante i dolori che gli provocherebbero l'apertura del Graal, ha tuttavia promesso di compiere il rito una volta ancora. Ma sarà Parsifal, dunque, in cui Guremanz ha ora riconosciuto il "puro folle reso sapiente dalla pietà", a celebrare il rito del Graal. Parsifal viene battezzato con l'acqua da Gurnemanz. Kundry gli unge e gli asciuga i piedi con i capelli, ricevendo a sua volta il battesimo da lui. I tre infine si recano al castello. Nella sala dove è custodito il Titurel, gli altri accompagnano Amfortas, che, desideroso ormai solo della morte, dovrà tuttavia aprire il Graal che infonde nuova vita a coloro che sono presenti alla cerimonia. Parsifal gli tocca la ferita con la sacra lancia e lo guarisce miracolosamente. Si incendia la sacra lancia e lo stesso Graal che Parsifal, novello re, eleva, amministrando di nuovo il rito, mentre da ogni dove si alzano voci celesti che annunciano: "Redenzione al Redentore". Kundry cade morta, liberata dai suoi involontari peccati.
 

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