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Le trame

IL CAVALIERE DELLA ROSA

A cura di daniulla

Pubblicato il 25/07/2003

Commedia lirica in tre atti
Musica di Richard Strauss
Libretto di Hugo von Hofmannsthal

Atto primo.

La marescialla, che nell'intimità si fa chiamare Bichette, approfitta dell'assenza del marito per dare convegno nella sua camera al suo giovane spasimante, conte Ottaviano, detto Quin-Quin. Ma la sua felicità è offuscata dal presentimento del non lontano sfiorire della sua bellezza. Il pandemonio che si ode dal guardaroba la fa trasalire. Teme un anticipato ritorno del marito. Si tratta invece del cugino, barone Ochs di Leuchenau, uomo rozzo e goffo, venuto ad annunciare alla marescialla il suo fidanzamento con Sofia, figlia di un borghese arricchito, il signore di Faninal. Travolto lo sbarramento dei servi, Ochs entra nella stanza prima che Ottaviano, travestito da donna, sia riuscito a svignarsela e rivolge alla presunta cameriera, pesanti galanterie. Alla cugina chiede consiglio su ci dovrà portare, secondo la tradizione, la simbolica rosa d'argento alla fidanzata. La marescialla indica Ottavio come possibile messaggero e gliene mostra un ritratto. Ochs nota la somiglianza con la cameriera e, convinto che si tratti della sorella illegittima del cavaliere del ritratto, accetta. Viene introdotta la clientela dal mattino: il notaio, il capocuoco, la modista, uno scienziato, un venditore di animali, l'intrigante Valzacchi con la sua degna compagna Annina, una vedova nobile con le sue tre figlie, un cantante, un flautista, infine il parrucchiere. Il barone si intrattiene con il notaio sui suoi affari matrimoniali ed è assediato da Valzacchi e Annina che si offrono di entrare alle sue dipendenze per sorvegliare la futura moglie. Rimasta sola, la marescialla è di nuovo assalita da pensieri malinconici e nemmeno il ritorno di Quin-Quin la rasserena: anzi, le fa sentire ancora più dolorosamente che presto egli la abbandonerà per una donna più giovane e più bella. Ottaviano vorrebbe rassicurarla, ma quando se ne va la marescialla nota che non si sono dati nemmeno un bacio. Sul tema dell'amore rassegnato, intrecciato a quello di Ottaviano, la marescialla consegna al piccolo negro Mohamed l'astuccio contenente la rosa affidatale dal cugino perché la porti al conte Ottaviano.

Atto secondo.

In casa del signore di Faninal si preparano le accoglienze del cavaliere della rosa. Entra Ottaviano che si dirige verso Sofia e le consegna la rosa. Tra i due giovani si crea un'immediata intesa. Sofia confessa a Ottaviano di non amare il barone che le sembra un mercante di cavalli. Giunge Ochs, accolto cerimoniosamente da Farinal. I due si ritirano con il notaio per stendere il contratto di nozze. Rimasti soli Sofia e Ottaviano si dichiarano il loro amore. Valzacchi e Annina li sorprendono e denunciano lo scandalo al barone. Ottaviano affronta il barone e lo ferisce con la spada. Ochs invoca un medico e Faninal vorrebbe affrettare le nozze. Annina consegna al barone un messaggio nel quale la presunta cameriera della marescialla acconsente a un convegno amoroso con lui la sera del giorno dopo. Ochs è molto compiaciuto, ma finge di non capire che Annina si attende una ricompensa.

Atto terzo.

In un separé della locanda scelta come luogo del convegno amoroso tra Ochs e la falsa cameriera, Valzacchi e Annina mettono a punto la trappola per il barone. Ottaviano, già in abiti femminili, dà loro una mancia, esce e rientra poco dopo al braccio del barone. Congedati oste e camerieri per non dover pagare un contro troppo salato, Ochs si accinge a godere dell'avventura. Tuttavia la rassomiglianza della fanciulla con Ottaviano lo turba: rumori misteriosi e strane apparizioni lo inquietano. Improvvisamente, appare Annina, vestita a lutto che sostiene di riconoscere nel barone il marito che l'ha abbandonata e si mostra indignata di trovarlo tête-à-tête con una minorenne. Valzecchi, l'oste e i camerieri le danno man forte; quattro bambini irrompono gridando "papà". Interviene un commissario di polizia che, incurante delle proteste del barone, apre un'inchiesta. Frattanto si è radunata una folla di curiosi che commenta salacemente l'accaduto. Giungono anche Sofia e Faninal, che si sente male. Ottaviano spiega al commissario l'intrigo e ricompare in abiti maschili. Sopraggiunge la marescialla. Il barone, liquidato da Sofia e stupito di ritrovare lì Ottaviano, fugge indecorosamente inseguito da oste, camerieri, suonatori che reclamano di essere pagati. La marescialla comprende che Sofia e Ottaviano si amano e si arrende con malinconia, ma anche con dignità, alla crudele legge della vita. Sofia ed Ottaviano si baciano ed escono. Dopo un attimo entra il paggio Mohammed, raccoglie il fazzoletto lasciato cadere da Sofia e esce con una breve danza.

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