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Saggi

Madama Butterfly

A cura di daniulla

Pubblicato il 02/03/2004

di Nicola Berti

foto intervento

Cento anni sono trascorsi da quel 17 febbraio 1904 quando fu rappresentata al Teatro alla Scala di Milano “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini.
Il cast artistico comprendeva nomi famosi: il soprano Rosina Storchio (Cio - Cio - San) (giovane scoperta da Toscanini), Giovanni Zenatello, tenore (Pinkerton), Giuseppe De Luca, baritono (Sharpless), Giuseppina Giaconia, mezzosoprano (Suzuki). Sul podio, il maestro Cleofonte Campanili.

Le prove generali erano andate benissimo. Al termine, i presenti si alzarono in piedi per applaudire il compositore mai visto così tranquillo e ottimista. Anche i librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giocosa erano sereni. Tutti erano convinti che sarebbe stato un trionfo.
Invece, quella prima si rivelò un fiasco colossale. Durante lo svolgimento dell’opera, ci furono boati, risa, sghignazzate e grida da parte del pubblico che uscì da Teatro soddisfatto perché quelle disapprovazioni furono considerate un “trionfo collettivo”.
Fu il primo tonfo pubblico del compositore lucchese. Anche se i giornali all’indomani intitolarono la prima pagina con “Puccini fischiato” e “Fiasco alla Scala”, la critica specializzata non condivise la stroncatura. Semmai, si limitò ad alcune osservazioni sulla lungaggine di certe scene, ma concordò sulla rara qualità musicale di alcuni passaggi.
Puccini non disarmò e disse “La mia Butterfly rimane qual è: l’opera più sentita e suggestiva ch’io abbia mai concepito!”.
Era convinto di avere scritto con lo stile e con quella ispirazione melodica del tutto personali che piacevano tanto al pubblico. Si convinse che, con alcuni ritocchi ed aggiustamenti, Butterfly sarebbe piaciuta. Infatti, si mise all’opera e nacque la seconda versione in due atti, il secondo diviso in due parti, che fu rappresentata al Teatro Grande di Brescia il 28 maggio 1904. Pignolo e cavilloso com’era, elaborò anche la terza versione in due atti data a Londra, al Covent Garden il 10 luglio 1905 e, finalmente, la definitiva stesura in tre atti rappresentata all’Opéra Comique di Parigi il 28 dicembre 1906.

Continua...

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